Dedica a Derek Ho

Dedica a Derek Ho

Era il mio secondo inverno alle Hawaii.  Atterrai a Honolulu in una calda, afosa serata di dicembre e noleggiai subito una di quelle auto degli anni 70 con le code e il bagagliaio dove puoi anche dormirci tanto è spazioso, la più economica che trovai. Mi precipitai sulla north shore dove arrivai intorno a mezzanotte e per non disturbare nessuno dormii in macchina a Sunset beach. Il giorno dopo trovai posto al Backpacker diretto dalla sorella di Mark Foo (RIP), dove condivisi un bungalow con degli amici pisani.  Ero lì come foto-reporter per Surf Magazine ed ero eccitatissimo: il Pipeline avrebbe decretato il nuovo campione del mondo e ben due idoli locali erano “in contention” per il titolo di campione del mondo. Mai era accaduto in passato che si arrivasse all’ultima gara con ben 6 atleti ancora in grado di vincere il titolo: Gary “Kong” Elkerton, Damien Hardman, Martin Potter, Dave Macaulay, Sunny Garcia, Shane Powell e Derek Ho. Se uno dei due hawaiiani in lizza avesse conquistato il titolo, sarebbe stato il primo a riuscirci nella storia del surf professionistico, e ovviamente tutte le Hawaii tifavano per loro: potevo ben immaginare la pressione che gravava su di loro. Non mi tratterrò sulla cronaca di questa gara, vinta da Derek Ho, della quale allego le pagine di Surf Magazine  (febbraio 1994). Derek era cresciuto all’ombra del fratello Michael, vera icona del surf hawaiiano, vincitore di tutte le competizioni più prestigiose del tempo, come la Tripla Corona, il Duke Classic e il Pipe Masters. Da piccolo, Derek se ne stava sulla spiaggia, terrorizzato dalle onde di Pipeline dove il fratello dominava la line-up. Ma come per Michael, la bassa statura non avrebbe frenato la loro corsa verso le vette del surf professionistico, e in pochi anni  Derek imparò a domare quella bestia che per anni aveva affollato i suoi incubi notturni. Nell’edizione 1991 del Pipe Derek perse la finale grazie a un incredibile, impossibile late take-off di Tom Carroll. Fu lo stesso hawaiiano a definire “impossible” quella partenza, che solo uno come Tom Carroll, uno dei più grandi di sempre su quest’onda, riuscì a compiere. Ma non avrebbe ripetuto l’errore di lasciarsi soffiare l’onda decisiva sulla “sua” onda. Infatti, quel dicembre del 1993 dominò dall’inizio alla fine le sue ansie, le sue paure e trionfò davanti al suo popolo, battendo in finale nientemeno che Kelly Slater.  Non dimenticherò mai le “good vibes” che sentii sulla spiaggia di Pipe quando lo speaker annunciò la vittoria di Derek e la conquista dello scettro di campione del mondo, la gioia e l’emozione sui volti del pubblico. Le Hawaii, avevano finalmente il loro primo e “well deserved” campione del mondo. Quello che è stato il più basso campione del mondo in termini di statura, è stato un gigante in termini di coraggio, determinazione e umiltà.  Aloha, Derek.

Alessandro Dini

Alessandro Dini

Scrittore e collaboratore di Sons Of The Ocean

Mi piace:

Mi piace Caricamento...
Condividi:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: