Pulizia della spiaggia a Genova

basta plastica usa e getta, salviamo i mari!

Sabato scorso si è svolta una mattinata di pulizia delle spiagge nella zona della Foce a Genova.
L’iniziativa è stata organizzata da Greenpeace Gruppo Locale Genova, Surfrider Genova e My Trekking, con la collaborazione del Comune di Genova e di Amiu Genova Spa.
E’ stato davvero bello vedere più di 200 persone – tra cui bambini, gruppi scout, volontari della Croce Rossa e cittadini – darsi da fare per raccogliere l’enorme quantità di spazzatura presente nell’area.
Devo ammettere che, una volta giunta sul posto, non mi aspettavo assolutamente di trovare tutti quei rifiuti e mi sono vergognata per come stiamo riducendo le nostre spiagge. Sembrava una discarica a cielo aperto!
In particolare, infatti, da quanto è emerso al termine della giornata, sono state raccolte: 2649 bottiglie di plastica, 1225 tappi, 615 lattine, 579 bottiglie di vetro, 930 imballaggi in plastica, copertoni di automobile e moltissimi frammenti di plastica e poliestere.
E’ evidente quindi che questa raccolta ha confermato ancora una volta l’abuso che viene fatto dei contenitori di plastica monouso.
E’ giusto che ognuno di noi faccia la raccolta differenziata e si impegni a ripulire le aree che negli anni sono state inquinate ma, evidentemente, questo non è più sufficiente. Purtroppo, infatti, pulire le spiagge e i mari non è la soluzione.
Per questo motivo quindi, oltre che partecipare ad iniziative del genere, è importante sensibilizzare la politica e le aziende sui rischi connessi all’uso smodato e crescente di imballaggi usa-e-getta in plastica, progettati per restare pochi minuti nelle nostre vite ma secoli nei nostri mari.
Dobbiamo tenere conto di un dato importante: il 90% della plastica prodotta non è mai stata riciclata e a partire dagli anni cinquanta sono stati prodotti oltre 8 miliardi di tonnellate di plastica!
Basta entrare in un supermercato o guardare nei nostri bagni o nelle nostre cucine e dispense per renderci conto di quanta plastica inutile viene utilizzata per confezionare alimenti, bevande, prodotti per l’igiene domestica e personale.
E’ chiaro che abbiamo bisogno di un’alternativa.
Segnalo quindi un’importante campagna lanciata in questi mesi da Greenpeace sull’inquinamento da plastica, che chiede alle grandi multinazionali di ridurre la produzione di plastica monouso e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso all’usa e getta. E’ possibile sostenere la petizione di Greenpeace, già sottoscritta da più di tre milioni di persone in tutto il mondo, al link: http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/no-plastica-aziende/
Come recita il testo della petizione: “Ogni minuto, ogni giorno, l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte di tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini: il mare non è una discarica!
Le aziende che stanno contribuendo a questa grave emergenza devono assumersi le proprie responsabilità e impegnarsi subito a ridurre la produzione di plastica usa-e-getta, o alle generazioni future lasceremo in eredità un Pianeta di plastica!.”

Scritto da : Manuela Giacomini

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Le sigarette sono tra i primi tre rifiuti in mare

Tra i rifiuti che troviamo sicuramente di più sulle spiagge ci sono le cicche …

Ormai è evidente a tutti che le sigarette sono tra i rifiuti più diffusi, per colpa della brutta cultura generale di buttare in terra i mozziconi. È un gesto banale che costa caro alla salute di tutti …

I filtri delle sigarette impiegano decenni per decomporsi perché fatti principalmente di Acetato di cellulosa e altri derivati della plastica che si dissolvono nell’acqua sotto forma di micro-plastiche.

Da una ricerca svolta dalla NBC NEWS sono state trovati residui di sigarette nel 30% delle tartarughe analizzate e nel 70% degli uccelli marini … un dato molto allarmante! Ma il dato peggiore arriva dalle analisi fatte sui pesci , perché le micro-plastiche sono nella totalità.

Il dato più allarmante

Quindi alla fine del ciclo i mozziconi finiscono sulle nostre tavole … infatti, ormai è cosa nota, che sono state trovate tracce di micro-plastiche nelle feci umane ! Il pericolo peggiore è che non sappiamo cosa comportano al corpo umano a lungo termine …

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Un video che ci spaventa …

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In questi giorni tra whatsapp, Facebook ed altri social media è girato molto questo video … noi lo riproponiamo per tutti quelli che non l’hanno Visto … e lo devono assolutamente vedere

Per prendere sempre più coscienza di un problema che è di tutti … anche se in molti fanno finta di nulla … 

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Piccoli consigli per una giornata “plastic Free”

Ci sono piccole cose che possiamo fare tutti i giorni … 

📝 scritto da Manuela Giacomini 

Come già sappiamo da tempo, oggetti e frammenti di plastica rappresentano oltre l’80% dei rifiuti raccolti sulle coste e nelle acque del Mediterraneo

Negli ultimi dieci anni la produzione della plastica è stata superiore a quella di tutto il XX secolo e, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), se non si inverte il trend attuale, nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce.

E’ necessario quindi favorire comportamenti più compatibili con l’ambiente, riducendo il consumo di plastica ed evitandone l’abuso e l’uso scorretto.

Su internet si trovano diversi vademecum creati da Associazioni Ambientaliste per dimostrare che è assolutamente possibile vivere una vita “plastic free” o comunque modificare in meglio, almeno in parte, alcune delle nostre abitudini quotidiane.

Riporto quindi di seguito alcuni piccoli consigli che spero proverete a mettere in pratica.

Si parte dalla mattina: visto che il consumo medio di spazzolini da denti nella vita di ognuno è di almeno 300 pezzi, meglio scegliere quelli con testina intercambiabile. Lo stesso vale per i rasoi i quali sono difficilmente riciclabili poiché assemblati con materiali diversi fra loro. In un anno, rasandoci ogni giorno, produciamo 1,65 kg di rifiuti se si utilizzano rasoi usa e getta mentre se si opta per i rasoi ricaricabili, la quantità di rifiuti è 12 volte inferiore (0,14 kg).

A colazione è preferibile rinunciare a prodotti troppo imballati: come merendine impacchettate una ad una e succhi di frutta confezionati, privilegiando the, centrifughe, smoothie e spremute fatte in casa, frutta e pane e marmellata.

Per il caffè, si pensi che sono 10 miliardi le capsule per il caffè in plastica vendute nel mondo. Solo queste in Italia producono circa 120mila tonnellate di rifiuti all’anno. Tutto ciò solo per mettere 5 g di polvere di caffè in un imballaggio monouso! Meglio quindi utilizzare cialde biodegradabili oppure la moka o altre caffettiere.

Al momento delle pulizie di casa, se ci rendiamo conto di possedere troppi di flaconi, riduciamone via via il numero usando i rimedi della nonna come aceto, limone, bicarbonato, the, essenze naturali e i prodotti alla spina. Importantissimo poi usare guanti riutilizzabili e non mono-uso, pezze di cotone per spolverare o in cellulosa. Meglio mollette di legno per stendere i panni al posto di quelle di plastica. 

In ufficio no al bicchierino di plastica dalla macchinetta, meglio una tazzina portata da casa.

Le bottiglie di plastica sono state rinvenute nel 92% delle spiagge italiane monitorate (studio ENEA). Per portare l’acqua sempre con noi scegliamo borracce riutilizzabili!

La spesa ideale per evitare la plastica si fa al mercato per frutta e verdura, ma anche al supermercato scegliendo prodotti sfusi al banco dei freschi; uova o yogurt nei contenitori in carta o vetro; formati famiglia al posto di confezioni con porzioni monodose. Pane e dolci si possono comprare presso i fornai e i pasticceri, privilegiando quindi prodotti freschi e di qualità

Secondo studi ENEA, infatti, oltre il 17% del packaging rinvenuto sulle spiagge italiane è costituto da materiale utilizzato per avvolgere cibo. Tra i vari tipi di imballaggi, il packaging multi-materiale è difficilmente riciclabile mentre tra quelli più utilizzati vi è il polistirolo espanso (PSE) che a causa della sua bassa densità, non sempre viene riciclato. 

Una volta terminata la spesa, mettiamo i nostri prodotti in una borsa in tessuto riutilizzabile al posto dei classici sacchetti di plastica che utilizziamo una volta e poi li buttiamo via. Il consumo mondiale annuale di sacchetti di polietilene è stimato in 500 miliardi. Ed infatti, la maggior parte dei frammenti di plastica ritrovati in mare, nei laghi e lungo le spiagge derivano dalla degradazione di sacchetti di polietilene i cui frammenti rappresentano il 22% dei rifiuti plastici che invadono le nostre spiagge

Impariamo anche a conservare i cibi sostituendo buste, pellicole e contenitori con quelli in vetro.Alternative alla plastica sono disponibili anche per posate, bicchieri, taglieri, ciotole, piatti, tazze, ecc. 

