Episodio 113 Mirko Balloni

Stamattina siamo con una persona di cui abbiamo molta stima per molti motivi … uno dei quali è il suo modo di vivere molto “easy” e in pace con la natura … uno che apprezza molto ogni cosa che il mare ci regala … siamo con Mirko Balloni !

Sons :” ciao Mirko, presentati per chi non ti conosce …”

Mirko :“Ciao Grandi e grazie per aver pensato anche a me; sono Mirko quasi 40 ma non ancora, nato e venuto sù a Livorno. Lavoro nell’emersione e protezione di vittime di tratta (la nuova schiavitù per capissi) e reinserimento lavorativo. Dipendente dal surf e dai viaggi, e da pochi anni immerso nella nuova bellissima avventura di crescere un figlio.”

Sons :” quando, come e perché hai iniziato a fare surf ?”

Mirko :“Quando avevo credo  13 anni, il gruppo dei miei amici faceva già surf, soprattutto l’estate a Tirrenia. Inizialmente non ne ero attratto. Avete presente “l’onde” ai bagni Rosalba???? Poi accadde qualcosa. Un giorno passai in auto con i miei genitori davanti ai bagni Fiume per andare a pranzo dai miei nonni; fu uno shock. Giornata splendida, sole , mare glassy, onde bellissime, non avevo mai visto il mare in quel modo. Pensavo le onde fossero le schiume di Tirrenia, io ero abituato a vedere quelle. Raccontai subito quello che avevo visto, e mio nonno mi mandò il giorno stesso a comprare la mia prima tavola da surf, una Blu Haway panettone che ancora rimpiango di averla sostituita pochi mesi dopo per una tavola performante. Ho tutt’ora stampato in mente quello scorcio di vista tra gli alberelli del Viale Italia che mi cambiarono la vita. ”  

Sons :” cosa ti ha spinto a farlo ?”

Mirko :“Una volta iniziato ne sono diventato schiavo. Anche se i primi tempi si prendevano tante schiume nel viso, magari remavi a vuoto continuamente mentre gli altri più grandi sfrecciavano di continuo, il contesto, la voglia di riprovare quell’emozione che per caso eri riuscito a provare tagliando l’onda, le avventure con gli amici, i momenti intimi con il mare e tante altre magie  hanno spinto in modo totalmente irrazionale.”

Sons :” Che rapporto Hai oggi con il mare ?”

Mirko :“Bah, il mare è tutto, è l’elemento fondamentale attorno il quale gira ogni aspetto della vita, sicuramente è il mio habitat naturale. Sapere che è lì a due passi mi rassicura; sai sempre che puoi trovare la tua pace, in qualsiasi momento. Se ti manca il respiro, fai due passi verso il mare e sei apposto. “

Sons :” sappiamo che ti diverti anche a sheppare tavole… raccontaci un po’ di questa cosa … la Gringo Surfboard “

Mirko :“De, è una passione nata piano piano, prima con le riparazioni, poi cercando di approfondire sempre di più. La prima tavola realizzata mi portò soddisfazioni in mare, quindi andai avanti e così la seconda e così via. Crearmi la tavola, progettarla e poi realizzarla mi ha portato verso un rapporto più empatico con l’onda, cioè a pensare da quale tipo di tavola ogni onda vorrebbe essere surfata per sentirsi sfruttata al meglio. Purtroppo mi manca il tempo, ma avrei decine di progetti in mente e vado ancora con tavole rotte che imbarcano acqua, perché mi manca il tempo di ripararle.”   

Sons :” Che tavole prediligi come shaper ?”

Mirko :“Mah, non ho preferenze, mi piacerebbe surfare di più e testare nuovi modelli per poi tornarci sopra con modifiche o altro. Quest’anno ho surfato quasi sempre con il long e credo che per essere uno shaper completo, oltre che fare tante tavole, tu debba essere un surfer completo, cosa che non sono. Grazie allo shaping, ho scoperto il longboard ed è un altro mondo da scoprire. Comunque con le giuste condizioni la mia tavola preferita è una Twin Fins.”

Sons :” tu che ci sei dentro, quanto inquina veramente un surfboard ?”

Mirko :“Deh, ragazzi cos’è che non inquina? La tavola se ti dura 3-4 anni sei apposto, almeno in modo relativo ad altri tuoi comportamenti quotidiani. Hai presente quanto inquini ad andare in giro a cercare onde in macchina per ore e ore per poi tornare a casa senza aver bagnato la muta. Poi ognuno con il suo mezzo, nessuno l’ho visto andare a surfare in bicicletta, a parte Leo a Rosignano (Grande Leo!). Furgoni marci super inquinanti, aereo due tre volte l’anno, vai a prende il bimbo dall’asilo, poi portalo dalla nonna e torna in mare per la seconda sessione … dai scherziamo. Non sono le tavole che inquinano, ma l’approccio consumistico, ovviamente anche sulle tavole da surf. Si produce più tavole di quelle che servono, durano sempre meno e si vuole sempre il nuovo modello con lo stringer in pvc o il parabalico di mi ma. Avete presente cosa può fare il mezzo principiante con il parabolico su mezzo metro allo scoglietto? Hai buttato via il panettone, come ho fatto io, per comprarti la nuova fiamma super technology? Hai perso tanti soldi e tante possibilità di prendere onde in più.”        

