Tartaruga salvata dall’ignoranza degli umani

Spesso l’essere umano fa cose che possono rivelarsi trappole per animali indifesi come le tartarughe …

In questo video della Guardia Costiera di Pantelleria, possiamo vederne un esempio di come spesso degli oggetti di plastica ideati dall’uomo possono rivelarsi trappole mortali per piccoli animali …

Qua sotto quello che riporta il post della guardia costiera:

Il 26agosto alcuni diportisti hanno segnalato alla Guardia Costiera di Pantelleria la presenza di una tartaruga in difficoltà poiché incastrata nei resti di un attrezzo da pesca, composto da diverse bottiglie di plastica, alcune lenze e cime.
Sul posto è giunta la motovedetta CP301 che ha potuto verificare le gravi condizioni in cui versava l’animale: non riusciva a nuotare, né ad immergersi a causa delle bottiglie di plastica vuote che la costringevano a galla. La tartaruga è stata portata verso l’unità per aver modo di liberarla dallo spesso groviglio di cime e lenze che tenevano legata la sua pinna anteriore destra ai contenitori di plastica. La complessa operazione ha permesso di liberare l’animale ormai allo stremo delle forze, ridandole la libertà.

Quindi quando fate qualcosa pensate sempre alle conseguenze che potrebbero avere … sui nostri amici animali !!!

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La meraviglia dei fenicotteri rosa continua …

Siamo tornati dove un’anno fa abbiamo casualmente incontrato una colonia di fenicotteri rosa, che poi successivamente abbiamo scoperto che si era stanziata proprio in quel luogo … una meraviglia per i nostri occhi, vedere come un animale si fosse impossessato di quel posto martoriato dall’uomo …

E durante il nostro sopralluogo abbiamo fatto una fantastica scoperta, la colonia è cresciuta… si perché abbiamo visto dei cuccioli di pochissimi mesi !

Questo è l’esempio che la natura ancora combatte per prendersi quello che l’uomo cerca di toglierli !

Ci scusiamo per la bassissima qualità delle immagini, ma sono state fatte da una distanza tale da non disturbare gli animali e con un telefono cellulare !

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Il vero spirito di chi ama il mare … salvato cucciolo di squalo bianco 🦈

Victoria Bay, Gerorge, Sud Africa

Dei surfer usciti dall’acqua si sono accorti che c’era un cucciolo di squalo bianco in difficoltà, era finito sulla battigia e non riusciva più a prendere il largo … nonostante, come ormai tutti sappiamo, i surfer in acqua sono prede facili per questo “re dei mari” per la similitudine a delle foche ( il cibo preferito dagli squali ) … i tre ragazzi con l’aiuto di alcuni Baywatch, si sono affrettati per salvare il piccolo. Dopo diversi tentativi ci riescono e la felicità dei ragazzi ci fa pensare e ben sperare per un futuro migliore.

Un gesto bellissimo che dimostra la consapevolezza dei surfer sul l’importanza di salvaguardare la natura.

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È assurdo quello che accade in Cina

Ora noi ci domandiamo come sia possibile che accada una cosa del genere ?!

È una cosa raccapricciante, una tortura gratuita per degli animali innocenti …

Rinchiudere degli animaletti in buste di plastica per venderli come portachiavi o souvenir …

La cosa più preoccupante è che se le vendono vuol dire che qualcuno le compra … una cosa allucinante !!!

La vita stimata, data questi megascienziati che “imbustano” le creature, è di circa 3 mesi !!! Possiamo solo immaginare quanto dolore devono sopportare prima di una morte certa !!!!!!!

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Atto ignobile dei bracconieri nei confronti di Sea Shepherd …

Una delle pietre lanciate contro la nave che hanno distrutto il vetro della plancia

Quello di ieri è stato un atto fuori dal normale dei bracconieri nei confronti della nave e del suo equipaggio.

La nave di Sea Shepherd accerchiata dai bracconieri

Sono stati attaccati con pietre e molotov dai bracconieri ed è dovuto intervenire l’esercito per difendere la nave di Sea Shepherd nelle acque del golfo del Messico. Noi personalmente lo troviamo un atto ignobile e da vigliacchi … soprattutto per il motivo per il quale erano lì … la salvaguardia di una specie fortemente a rischio …

Riportiamo il comunicato ufficiale rilasciato da Sea Shepherd Italia e il video del attentato.

I ragazzi a bordo che cercano di difendere la nave con degli idranti

BREAKING NEWS:

BRACCONIERI DISTRUGGONO LE VETRATURE E LANCIANO MOLOTOV INCENDIARIE CONTRO LO SCAFO DI UNA NAVE DI SEA SHEPHERD. DUE GLI ITALIANI A BORDO.

Nella giornata di ieri la nave di Sea Shepherd, M/V Farley Mowat, è stata attaccata in maniera violenta da un gruppo di bracconieri nel Golfo della California, in Messico mentre era impegnata a proteggere il mammifero marino più minacciato al mondo: la focena Vaquita. 

