Episodio 109 Daniele Paolucci

Era un po’ che non facevamo un intervista, per vari motivi, ma pochi giorni fa ci siamo imbattuti sulla copertina di un libro che già dal titolo c’ha intrigato… “PelleQuattroTre” … e quindi ci siamo informati un po’ sull’autore, un ragazzo che fa surf da molto tempo … ma non vi vogliamo anticipare altro …

Sons : “ ciao Daniele, raccontaci chi sei “

Daniele: “Ho sempre trovato difficile parlare di me. Posso dire che sono un “surfista di collina”, in quanto vivo a Grottaferrata, vicino Roma, a 80km da Banzai (il mio home spot). Sono un uomo di mezz’età (47) che nella vita ha fatto non poche cose. Ora sono sposato con Marcella, ho una figlia di quasi cinque anni e insieme al mio amico Francesco gestisco un ristorante vegetariano.”

Sons: “Quando è nato l’amore per il surf?”

Daniele : “Giocavo a calcio, ma nello stesso tempo tra i 16 e i 17 anni ero innamorato della California e del suo immaginario, specialmente del surf e dello sk8. “

Sons: “Come ti sei avvicinato al surf ?”

Daniele: “A 17 anni feci un corso di windsurf al lago vicino casa; a 18 mi feci regalare un windsurf completo e lo praticai per 4 anni, estate e inverno, finché conobbi un ragazzo che mi introdusse al surf da onda. Dopo soli pochi giorni divorziai dal windsurf e mi sposai col surf.”

Sons: “cosa ti ha spinto a farlo ?”

Daniele: “Ho capito che dentro di me, per qualche ragione sconosciuta, c’era un’attrazione smodata per quel simbolo di libertà che è il surf.”

Sons: “Che emozione provi in acqua ?”

Daniele: “Purtroppo sono costretto a dire: «che emozione PROVAVO in acqua!» Tanti anni fa, sia in Italia che all’estero, c’era meno gente che faceva surf. Capitava di andare in Sardegna e fare delle session in 4-5 persone con onde fantastiche. Oppure fare delle albe non dico da soli, ma quasi. Comunque la sensazione che ancora provo quando cavalco una buona onda non la posso descrivere: non somiglia a nessun’altra emozione della vita fuori dall’acqua. Oggi l’affollamento in acqua mi provoca emozioni abbastanza negative.”

Sons: “trovi che in acqua si respira ancora quella “vibra” di qualche anno fa ?”

Daniele: “A mio avviso dipende dallo spot e dall’affollamento. Ormai la “vibra” giusta (che è rilassatezza, armonia e rispetto) la si può trovare per sbaglio in qualche spot poco affollato e con onde di media qualità.”

Sons: “esiste sempre “lo spirito del surf”?”

Daniele: “Cos’è esattamente lo “spirito del surf”? Ognuno ha il suo e noi italiani possiamo solo immaginarlo. Secondo me il vero e potente Spirito del Surf anima solo le persone che vivono sull’oceano. In Italia, giustamente, è uno spiritello infantile che alle volte si prende troppo sul serio.”

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Sons: “sappiamo che in questi giorni è uscito il tuo libro “PelleQuattroTre”, ci racconti qualcosa ? perché lo hai scritto ? che messaggio vuoi lasciare ?

Daniele: “Da molti anni provavo a scrivere un libro, ma ogni volta iniziavo e dopo qualche pagina smettevo di scrivere. Stavolta invece ci sono riuscito! Non è stato facile, ho faticato molto. Ho fatto ben quattro stesure. E’ un libro che parla di surf, di surf italiano e di altre cose. Per quanto riguarda il surf italiano, ho voluto mettere in luce anche le ombre. Di solito quando si parla di surf si evidenzia solo un lato della medaglia, quello più bello. Ma il surf in Italia è complicato. Diego, il protagonista del libro, lo sa bene e cerca di accompagnare il lettore in un percorso più realistico e meno idilliaco.”

Sons: “sicuramente avrai fatto molti viaggi, dove sei stato ?”

Daniele: “Sì, ho fatto qualche viaggio ma potevo farne almeno il doppio…
Francia, Spagna, Portogallo, Tenerife, Lanzarote, Fuerteventura, Marocco, California, Messico, Costa Rica, Guadalupe, Indonesia e Maldive.”

Sons: “che situazione ambientale hai trovato a giro per il mondo ?”

Daniele: “Ottima in Costa Rica, ma parliamo del 1997. Abbastanza buona in Europa.”

Sons: “qual’è il posto che ti ha fatto preoccupare di più per l’ambiente?”

Daniele: “Sono rimasto impressionato dai rifiuti che ho visto sull’isola di Coke alle Maldive.”

Sons: “in Italia come trovi la situazione a livello d’inquinamento ?”

Daniele: “In Italia penso che le zone più inquinate vadano di pari passo con il livello di educazione e attitudine della popolazione. E’ una questione di mentalità, e DNA. Perché nelle scuole oltre all’ora di Religione ed educazione fisica, non c’è anche quella di Ecologia e Alimentazione?”

Sons: “tu personalmente credi che si possa ancora fare qualcosa per rimediare all’inquinamento ?”

Daniele: “Sì, credo di si, siamo ancora all’inizio. I giovani devono essere educati nelle scuole, visto che i genitori sono male-educati.”

Sons: “progetti per il futuro ?”

Daniele: “Invecchiare serenamente e scrivere un altro libro.”

Come avrete intuito, Daniele è uno che gode del tempo passato a contatto con la natura, in particolare con il mare … respira sensazione positive in momenti di buona compagnia in acqua … non cerca l’onda perfetta, ma la situazione perfetta ! Un vero Sons Of The Ocean

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