Episodio 126 Cristian Liverani

Episodio 126 Cristian Liverani

Eccoci di nuovo, come sempre, con una intervista ad un ragazzo con la mega passione per il mare ... Oggi abbiamo incontrato Cristian Liverani ! Un ragazzo molto sensibile al problema dell'inquinamento del mare e non solo ... Un combattente dal cuore buono ! Uno che ha iniziato il surf quando molti di voi ancora non erano nati ma che non ha mai fatto molto "polverone" ... uno che surfa per il piacere di farlo e basta ...

Sons : “ciao Cristian, raccontaci chi sei ?”

Cristian :” Ciao a tutti, sono Cristian Liverani ,da buon livornese (di adozione) non posso non amare il nostro mare  e fare quindi surf da onda. Ho sempre lavorato nel campo edile con mio fratello e il mio babbo. Questo mi ha permesso di ritagliare del tempo per coltivare le mie passioni. Oltre alla passione per il surf , pratico da più di 20 anni kickboxing sono passato dalla nazionale al professionismo, qualche soddisfazione me la sono levata compreso qualche viaggio in più per il mondo, ora  sono istruttore. Per combattere, specialmente ad alti livelli, tra le tante qualità devi avere un’altissima preparazione fisica e un grande sviluppo dell’attenzione, elementi che servono anche per stare in mare. Oggi, compiuti i 47’, vivo un po’ di rendita e menomale! kickboxing e surf due sport che hanno sempre fatto venire “le bolle” a mia madre, non ci farà mai l’abitudine!”

Sons : “Come è nato l’amore per il mare?”

Cristian :”I primi approcci con il mare sono stati appunto con l’oceano, ho abitato nel nord della Francia fino a 9 anni, la costa era quella della Normandia e nei weekend estivi i miei ci portavano al mare. Ricordo sempre l’odore del salmastro appena ci avvicinavamo alla costa, con quelle schiume e dune enormi: fu amore a prima vista.”

Sons : “Quando e come hai iniziato a fare surf ?”

Cristian :”Ho iniziato a fare surf a 17 anni con i miei amici Marco Paumgardhen , Marco Ghezzani e Stefano Micheli. Io e il Paum iniziammo con una tavola prestata.  Le prime volte eravamo in due in acqua con una sola tavola, un’onda per uno. Indimenticabile il primo drittone sulla schiuma. Dopo qualche mese comprai la prima tavola da un amico, fu lui tra l ‘altro che ci fece conoscere questo fantastico mondo: Riccardo conosciuto come “Acidino” che ringrazierò a vita ovunque lui sia! Solitamente faccio surf al Sale , spot preferito, ma a me piace girare, quando c ‘è l’occasione vado volentieri ai Fiume  dove abbiamo iniziato, oppure scendo verso sud. Devo dire che come spot noi livornesi siamo fortunati, sia come quantità che come qualità.”

Sons : “Cosa provi quando fai surf ?”

Cristian :”Quando entro in acqua è godimento puro. Mi rigenero. La sensazione data da quel misto di adrenalina e noradrenalina è identica da 30 anni, sia con onda grossa che con onda piccola.  Lascio fuori tutto il resto, penso solo a godermi il momento, mi si stampa il sorriso in faccia da dodicenne. Quel senso di libertà e di armonia con il mare sono impagabili. Sembra banale, ripetitivo ma è così!”

Sons : “Come trovi cambiato il mondo del surf ? Ti manca qualcosa dei tempi passati ?”

Cristian :”È cambiato tanto, indubbiamente ed è inevitabile come tutte le cose; il movimento surf si è evoluto. I ragazzi di oggi che praticano da qualche anno o si approcciano al surf hanno vantaggi enormi, dalle tavole e mute di nuova concezione ai tutorial o filmati che si trovano in rete. La maggior parte di noi alle prime armi usciva con “tavole panettone” e tute da sub. Ci trovavamo da Hoasy surf per guardare le vhs e aspettavamo a gloria l’uscita in edicola di surf magazine. Tutto questo cambiamento non può essere che positivo, le nuove leve vanno forte e ci sono delle belle premesse per il futuro agonistico. Devo dire che in mare alcune situazioni mi danno fastidio specie qua a Livorno, ad esempio, la smania che ha qualche giovane in acqua, una competitività  con gli altri priva di senso. Improvvisamente son diventati tutti professionisti…Non sopporto la poca umiltà e presunzione che spesso sfocia in mancanza di rispetto per chi è in acqua da 20 /25 anni più di loro. Ma questo è il problema di oggi anche fuori dall’acqua . Se guardo indietro nel tempo non mi manca niente, ma ricordo con nostalgia tante cose: i nostri primi viaggi a Biarritz con il treno, esperienze indimenticabili. Le” ribotte” del sabato sera quando dormivamo in spiaggia o dentro le cabine dei bagni fiume, per essere pronti ad andare a surfare all’alba. Estate o inverno non faceva differenza per noi. Ricordo la mia cantina sotto casa che divenne il nostro rifugio, tra una birra e l’altra ci costruivo le tavole insieme al mio amico Gabriele Scotto. Quando c’ erano le onde era prassi fare brucia a scuola, lasciavo lo zaino e andavo in mare senza che i miei  se ne accorgessero.”