Il peggio in assoluto è ovviamente rappresentato dai prodotti monouso quali cotton fioc non biodegradabili (lungo le spiagge italiane ne sono stati stimati 100 milioni), cannucce per bere, bicchieri, piatti, posate, che vanno assolutamente evitati. La goccia di petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica, che si usa per pochi minuti, impiega 70 milioni di anni a formarsi.

Infine, per quanto riguarda l’abbigliamento, da studi recenti è emerso che per ogni lavaggio in lavatrice si possono scaricare fino a 700mila microfibre, la maggior parte di origine sintetica, che a causa delle dimensioni ridotte non vengono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue e si diffondono nell’ambiente (il che equivale al 35% delle microplastiche primarie che entrano nell’oceano). I tessuti realizzati con le fibre naturali sono più idonei per l’ambiente in quanto rilasciano quantità inferiori di microfibre ed essendo traspiranti sono più adatti anche per il nostro corpo.

Sono certa che cercando di mettere in atto questi piccoli gesti vi renderete conto veramente di quanta plastica gira intorno alla nostra vita e di quanto è difficile farne a meno!! Ma ricordatevi che è possibile e se avete altri consigli “plastic free” scriveteci.

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18 Novembre 2018 Pulizia della spiaggia di Recco

📝 scritto da Manuela Giacomini

Domenica 18 Novembre, a partire dalle ore 14 pulizia della spiaggia di Recco !! Come sapete, a causa dell’ultima violenta mareggiata che a colpito la Liguria sono molti i rifiuti e i detriti che si sono depositati sulla spiaggia. Per cui chiediamo a più gente possibile di collaborare con l’iniziativa di BlackWave … 

La potete trovare Sulla pagina Facebook ufficiale di BlackWave Recco 

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Plastica e Unione Europea

Facciamo un po’ di chiarezza su come sta andando il processo di messa al bando della plastica da parte del Europa entro il 2025

📝 Scritto da Matteo Nani 
8 Novembre 2018

Una decisione che ci piace approfondire perché può essere la svolta di un epoca … 

A Bruxelles, il 28 Maggio scorso, la Commissione europea ha deliberato la proposta di legge per il bando, in parte, della plastica monouso con una partecipazione quasi totalitaria, infatti durante le votazioni ci sono stati 571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astenuti . Questo è un grandissimo passo in avanti per la Comunità Europea, visto che sarà il primo continente a prendere un provvedimento così forte, ma giusto, nei confronti del problema della plastica. Da diverse ricerche, effettuate in questi ultimi tempi, è risultato che la plastica è circa 80% dell’inquinamento totale dei mari, di cui il 70% è composto, appunto, da plastica monouso. Un dato super allarmante perché se non si cambia qualcosa è solo destinato a moltiplicarsi, visto il continuo aumento dei prodotti immessi sul mercato… comunque proprio a tale proposito la Comunità Europea ha deciso di prendere una posizione forte, programmando un bando dei prodotti che sono facilmente sostituibili con altri materiali e cercando di ridurre l’uso di quelli per il quale non c’è sostituti .In entrambi casi pero i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti.

Il Vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile della C.E. Frans Timmermans, ha dichiarato :

Questa Commissione ha promesso di agire in grande sulle grandi questioni e lasciare il resto agli Stati membri. È innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione e gli europei devono agire insieme per affrontarla, tanto più che i rifiuti di plastica finiscono nell’aria che respiriamo, nel suolo, negli oceani e sulle nostre tavole. Le proposte odierne ridurranno, con una serie di misure, i prodotti di plastica monouso che ora troviamo sugli scaffali dei supermercati. Alcuni di essi saranno messi al bando, ma ciò non significa che dovremo rinunciarvi, perché saranno sostituiti da alternative più pulite.”

