Episodio 131 Andrea Vanni

Episodio 131 Andrea Vanni

Ci sono persone che entrano a far parte della tua vita in punta dei piedi, quasi non te ne accorgi, forse perchè sono persone educate e sempre pronte a darti una mano senza chiedere … ecco con Andrea Vanni è stato cosi … un amicizia nata per caso ma che poi è diventata veramente indispensabile … persona discreta che ha sempre una parola giusta al momento giusto ! Lo stesso è in acqua, si mette li e si gode il momento, non ha la “fame” di onde che ti porta ad essere frenetico … sta li ed aspetta, ma quando la prende si trasforma in un cavallo puro sangue …  

Sons: “Ciao Andrea, raccontaci qualcosa di te …”

Andrea: “Ciao a tutti, ho 46 anni appena compiuti, sono un imprenditore, vivo in Versilia ed esco in mare da oltre tre decenni.

Sons: “come è nato il tuo rapporto con il mare ?”

Andrea: “La passione per il mare ed il surf è nata per caso, un mio vicino di casa un giorno mi chiese se volevo comprare una sua tavola di surf in quanto aveva bisogno di qualche soldo per cambiare corona e pignone del suo ktm 125. Io avevo 13 anni, adoravo lui come amico più grande ed amavo la sua moto, la sognavo e mi ci vedevo sopra tra qualche anno e quindi non esitai, non tanto per la tavola, bensì per ridare vita a quel cavallo a due ruote. 

Arrivo’ l’estate, ed un giorno di pioggia, ricordo tutto come se fosse adesso, il mare cominciò ad agitarsi e dissi…’ma io ho una tavola’…quasi quasi ci vado a fare un bagno…presi la mia bicicletta e corsi a casa , presi la tavola e tornai in spiaggia. Andai in acqua, non c’era nessuno ( a quei tempi era così, poteva capitare benissimo)…chiaramente non combinai nulla di buono,  faticavo a starci sdraiato…ma fu AMORE ! Per me fu travolgente…non riuscivo a smettere di sognare onde….

Era una tavola difficile per le prime armi , forse era una tavola da vetrina..era una Sundek 5.8 ! Ironia della sorte..circa 15 anni dopo ho avuto la fortuna di fare da testimonial per la Sundek per un po di tempo condividendo viaggi e tempo con Alessandro Ponzanelli e Lorenzo Pacini (proprietario Sundek )che ancora ringrazio !!!”

Sons: “E oggi che rapporto hai con il mare ?”

Andrea: “Magico…surreale..pensate che spesso, in inverno, almeno due volte alla settimana anche se il mare è calmo…e se piove ancora meglio, prendo la tavola e muta e vado in acqua a nuotare a largo , nel silenzio e nuoto per un’ora. Quando sono la fuori, il tempo si ferma, brutti pensieri scompaiono per magia e lasciano spazio solo ai sogni, ai ricordi belli , alle sensazioni …talvolta guardando la prua  mi sembra di sentire la vibrazione di quando un picco alle mie spalle si sta alzando e spero di veder quella discesa di fronte a me …”

Sons: “Che emozioni provi a fare surf ?”

Andrea: “‘Only a surfer knows the feeling..’ era una frase storica dalla Billabong anni 90…beh niente di più vero…!! se dovessi descriverlo in poche parole….è come  se mi distaccassi dalla realtà terrestre…sento la tavola..il rumore del mare..i brividi del vento…e con la sua adrenalina mi lascio trasportare nel benessere mentale… detto ciò non voglio passare per un soul surfer a tutti gli effetti…in mare mi piace scherzare..urlare come un pazzo con i miei amici..e debbo dire che ci siamo divertiti tanto…but the show must go on!!!…sarà ancora più bello !!!!”

Sons: “Oramai sono anni che lo fai, come lo vedi cambiato il mondo del surf ?”

Andrea: “Sono oramai oltre 30 anni che esco in mare con la tavola, è cambiato molto…moltissimo, ma del resto cosa non è cambiato ? Sono cambiate le attrezzature nonché la possibilità di scelta di queste ultime, nei primi anni 90 per non dire negli anni 80 la scelta era ridottissima. E’ cambiata la cultura di questo magico sport anche in un paese come l’Italia, le nuove generazioni hanno possibilità di viaggiare  e di conseguenza di apprendere molto di più, tuttavia in acqua spesso non si respira una buona atmosfera, troppa esaltazione competitiva anche da parte dei più giovani, sento, vedo e leggo pure sui social discorsi da tristi fenomeni esaltati che sono convinti di essere il re del loro home spot. Questi comportamenti ed il relativo clima sono tipici di un buon mix di bassa cultura e di frustrazione personale ed è un gran peccato lo spreco di buon umore ed il carico di energie negative di cui si caricano e di conseguenza poi scaricano ad altri inutilmente invece di trasferire e trasmettere l’essenza e ciò che ha di bello  questo sport…

.mi viene in mente una citazione di un mercoledì da leoni….

“Dal largo veniva un vento teso che polverizzava la cresta delle onde, era una distesa immensa di spuma e in acqua si sentiva il morso del freddo… ma ora tutto sembrava appartenere al passato… il cambiamento non era nella spiaggia, nel vento, nelle onde, il cambiamento era nelle persone…”

Il mio pensiero ed umile consiglio?…andate in mare , divertitevi sempre… abbiate un sorriso per tutti…sarà come essere allo specchio ed il primo sorriso è per voi !!! sarà tutto più bello e tornerete a casa ancora più rilassati e soddisfatti.”

