Episodio 110 Glauco Nuti

Che dire di Glauco ?! C’è poco da dire … cioè che è un personaggio unico per carisma e forza !!! Si può descrivere come un “Uragano”, una vera forza della natura … uno che se manca te ne accorgi … noi che lo conosciamo già da un pò e che abbiamo avuto il piacere di condividerci un surftrip a Fuerteventura ora non possiamo più fare a meno di lui se facciamo un viaggio !!! Simpatico, trascinatore e coinvolgente … un vero amante del mare … uno che quando esce dall’acqua non esita a raccogliere un pò di spazzatura … viene dallo skateboard quindi porta tutto il suo background nel surf, oltre al suo animo hardcore della musica che ama …

Ma iniziamo con l’intervista, che cosi magari capite meglio di cosa stiamo parlando …

 Sons :“Ciao Glauco fai una piccola presentazione”

Glauco :“Ciao a tutti mi chiamo Glauco Nuti ho 42 anni sono di Santerenzo (LaSpezia) e abito da poco a Sarzana (SP) con la mia compagna Michela. Faccio il bagnino e insegno skate al park indoor di Sarzana. A volte insegno surf qui a Santerenzo e non solo.”

Sons :“Quando hai scoperto il tuo amore per il mare?”

Glauco :“Da piccolissimo non amavo per niente l’acqua, sai ? Ricordo ancora la mia reticenza ad andare in piscina, mia madre la ricorda molto meglio, certe scenate che non ti dico. Successivamente col surf le cose sono cambiate ma ancora adesso, per esempio, non amo particolarmente il nuoto. Per me vivere il mare è il surf, soprattutto invernale.”

Sons :“Come hai iniziato e con chi ?”

Glauco :Ho avuto la fortuna di poter imparare dai pionieri di questo sport nella zona ligure-apuana: Marco Cioli detto “Nello”, Paolo Oriani, Nicola “Basu”, Otello Segni e Guglielmo Spagiari “Lo Spagio”, Enrico Giannotti detto “Diossina” … quasi tutti locals santerenzini che furono tra i primi a organizzare surf trip in Francia con Alessandro Dini, Marco Fracas e Pampino ma non dimentico Mariano Billet e Lo Zio Robè “Kong” di Marina di Carrara. Mi vedevano sempre a grindare i muretti in paese con lo skate e un giorno mi si sono avvicinati e mi hanno detto :”Tu devi surfare, oltre a skateare … non hai scelta.” Ho provato subito una particolare connessione con loro nonostante la differenza d’età, avevano un fascino nuovo, selvaggio. Mostravano un approccio alla vita che non avevo mai visto, sembravano più liberi degli altri anche quando non avevano una tavola sotto i piedi. Ero stregato. Noi ragazzini li aspettavamo al bar e cercavamo di carpire i loro segreti. Quando parlavano delle grandi mareggiate invernali calava un religioso silenzio. Erano pronti a darti consigli e a prestarti materiale, ma non sarebbe stato senza un prezzo, come tutto nella vita. Dovevi dimostrare di meritare il loro rispetto, dovevi uscire in mare sempre, in ogni condizione. E migliorare costantemente. Sia in acqua che fuori ti davano una mano, a patto che tu non ti dimostrassi un parolaio o un codardo o, come dicevano loro “Un Tacco” espressione che mi piace utilizzare ancora adesso… eh eh eh …”

Sons :“Trovi ispirazione da qualcuno per il tuo stile o ti viene naturale così ?”

Glauco :“Bellissima domanda, di ampio respiro, spero di non farla respirare troppo altrimenti divento prolisso come mio solito. Credo che per avere uno stile sia necessario padroneggiare alla perfezione le manovre essenziali e avere una chiara lettura dell’onda in ogni condizione, poi si può parlare di stile. Credo di più nel miglioramento costante. Tempo fa mi sono accorto di avere qualche lacuna e non ero molto contento del mio surf. Capire quando hai delle lacune è molto semplice: entri in mare e non ti diverti più come prima. La ragione principale nel mio caso è che surfavo sempre “a modo mio” senza mettermi in discussione. Non che andassi male ma c’era qualcosa che strideva, qualcosa che non fluiva più come prima. Una sensazione orribile. Mi sono subito rivolto ad una persona più esperta di me (grazie Davide Lopez) che mi sta dando una mano. Sono molto fiducioso.”

Sons :“Sappiamo che sei uno skater esperto, raccontaci qualcosa di questa disciplina.”