Bottiglie di plastica rubate al mare 

Ma quali sono nello specifico gli oggetti che dovranno cambiare composizione ? Beh abbiamo cercato di fare una lista dei prodotti banditi :

  • Aste per palloncini
  • bicchieri 
  • posate
  • Sacchetti per la spesa
  • Cotton fioc
  • piatti
  • Contenitori per bevande con l’eccezione  di quelli che hanno i tappi che rimangano attaccati al contenitore stesso 
  • contenitori per cibo trasportato di tipo polistirolo espanso, classici da fast food 

La commissione aggiunge, che entro sempre il 2025, tutto il packaging dei cibi deve diminuire del 25% e del 50% dei mozziconi di sigaretta contenente plastica… Sono dati e misure restrittive importantissime se si pensa alla quantita di rifiuti che troviamo oggi in terra ! Una proposta che se approvata entro la fine del mandato ( cioè 2019 ) riuscirebbe a dare una scossa alle persone per stimolarle a prendere veramente sul serio il problema. 

Dopo la riunione è intervenuto anche Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato:

“La plastica è un materiale straordinario, che dobbiamo però usare in modo più responsabile. I prodotti di plastica monouso non sono una scelta intelligente né dal punto di vista economico né da quello ambientale, e le proposte presentate oggi aiuteranno le imprese e i consumatori a preferire alternative sostenibili. L’Europa ha qui l’opportunità di anticipare i tempi, creando prodotti che il mondo vorrà procurarsi nei decenni a venire e valorizzando le nostre preziose e limitate risorse. L’obiettivo per la raccolta delle bottiglie di plastica concorrerà anche a generare i volumi necessari a far prosperare il settore del riciclaggio.”

Un mare di bicchieri di plastica 

Nella relazione fatta dalla C.E. aggiungono testuali parole :

Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l’85 % dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione.

Esempio di micro plastica 

Sempre lo stesso Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ci tiene ad aggiungere, che grazie a queste normative ci saranno molte più opportunità e competivita per le imprese europee. Si perché una normativa unica per l’intero mercato dell’UE offre alle imprese europee un trampolino per sviluppare economie di scala e rafforzare la competitività nel mercato mondiale in piena espansione dei prodotti sostenibili: con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) le imprese potranno contare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità; in altri casi, mosse dall’incentivo a ricercare soluzioni più sostenibili, potranno conquistare un vantaggio tecnologico sui loro concorrenti internazionali.

L’obiettivi per il 2025 sono molti 

  • Obiettivi di raccolta , cioè entro quella data la UE si prefigge di raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monous con iniziativa , ad esempio, di cauzione-deposito… praticamente si torna al vecchio sistema del “ vuoto a rendere “
  • prescrizione di etichettatura, alcuni prodotti dovranno avere delle etichette omogenee e standardizzate dove sarà spiegato il grado di inquinamento e il modo in cui va smaltito … questo per prodotti tipo assorbenti, palloncini e salviette umidificate… 
  • Misure di sensibilizzazione, gli Stati membri dovranno sensibilizzare il popolo su l’impatto negativo di un oggetto lasciato nell’ambiente , nel modo per riutilizzare un oggetto e i migliori modi per cestinare un oggetto 

Le conclusioni 

Tutte queste proposte della Commissione Europea ora passano al Parlamento Europeo e del Consiglio, che entro maggio 2019 dovranno trasformare in legge. Non oltre questa data perché a maggio 2019 ci sarà le nuove elezion del suddetti. 

La commissione esorta tutte le istituzioni a trattare in via prioritaria questo argomento visto l’importanza per l’umanità intera . 

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Gli oceani stanno tornando a 14 milioni di anni fa …

Polinesia Francese 

Gli ultimi studi, pubblicati dalla rivista autorevole Earth and Planetary Science Letters, ci dicono che stiamo andando in una direzione catastrofica per i nostri oceani, oltre all’ormai noto problema della plastica in mare, più in particolare il problema delle micro-plastiche che vanno a soffocare i nostri fondali marini e a fare da cibo per i pesci, il nuovo problema viene dalle grandi quantità di emissioni di CO2. 

Barriera corallina 

Si, avete capito bene, il famoso CO2 che avvelena i nostri cieli e anche causa dei problemi dei nostri mari.

L’University of Cardiff in Galles dice che dalla sua ultima ricerca, c’è un innalzamento pauroso del monossido di carbonio, che facendo aumentare la temperatura esterna , prevista di 3ºC in più nel 2100, porterà la terra ad una situazione simile a quella di 14 milioni di anni fa, facendo abbassare il PH dei mari e quindi provocando un acidificazione dello stesso. 