Sons :” tu usi materiali a basso impatto ambientale ?”

Mirko :“Mi piacciono quei materiali che fanno attenzione all’aspetto ambientale senza compromettere le prestazioni. Preferisco usare una particolare resina epossidica ad alto contenuto bio, soprattutto perché mi piace lavorarla, cambio poco i filtri della mia maschera e per rispetto ai vicini. Se fai attenzione e la ripari ogni volta che fai una rottura ti dura di più e non hai bisogno di farne un’altra. Mi piace consigliare la tavola giusta, tagliata sul surfista, le sue sensibilità anche e le onde che surfa abitualmente; in questo modo non avrà bisogno di cercare un’altra tavola. Poi i gusti sono personali e non sempre si indovina.”     

Sons :” noi ti conosciamo personalmente, sappiamo che hai viaggiato molto, dove sei stato ?”

Mirko :“Sì, abbastanza. Il surf è sempre stato il centro di ogni viaggio, ma mi piaceva raggiungere le onde lontane, non atterrarvi e poi prendere il primo taxi per lo spot. Ogni anno partivo con il mio furgone senza una data di ritorno; quando finivano i soldi e gli oggetti da barattare si tornava, magari con l’aiuto di mamma perché i calcoli non sempre venivano fatti bene. Paesi baschi, Francia, Spagna, Portogallo, Benin, Togo e Ghana, Mali, Burkina Faso, Senegal, Mauritania, Gambia, Sri Lanka, Indonesia, Thailandia, e altri posti. Adesso viaggio meno, purtroppo c’è sempre meno tempo e risorse da dedicarvi. “

Sons :” dove hai visto la peggiore situazione ambientale ?”

Mirko :“Senz’altro nel nostro mondo occidentale. Qui nasce questo modello di sviluppo che poi viene esportato in tutto il mondo, in maniera coattiva. Allo stesso tempo è qui che è più forte l’attivismo ambientalista e le buone pratiche ma è come se con una mano si pulisse il prato dai mozziconi di sigarette e con l’altra si spargesse rifiuti tossici.”  

Sons :” e la migliore ?”

Mirko :“Non c’è un posto migliore. Siamo in un pianeta interconnesso. I nostri comportamenti hanno conseguenze ovunque. Sensibilizzare è importante, e questo sta avvenendo un po’ in tutto il mondo con miglioramenti evidenti (ad esempio in alcuni villaggi in Marocco dove si bruciano i rifiuti, adesso c’è un servizio di raccolta; le spiagge sono sempre più pulite per il lavoro di sensibilizzazione che anche là i surfisti fanno ai bagnanti ecc..) ; ma purtroppo a mio parere non basta … si produce troppo. “ 

Sons :” credi che siamo ancora in tempo per cambiare qualcosa ?”

Mirko :“Mah, non credo. Lo spero. Spero che il mondo ambientalista di oggi, come voi, riesca a far capire che questa è la via di morì. Soprattutto spero nelle nuove generazioni, spero che l’educazione che fate, e che io nel mio piccolo faccio nei confronti di mio figlio, serva affinché quando saranno grandi chiedano conto ai potenti. Se si è abituati a non inquinare sin da piccoli, credo poi sarà difficile accettare chi inquina e il sistema che sorregge l’inquinamento. Probabilmente però sarà troppo tardi.”  

Sons :” sappiamo di un tuo bellissimo progetto per il futuro prossimo, ci puoi anticipare qualcosa ?”

Mirko :“Si certo, si tratta di un luogo dove condividere la passione dello shaping dove saranno realizzati workshop, corsi personalizzati per realizzare la propria tavola accompagnati da professionisti; sarà un luogo per shaper che vogliono pubblicizzarsi nel nostro territorio, un posto che ha l’obiettivo di togliere gli appassionati dello shaping dai propri garage e condividere una passione in un luogo sicuro e salutare e professionale. L’idea è quella  che possa includere inoltre progetti nuovi e idee di ogni natura, che abbiano la socialità, la condivisione, e il miglioramento della condizione socio ambientale come fari. Siete tutti invitati all’evento di apertura che si terrà il prossimo mese, con musica, birra e vino.” 

Sons :” l’onda che sogni di surfare prima o poi nella vita ?”

Mirko :“Mi piacerebbe prima che sia troppo tardi surfare Desert Point a Lombok.” 

Sons :” vuoi salutare o ringraziare qualcuno ?”

Mirko :“mi ma, mi pa, chi mi sostiene in questo periodo di novità e tutta la famiglia nel suo senso più ampio. “

Questo è Mirko Balloni, uno che gli piace il mare in tutto e per tutto … un vero sons of the ocean !

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