Episodio 55 Davide Lopez

Oggi parliamo con un ragazzo che vi posso assicurare che in acqua si fa notare , soprattutto perché è più il tempo che sta in aria ( Air ) di quello che sta in mare !! Si parla con “ Dede ” Davide Lopez !! Tubi, Air e tante ma tante altre manovre …

Noi : “ciao Dede, domanda classica, presentati …”
Dede : “Ciao a tutti mi chiamo Davide Lopez, ho 24 anni e sono nato a Viareggio. “Purtroppo” a 15 anni mi sono follemente innamorato del surf e cosi da quando mi sono diplomato al fine di ogni stagione ho iniziato a viaggiare 6-7 mesi l’anno in cerca della mia Mecca.”

Noi : “quando, dove e con chi hai iniziato a fare surf ?”
Dede : “ con il surf è una storia davvero strana. Diciamo che quando ero un micronano di 3-4 anni mio zio mi portava con lui sulla tavola e mi faceva ammirare lo spettacolo di questo sport , e ad un compleanno mi regalò una vecchissima WOMBAT 7 piedi e cosi iniziai a prendere le mie prime “onde”. Ovviamente ero un micronano quindi questa esperienza durò ben poco. Poco dopo la mia vita cambiò radicalmente ed iniziai a dedicarmi seriamente alla ginnastica artistica. Ero un atleta, mi stavano inquadrando davvero, anche i risultati erano davvero gratificanti, però poi nell’estate che passai in prima superiore questa vita da atleta cambiò. Io e mio cugino Aaron eravamo sempre assieme e lui era già una piccola promessa italiana del surf. E la cosa che detestavo era che quando c’erano le onde Aaron anziché giocare con me andava a surfare. Cosi un giorno d’estate nel bel mezzo di una discussione con mio zio ed Aaron persi una scommessa la quale ero straconvinto di vincere e la posta in palio per me era: Surfare!
Cosi quel giorno sotto l’obbligo della scommessa, tornai a surfare.. e mio dio me lo ricordo come se fosse ieri da quel giorno stravolsi la mia vita.
Addio ginnastica, addio CONI, addio qualsiasi cosa.
Iniziai subito a “lavorare”, rastrellavo la spiaggia la sera per cercare di metttermi da parte un po’ di soldi per comprarmi la tavola e la muta prima dell’inverno. Ovviamente 10 anni fa erano altri tempi e non capendoci nulla mi fidavo di chi mi stava intorno. Cosi gli amici di mio zio mi incularono subito rivogandomi a 400EURI una bellissima all merrick 6.3 giusta forse forse per le HAWAII (io arrivavo forse al metro e 50 di altezza) e una “fantastica” billabong 4.3 dell’era dei primitivi talmente bucata che quando la usavo diventavo un tutt’uno con il lavarone e puzzavo di morto per una settimana.”

Noi : “Cosa provi quando sei in acqua? ? hai fatto delle gare ? “
Dede : “Mi ci sono voluti parecchi anni per rispondere a me stesso a questa domanda. Inizialmente quando surfavo ero talmente emozionato che a malapena riuscivo a respirare quindi figurati come ragionavo bene. Pian piano tutta questa emozione si è spostata più sul lato competitivo per le gare che facevo ed il mio umore si basava a seconda di come andavano le mie session e le gare. Poi dopo il mio primo viaggio di 6 mesi in giro tra Indonesia e Australia mi resi conto che il surf con quella mentalità non me lo “godevo”al 100% ma che oltretutto nemmeno riuscivo a dare il massimo nel mio surf se in primis non lo facevo per me stesso con serenità. Cosi maturai ed iniziai a fregarmene di chi mi guardava, delle gare, delle organizzazioni deprimenti e di chi parlava a vanvera ed iniziai a surfare solo per me stesso, e cosi il mio surf iniziò a cambiare. “

Noi : “Preferisci le competizioni o il freesurf? Cosa ne pensi? “
Dede :”Mah io per come l’ho vissuta sulla mia pelle freesurf tutta la vita, da quando smisi di pensare alle gare e alle schifezze che ci giravano d’intorno il mio surf è cambiato e soprattutto iniziai a godermi il surf nella vera essenza, viaggiando, conoscendo e blablabla. Però se posso dare un consiglio come istruttore a un ragazzino gli direi di godersela fino a che è giovane. Di continuare a fare le gare fino a che poi non si stufa d’esser preso in giro. Mentre invece se si parla di gare in ambito internazionale gli direi di pensarci bene, a meno che non abbia una famiglia che disponga di una grandissima somma, una mamma che si dia un sacco da fare ed un enorme talento, di tenersi quei soldi per viaggiare il mondo, esplorare ed imparare il surf come dio comanda, anziché spenderli per andare a prendere dei calci in culo in giro per il mondo. “