Sons: “Hai viaggiato molto, dove sei stato ?”

Andrea: “Avrei voluto viaggiare di più, ma ho viaggiato abbastanza se pur molto impegnato da un punto di vista professionale. Sono stato molte volte in Francia, Hossegor..Biarritz ecc ecc..uno dei luoghi più belli che io abbia potuto vivere.

 2 volte in Costa Rica, California, Messico, diverse volte a Bali, Mentawai, Portogallo, Marocco, Spagna, Fuerteventura e circa 25 volte alle Maldive (quasi sempre in barca)..nord , sud ..al centro( colpa di Patrizio..è un grande abitudinario ..ti voglio cmq molto bene Bro)”

Sons: “Quale è la tua onda preferita ?”

Andrea: “Non vorrei peccare di ‘romanticismo’, ma la mia onda preferita è quella condivisa con i miei amici. 

Se devo però ricordare qualche onda che mi ha fatto sognare e gioire con i miei amici sempre soli in acqua è forse  (piiiiiii…..secret)  left alle maldive e poi Dog reef alle Mentawai, un’onda consistente, potente, perfetta e dal contesto indescrivibile.”

Sons: “Dove sogni di surfare prima o poi ?”

Andrea: “Alle Hawaii, se non era per il Covid in questo momento sarei stato proprio li sulla north shore. Ho una scommessa in sospeso con i miei due brothers Patrizio e Gabriele, ho scommesso da tempo con loro che surferò Waimea (fino ad una certa misura !!)”

Sons: “Nei tuoi viaggi hai trovato situazioni ambientali che ti hanno sconvolto ?”

Andrea: “Si e da molti anni purtroppo, ricordo ancora il primo viaggio a Bali nel 1999, lungo la scalinata che portava ad Uluwatu (una volta c’era da fare 10 minuti di scarpinata per arrivare ai warungs vista spot) a destra e a sinistra in piena ‘foresta’ c’era tantissima plastica e lattine…li fu la prima volta che pensai che la situazione era sfuggita di mano e che negli anni a seguire sarebbe stato un problema di non poco conto. Ma tutt’ora mi è capitato spesso di essere in barca alle maldive, lontano da zone turistiche e veder passare in corrente decine di bottiglie e sacchetti di plastica…è tutto davvero molto triste e deprimente.”

Sons: “In italia come la vedi la situazione ambientale ?”

Andrea: “In Italia purtroppo, oltre alle infrastrutture, abbiamo uno standing di gestione ambientale purtroppo oramai non adeguato sotto tutti i punti di vista. Se pur abbiamo fatto tanto, a livello di gestione e recupero dei rifiuti domestici, e quindi un piccolo salto culturale c’è stato,  pecchiamo troppo sulla gestione dei rifiuti industriali speciali non recuperabili. Non avendo impianti di termovalorizzazione in linea con gli altri paesi sviluppati, siamo costretti ad esportare i nostri rifiuti assumendoci l’onere di un costo impressionante mentre negli altri paese sono visti e gestiti come pure risorse .”

Sons: “Pensi che si possa risolvere questa situazione ?”

Andrea: “Penso che con un piano politico industriale di spessore si debba e si possa fare tanto, ma il paese ha bisogno di cambiare il passo, e quest’ultimo dipende solo da un cambio culturale. Su questo ultimo punto, spero che le generazioni future e la mia facciano la sua parte.”

Sons: “Ci sono abitudini che puoi cambiare pensando ad un’ottica più ambientalista ?”

Andrea: “Certo, in primis il favorire ancora di più le industrie ed il consumo sul packaging no plastic ed inserire nei programmi didattici la vecchia materia ‘eduazione civica’ da cui le nuove generazioni potranno apprendere una nuova cultura della risorsa ‘rifiuto’ e rendere migliore il mondo.”

Sons: “Fatti una domanda che vorresti ricevere e datti una risposta”

Andrea: “Quanto ti ha dato il surf ?

Tanto ! ..mi ha aiutato nei momenti duri a tener alto lo spirito, non mi ha mai fatto smettere di sognare qualcosa di bello, dai giorni odiern ai ricordi ed al futuro.  Il ‘sogno’ è la fonte della felicità e forza in ognuno di noi.”

Sons: “Vuoi ringraziare o salutare qualcuno ?”

Andrea: “Voglio ringraziare in primis tu amico mio che mi hai dato l’onore di partecipare alle tue interviste nazionali e per tutto ciò che fai, impegnandoti quotidianamente per rendere il sistema migliore e più bello. Altresì voglio ringraziare i miei due grandi amici di sempre, Patrizio e Gabriele, con i quali ho condiviso ogni momento di questa mia passione, per avermi sopportato e supportato in tutto. Senza di loro il mio mondo surfistico non sarebbe mai potuto essere così bello ed intenso. Aloha.”

Come si capisce dalla sua intervista Andrea è una persona eccezionale per molti aspetti ... ama indiscutibilmente il mare, persona piacevole come amico e un grande sons of the ocean ! Grazie Andrea ...

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