I bracconieri hanno scaraventato delle pietre contro la nave, frantumandone le vetrature di plancia, e hanno lanciato molotov incendiarie contro lo scafo. Grazie anche all’assistenza da parte della Marina messicana, tutti i membri dell’equipaggio sono al sicuro. Nessun arresto è stato compiuto. Due gli italiani a bordo: Giovanni Cappa, medico, e Alex Beldi, fotografo.

Video dell’attacco

Un’altra pietra che ha sfondato il vetro

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“Deep Blue” è ancora viva …

Ormai era da giugno del 2015 nel golfo del Messico che non si vedeva più … si temeva il peggio per “lei” … ma invece …

Deep Blue , il più grande squalo bianco conosciuto fino ad ora …

Si temeva di non vederla mai più invece domenica 13 gennaio di buon mattino, una spedizione di ricercatori che era fuori dalle Hawaii per filmare gli squali tigre, si sono imbattuti di nuovo nella stupenda Beep Blue. Una stupenda creatura di circa 6 metri e di 2,5 tonnellate, qualcuno potrebbe pensare subito ad un mostro marino, e invece è un animale socievole e pacato perché , come ci spiega uno dei ricercatori, ormai dai suoi 50/60 anni di età ha già visto e conosciuto tutto, e quindi sa benissimo che non deve avere paura di un essere piccolo come è l’uomo !

Ogni tanto una splendida notizia …

La meravigliosa creatura si è avvicinata per grattarsi il dorso sull’imbarcazione dei ricercatori … è così che si sono accorti di lei ! Ma la scoperta più bella è che Deep Blue è incinta di 8/12 cuccioli che a breve partorirà, infatti si pensa che si sia recata proprio lì per partorire !

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Ims’One Project

📝 scritto da Manuela Giacomini

Da qualche giorno sono tornata da Imsouane e non nego che già sono in crisi
di astinenza da quelle infinite destre che si srotolano nella baia.
Tuttavia, in questo articolo non scriverò delle onde marocchine e della loro
perfezione anche perché dopo la piatta di queste settimane in Italia vi
farei rosicare e basta.

Imsouane, infatti, è un posto magico non solo per la sua meravigliosa baia e
per le persone che vivono lì, sempre gentilissime e sorridenti, quando ti
salutano ti baciano o abbracciano e mettono la mano sul loro cuore, chinando
la loro testa verso di te, ma, in particolare, questo paesino ha un’altra
caratteristica per me speciale: i suoi cani.

Chi è stato ad Imsouane sa che le strade sono abitate da branchi di cani.
Questi sono molto territoriali e presidiano la loro area tenendo lontani
animali selvatici e altri branchi.

Malgrado questi cani siano randagi e non addomesticati, c’è un equilibrio
nella convivenza tra uomini e cani che è quasi magica. Gli animali si fidano
delle persone, si lasciano accarezzare, mangiano dalle loro mani. Corrono
liberi sulla spiaggia schivando i surfisti e ti accompagnano verso lo spot.

Negli occhi di questi cani ho visto una luce ed un, passatemi il termine,
“umanità” che mi ha sorpresa. Chi mi conosce sa quanto amo gli animali in
generale ma loro ogni anno mi rapiscono il cuore e quando sono giù non posso
fare a meno di passare il mio tempo ad accarezzarli e ad accudirli. Ogni
pensiero scivola via come quando sono in mare.

Purtroppo però qualche mese fa nelle aree vicino a Taghazout sono comparsi
poliziotti armati di fucile ai quali è stato ordinato di eliminare i
randagi. Il motivo? Diverse sono le ipotesi, dalla volontà del Marocco di
candidarsi per il Mondiale 2026 alla costante crescita edilizia e turistica.
In quei giorni si è compiuta una vera e propria strage sotto agli occhi dei
turisti che cercavano di salvare i cani e che ha suscitato la reazione di
associazioni animaliste e amanti degli animali in tutto il mondo.

Pertanto, nel 2018 dei ragazzi francesi e marocchini hanno deciso di fondare
l’associazione no-profit Ims’One, lanciando un programma di vaccinazione e
sterilizzazione per controllare il randagismo ad Imsouane. 
Questi, infatti, sono d’accordo con il “Sindaco” del posto che i cani non
saranno toccati se l’associazione se ne prenderà cura. In questo modo quindi
stanno salvando i cani dalle stragi governative e dal proliferare di
malattie come la rabbia e tumori.

Le ragazze portano personalmente i cani da alcuni veterinari ad Agadir e ad
Essaouira e, una volta vaccinati e sterilizzati, gli viene applicato un tag
all’orecchio per renderli riconoscibili e proteggerli. 
Ad oggi, ci sono 52 cani taggati e qualche giorno fa hanno preso in carico
12 cuccioli orfani.

Ovviamente essendo una Onlus hanno bisogno di donazioni!! Per cui, per chi
fosse interessato al loro progetto e a sostenerli, potete visitare il loro
sito e il loro profilo Instagram:

https://www.gofundme.com/imsoneproject

https://www.instagram.com/imsoneproject/?hl=it

Basta veramente pochissimo per aiutarli e fare la differenza.