Noi : “Parlaci del tuo lavoro …”
Dede : “Quattro anni fa, grazie all’aiuto anche della mia famiglia, si aprì la The Pier Surf School allo stabilimento balneare Carducci, subito accanto al Pontile di Forte Dei Marmi. E fino ad oggi ci vede molto impegnati ogni stagione da fine marzo fino a che non arriva il freddo, tra lezioni di surf/surfskate e surfcamp in giro per il mondo, e le varie attività in collaborazione con il negozio di surf K&K Garage e la Factory Twinsbros Surfboards. Abbiamo cercato di ricreare non solo una semplice attività dedicata al surf ma un vero e proprio punto di ritrovo per chi condivide la solita passione, dentro e fuori dall’acqua.”

Noi : “Quali surftrip hai fatto?”
Dede : “Prima che mi diplomassi non avevo moltissimo tempo a disposizione, tra scuola e lavoro estivo, sono riuscito a vedermi svariate svariate volte le classiche mete Europee come Canarie, Francia, Spagna, Portogallo poi finalmente una volta diplomato ho iniziato a coronare i primi sogni. Bali e Capo verde a 18 anni.
A 19 anni andai via 6 mesi con uno dei miei migliori amici Sam Toti tra Bali, Lombok, Sumbawa e Western Australia. L’anno dopo 7 Mesi sempre In Indonesia, tra West Sumbawa, G-Land Java, Lombok Desert Point e Bali. A 21 anni sempre 6 mesi tra Marocco, Capo Verde, Indonesia, e la prima volta in Centro America tra Nicaragua, Costa Rica, Panama, Honduras ed El Salvador dove mi innamorai perdutamente. Fino a quest’anno 5 mesi via con la mia ragazza tra California, CentroAmerica e Marocco.”

Noi : “Progetti per il Futuro…”
Dede : “Diciamo che fin da piccolo il mio futuro non l’ho mai visto in Italia, e un’altra motivazione per cui ho viaggiato cosi tanto è perché son sempre stato in cerca di un posto in cui mi sarebbe piaciuto poi stabilirmi (ovviamente con le onde tutti i giorni). Lo scorso anno mi sono innamorato follemente di una piccola città Chiamata Popoyo a sud del Nicaragua. E grazie anche alla fortuna e all’aiuto di qualche amico ho acquistato assieme a Kim un Terreno fronte onde. Quindi il progetto futuro sarebbe quello di costruire appena possibile un’attività come la The Pier Surf School accompagnata da una serie di case e godermi la vita sull’oceano cercando di surfare il più possibile. Nel frattempo adesso siamo appena tornati dal Surfcamp dal Marocco e siamo carichi per la stagione a Forte dei Marmi e per i prossimi surfcamp che organizzeremo!”

Noi : “sappiamo che vivi molto l’oceano, come vedi la situazione ambientale degli oceani? Credi si possa fare qualcosa?”
Dede : “Fino a che andavo in Indonesia la cosa mi disperava.. Li sono veramente alla frutta e non ho la men che minima idea di come possano risolvere, data l’infinita quantità di plastica e merda presente nell’oceano. Invece vedendo la California ed il Centro America devo ammettere che le cose vanno molto molto meglio. Credo che una soluzione oltre al mettersi tutti d’accordo sia quella di mettere delle multe due/tre volte più salate dell’andare in giro in macchina in stato d’ebrezza, per chi inquina l’oceano anche solo con una sigaretta.”

Noi : “ fatti una domanda che vorresti che ti facessi io e datti una risposta …”
Dede : “La Domanda che avrei voluto che tu mi avessi fatto è la solita che mi faccio ogni volta che “assisto” alla scena surfistica Italiana dopo esser stato tanto tempo fuori. (Salvo ovviamente svariate eccezioni)
“Secondo te sono più idioti i genitori di queste nuove generazioni o direttamente i figli”?
“Andrebbero pestati dalla mattina alla sera per fargli capire che servirebbe un po’ di umiltà?” Nonostante non siamo nemmeno una briciola del surf quello VERO”

Dede è un vero Sons of the ocean !!! Ama il mare e tutto ciò che ne fa parte … lo vive in tutto e per tutto !! Grazie Dede !!!