Il CO2 liberato nei cieli, oltre a quello già liberato negli oceani, quindi fa abbassare il Ph dei mari, riportando gli ecosistemi a 14 milioni di anni fá.

Ma il danno peggiore dovuto a questa acidificazione è per tutti quelli ecosistemi marini che nel corso di migliaia di anni si era evoluto ed adattato a queste situazioni. Andremo a perdere molta della flora e della fauna marina che conosciamo. 

Un altro danno creato dall’uomo per il Deo denaro !! 

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Il carburante fuoriuscito si vede dal satellite

Immagine Facebook ESA – European Space Agency

Siamo rimasti sconcertati nel vedere questa immagine, tanto che all’ini Credevamo che fosse una fakenews, ma purtroppo dopo che abbiamo approfondito la cosa è risultato tutto vero … 

Questa immagine è stata presa dal satellite europeo Sentinel 1A, che stava passando sopra a dove è accaduto l’incidente tra la motonave Ulisse e la porta container Virginia … le immagini sono spaventose, la chiazza del carburante in mare si stima in 20 Km , ma questa foto è di due giorni fa quindi ad oggi le stime sono cambiate e sono a 50 Km di lunghezza…

Le operazioni di bonifica sono iniziate in modo tempestivo da parte della Francia e l’Italia, ma il forte vento da est sta rendendo più difficoltose le operazioni.

Immagini della guardia costiera italiana 
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Le Pinna Nobilis meglio conosciute come “ Nacchere” si stanno estinguendo …

Dal 2016 ( quando sono stati registrati i primi casi in Spagna ) si sta diffondendo un nuovo parassita di Haplosporida, che sta causando una mortalità di massa delle Pinna Nobilis ( pari al 99% delle popolazioni infette ). Il parassita si sta diffondendo molto velocemente nel Mediterraneo spostandosi dalla Spagna alla Corsica e, in Italia, nelle vicinanze di Messina e nel golfo di Napoli …

Ad oggi, non abbiamo informazioni su come contrastare il patogeno, la paura è che con l’innalzamento delle temperature si diffonda molto più velocemente .

I biologi marini del CIBM di Livorno “G.Bacci” ci comunicano che stanno monitorando l’area marina protetta delle secche della Meloria, stanno studiando anche la variabilità spazio temporale della popolazione di Pinna Nobilis, pronti a segnalare eventuali morie dovute proprio al nuovo parassita Haplosporida …

Ringrazio tutti i biologi marini della CIBM di livorno “G.Bacci” per i dati forniti e per il lavoro svolto, fino ad oggi, di monitoraggio dei nostri mari . In particolare il responsabile delle comunicazioni esterne della suddetta azienda Lorenzo Pacciardi, per essersi messo in contatto diretto.

Scritto da: Matteo Capo Nani

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L’isola di plastica ha raggiunto le dimensioni di tre volte la Francia …

È da non credere ai dati che ci stanno arrivando sull’isola di plastica che si trova nell’oceano pacifico, tra la California e le Hawaii … sono dati spaventosi, si parla di 1,6 milioni di Km quadrati di rifiuti, circa 80 mila tonnellate di spazzatura … dove il 99% è composto da plastica!!! Gli scienziati hanno catalogato questa plastica in quattro classi che si differenziano per dimensioni:

– grandi dimensioni che sono oltre i 50 cm e sono circa il 53%

– le Macro-plastiche che vanno da 5 a 50 cm e occupano il 26%

– le mesi-plastiche sono quelle tra i 5 e 0,5 cm occupano il 13%

– le micro-plastiche tra 0,05 e 0,5 cm, le più letali, sono l’8%

Il problema più grande, ovviamente, è la micro-plastica perché è più difficile da catturare e soprattutto perché viene ingerita dai pesci che poi finiscono sulle nostre tavole ! Quindi l’intervento deve essere rapido, prima che le macro-plastiche si trasformano …

Pochi giorni fa, un ragazzo di 24 anni di nome Boyan Slat , ha dato il via al suo progetto creato dalla sua associazione “The Ocean CleanUp” che in 5 anni ha ricevuto 31.5 milioni di euro per portare avanti il progetto per raccogliere la plastica… le prospettive sono molto buone, tanto che si prospetta che un anno di lavoro del macchinario si dimezzi la dimensione dell’isola !!! si tratta di una cosa molto semplice ma efficace, qua sotto potete vedere il video …

https://youtu.be/O1EAeNdTFHU

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