Sons : “Hai viaggiato molto? dove sei stato?”

Cristian :”In Europa vorrei tornare sicuramente in Portogallo, posti e onde fantastici, non lontano da noi  e costo accessibile. Oltre oceano ho sempre cercato il mix giusto tra  onde, popoli, cultura e paesaggi, ma non ho mai improntato il viaggio solo per il surf . Cerco sempre di appoggiarmi a strutture o a case dei locali, non mi va che i miei soldi vadano ad arricchire stranieri o grosse catene alberghiere. Cuba fu lo svezzamento fuori dall’Europa verso la fine degli anni ’90. Poi Senegal potente e difficile, non c’erano i confort di oggi. Messico tutto in autobus, Città del Messico –Puerto Escondido Chiapas e poi via in  Guatemala, tra antichi centri maya, escursioni sui vulcani e in giungla   per poi  finire in Belize con una barriera corallina da sogno. Canarie, Marocco, inutile descrivervi Bali il posto dove la maggior parte di noi vorrebbe vivere. Sono tornato una seconda volta in Brasile l’anno scorso, oltre alle  onde ci siamo goduti una bella attraversata del fiume entrando nella foresta  amazzonica. Nel cuore mi son rimasti veramente l’India e Shrilanka.”

Sons : “Viaggiando che situazione ambientale hai percepito negli altri paesi ?”

Cristian :”In linea di massima nel resto d’Europa ho visto e percepisco un’attenzione e una sensibilità al tema ambientale buona. Si respira la voglia di migliorare. Oltre oceano è un disastro, esempi eclatanti sono Messico,  Indonesia, India, ecc … I singoli individui non hanno la minima percezione di cosa stiano facendo. In questi posti se un oggetto non va a finire nelle enormi discariche a cielo aperto, lo gettano in mare, nei fiumi o lo abbandonano sul ciglio della strada. Purtroppo vivono nella miseria e pensano solo all’ oggi, non al domani. Mi manda in bestia l’India, il paese con più contraddizioni del pianeta. Si passa dall’ipersviluppato al medioevo in un lampo.  Immagina quanto gli interessa a chi lavora per poche rupie necessarie per mangiare, scaricare tutto nei fiumi quando gli viene ordinato. In Shrilanka, comunque , ho visto anche volare bottiglie di birra e sigarette dalle jeep, eravamo in un parco naturale e loro erano americani !!”

Sons : “In Italia che situazione trovi ?”

Cristian :”Pessima! Parlo per la realtà che vivo a Livorno: navi ferme in porto con motori accesi h24, raffineria Eni e inceneritore che buttano nell’aria di tutto, siamo una delle città con maggior decessi per cancro e problemi al DNA proprio a causa dell’aria che respiriamo, ma c’è ancora qualcuno che si lamenta per la differenziata. Nelle giornate di trekking siamo riusciti a trovare in posti inaccessibili nel bosco, credimi, lavatrici e carcasse di macchine. Il nostro mare invaso da microplastiche.”

Sons : “Pensi che siamo ancora in tempo, con un cambio radicale, a sistemare la situazione ?”

Cristian :”Ho paura di no. Come singoli possiamo osservare alcune regole che danno frutti, ma non bastano. Siamo tutti coinvolti, i nostri beni di consumo sono costruiti con sostanze e metodi inquinanti e il consumismo vince su tutti. Ci fanno sentire in colpa ma di colpa ne abbiamo poca in questa corsa involutiva e autodistruttiva del pianeta. La vera colpa va ai  metodi produttivi, raffinerie, estrazione di materie prime e risorse minerarie. Basta guardare la distruzione dell’amazzonia ma non solo, per lasciar spazio a giacimenti di pietre preziose e petrolio, la ricerca di legname pregiato che permette l’abbattimento di alberi secolari. Poca informazione e sensibilizzazione ambientale che andrebbe inserita già nelle scuole. Mancano piani di investimento concreti,  non esistono leggi e pene pesanti per i reati legati all’ambiente e là dove ci sono, non vengono applicate. Ci vorrebbe un cambio drastico dei metodi di produzione, ma sarebbe necessaria un’altra  rivoluzione industriale per questo. Non sono catastrofista ma è la realtà.”

Sons : “Dove ho surfato l’onda più bella ?”

Cristian :”Bali ,Uluwatu!! con la bassa marea .”

Sons : “Se chiudi gli occhi, che onda sogni di surfare ?”

Cristian :”Sicuramente una di quelle onde polinesiane ,disegnate, quasi finte !”

Sons : “Vuoi salutare o ringraziare qualcuno ?”

Cristian :”Un saluto a tutti e ringrazio voi per l’opportunità, ma soprattutto per il lavoro e il tempo che dedicate per una nobile causa”

Beh, come vi avevamo anticipato, Cristian è veramente una bella persona, molto attenta al problema dell'inquinamento e con una passione smisurata per il mare ... un vero "Sons of the ocean" !!! P.S. in questo momento sta diventando babbo e quindi gli auguriamo tutta la felicità di questo mondo al nascituro !!

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