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End The Cage Age

📝scritto da Manuela Giacomini

Il 25 settembre scorso, presso il Parlamento europeo a Bruxelles, l’europarlamentare italiana Eleonora Evi ha lanciato l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age”, per chiedere alla Commissione europea di emanare una legislazione che ponga finalmente fine all’uso delle gabbie negli allevamenti europei.

L’iniziativa è stata sottoscritta da oltre 100 associazioni di protezione animale e dell’ambiente in tutta Europa, di cui 19 sono italiane ovvero: Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Il Fatto Alimentare, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA, Jane Goodall Institute Italia,OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.

Ogni anno, infatti, circa 300 milioni di animali trascorrono la loro vita all’interno di gabbie negli allevamenti di tutta Europa. Tra di essi vi sono principalmente conigli, galline, quaglie, oche, scrofe e vitelli, immobilizzati e privati della possibilità di esprimere i loro comportamenti naturali. Una vita davvero miserabile, lontana anni luce dal concetto di “animali quali esseri senzienti” come stabilito dall’articolo 13 del Trattato di Lisbona.

E’ quindi davvero fondamentale che i cittadini europei sostengano questa iniziativa, poiché potrebbe portare ad un risultato storico per il benessere degli animali e anche dell’ambiente. 

Infatti, gli allevamenti intensivi non solo sono considerati una delle prime cause del riscaldamento globale (in base ai report della FAO, il 51% d’anidride carbonica, metano e protossido d’azoto è emesso dagli allevamenti) ma inquinano i terreni, le acque e i mari (si veda l’ultimo rapporto di Greenpeace stilato sulla base di campionamenti eseguiti in ventinove fiumi e canali irrigui di dieci Paesi europei e che ha evidenziato elevate tracce di pesticidi e antibiotici nei corsi d’acqua superficiali che scorrono in aree ad elevata presenza di allevamenti intensivi), contaminando la natura con tossine che rappresentano una minaccia per l’ambiente e per la nostra salute.

I promotori di “End The Cage Age” hanno solo 12 mesi dalla registrazione dell’Iniziativa, per raccogliere (tra i cittadini europei con diritto di voto al Parlamento Europeo) 1 milione di firme in almeno 7 Paesi membri. Una volta ottenute le firme necessarie, l’ICE viene presentata alla Commissione europea che nei successivi 3 mesi deve adottare una risposta formale con le eventuali azioni che intende proporre e le motivazioni. 

Insomma, il tempo a disposizione non è molto, ma il traguardo è comunque alla portata di tutti noi.

L’Unione europea presenta standard più elevati rispetto agli altri paesi per quanto riguarda gli allevamenti. Tuttavia, è chiaro che il modello di allevamento con l’uso di gabbie è ormai totalmente anacronistico e completamente superabile, tanto è vero che in alcuni Stati membri sono già utilizzati metodi alternativi maggiormente efficaci e più rispettosi del benessere degli animali e dell’ambiente.

E’ necessario quindi un cambiamento della normativa sul tema a livello europeo e per fare ciò serve l’appoggio dei cittadini europei. Facciamo sentire quindi la nostra voce, a difesa di chi non ce l’ha.

Firma: https://eci.endthecageage.eu

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È iniziata la mattanza dei delfini a Taiji …

È iniziata la mattanza dei delfini nella baia di Taiji … i delfini vengono spinto dalle barche nella baia per poi essere catturati e venduti per la sua carne a pochi dollari al Kg … ma gli esemplari più belli vengono venduti ai delfinari per cifre astronomiche che posso raggiungere anche i 100.000$ …

Noi tutti possiamo contrastare questa macabra usanza non andando a vedere i delfini in cattiva !!

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Le Pinna Nobilis meglio conosciute come “ Nacchere” si stanno estinguendo …

Dal 2016 ( quando sono stati registrati i primi casi in Spagna ) si sta diffondendo un nuovo parassita di Haplosporida, che sta causando una mortalità di massa delle Pinna Nobilis ( pari al 99% delle popolazioni infette ). Il parassita si sta diffondendo molto velocemente nel Mediterraneo spostandosi dalla Spagna alla Corsica e, in Italia, nelle vicinanze di Messina e nel golfo di Napoli …

Ad oggi, non abbiamo informazioni su come contrastare il patogeno, la paura è che con l’innalzamento delle temperature si diffonda molto più velocemente .

I biologi marini del CIBM di Livorno “G.Bacci” ci comunicano che stanno monitorando l’area marina protetta delle secche della Meloria, stanno studiando anche la variabilità spazio temporale della popolazione di Pinna Nobilis, pronti a segnalare eventuali morie dovute proprio al nuovo parassita Haplosporida …

Ringrazio tutti i biologi marini della CIBM di livorno “G.Bacci” per i dati forniti e per il lavoro svolto, fino ad oggi, di monitoraggio dei nostri mari . In particolare il responsabile delle comunicazioni esterne della suddetta azienda Lorenzo Pacciardi, per essersi messo in contatto diretto.

Scritto da: Matteo Capo Nani

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