Glauco :“Per quanto mi riguarda tutto parte dallo skateboarding. Avvicinarmi in giovane età a questo sport -o stile di vita, come lo chiamano molti- e a tutto quello che ci gravita attorno ha contribuito in maniera essenziale a ciò che sono adesso. E’ molto probabile che lo skateboarding, la musica Punk Hardcore e le sottoculture mi abbiano permesso di conservare quello sguardo da fanciullo che riconosco allo specchio ogni mattina. A volte questo è un limite, a volte mi ha aiutato ma almeno non ho nessun rimpianto, rifarei tutto esattamente come è stato…cioè magari non tutto ma una buona parte. Conservo esperienze e ricordi bellissimi, provo un grande senso di gratitudine alla Vita e, perché no, anche a me stesso. Nei momenti bui sapevo che ascoltare quel disco o salire sulla mia tavola mi avrebbe fatto sentire meglio. Lo skateboarding è un potentissimo antidepressivo e scriverlo qui e adesso nero su bianco me ne dà grande consapevolezza.”

Sons :“Fare skateboard aiuta nel surf ?”

Glauco :“Sicuramente sì. Basta vedere un qualsiasi nuovo video per accorgersi che, ormai da molto tempo, le manovre in acqua ricalcano lo skateboarding e anche lo snowboard. Sua Maestà Christian Fletcher lo sosteneva alla fine degli anni ‘80 ma, come molti visionari precursori dei tempi, non fu subito capito. Quasi tutti gli Airs degli scavezzacollo brasiliani Medina & Co. Che oggi ammiriamo in gara furono inventati da lui e dalla San Clemente New School. È un fatto innegabile. Chiaro, son passati vent’anni e ora sono eseguiti con una scioltezza e una potenza inimmaginabili all’epoca però senza l’impulso di Christian Fletcher, Matt Archbold, Joe Crimo e pochi altri, il surf oggi avrebbe un altro aspetto. Prima parlavamo di stile, a me piace il loro. Non necessariamente patinato ma sperimentale. Poi adoro anche i cut-backs di Tom Curren e Taylor Knox, ci mancherebbe, hanno qualcosa di sublime e neoclassico. Qualcosa che sfida il Tempo e le mode.”

Sons :“Hai fatto molti viaggi ?”

Glauco :“La classica risposta “Sì ma non bastano mai” te l’ avranno già data e vale anche per me. Trovo superfluo dirti dove sono stato, mi piacerebbe dirti dove vorrei andare. L’onda migliore è semplicemente “la prossima”.”

Sons :“In quale paese hai trovato la situazione peggiore a livello di inquinamento ?”

Glauco :“Sono stato molto fortunato e in linea di massima, nei miei viaggi, non ho mai riscontrato vere e proprie emergenze ambientali. Certo, 12 anni fa quando ci sono stato io, il Marocco non era il luogo più pulito del mondo ma fonti sicure mi dicono che ultimamente la situazione sta migliorando anche grazie ad una maggiore sensibilità del “surfista in viaggio” sempre più attento e responsabile. Provo grande tristezza quando vedo mete surfistiche per me leggendarie come Bali versare in condizioni disastrose a causa dell’inquinamento ma oggi in tutto il mondo associazioni come Sons Of The Ocean stanno facendo un grande lavoro di sensibilizzazione per cambiare le cose. Ricordiamoci che il futuro è nelle mani di ognuno di noi, se tutti riusciamo ad avere questa consapevolezza è già un enorme passo avanti.”

Sons :“Quale onda che hai surfato ti ricordi come la più bella ?”

Glauco :“In parte ti ho già risposto: la prossima! (risate)

Dài, esagero e te ne dico tre:

1)Lobos (Fuerteventura)

2)Snapper Rock (Australia)

3)Boiler Point (Marocco)

Poi comunque l’onda alla quale sono più legato è una piccola destra killer dietro il Castello di Santerenzo, ma qui parla il cuore.”

Sons :“Quale sogni di surfare prima o poi ?”

Glauco :Pipeline (Hawaii) …se proprio devo sognare almeno sogno in grande.”

Sons :“Vuoi ringraziare qualcuno ?”

Glauco :“Vorrei ringraziare la mia famiglia, la mia compagna Michela, i surfisti che sono “là fuori” sempre e comunque e quelli che hanno creduto in me come surfista e come persona : SurfToLive, Twins Surfboards e CMYK Shoes (RIP) che poi è l’unico sponsor che io abbia mai avuto … AH AH AH!. Un ringraziamento particolare va al Comune di Lerici (grazie Leonardo Paoletti) che ogni anno supporta il Sante Surf Contest in memoria di Marco “Nello” Cioli.”

Sons :“Un consiglio ai giovani ?”

Glauco :“Volentieri ! Ragazzi, usate i Social come un mezzo per “fare rete” cioè per organizzare iniziative (di ogni genere, non sono riguardanti il surf) e per confrontarvi, non solo per caricarci le foto dell’ultima tavola che avete comprato, abbiate un atteggiamento positivo ed aiutate gli altri più che potete e cosa più importante, state lontani da tutte le droghe.”

Glauco è veramente un grande ! uno che ha la testa sulle spalle … nonostante la sua “pazzia” generale … uno che ama veramente il mare … un vero Sons Of The Ocean !!!!

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