CAPITOLO 6 - Un piacevole incontro: Biarritz 1993

CAPITOLO 6 - Un piacevole incontro: Biarritz 1993
I surfisti livornesi con il mitico Cheyne Horan

Settembre 1993: Grand Plage di Biarritz - Quiksilver Surf Masters

Alessandro Dini

Alessandro Dini

Era il settembre del 1993. Dopo alcuni giorni di tempo incerto e di mugugni da parte dei surfisti del circuito ASP, le onde si erano finalmente regolarizzate e la finale prometteva bene. Lo sponsor, Quiksilver, aveva fatto una gran bel lavoro, ma tra gli atleti c’era malcontento. Per bocca del loro rappresentante, avevano lamentato la scarsa consistenza e qualità delle onde della Grand Plage. Di contro, lo sponsor sosteneva che la grande visibilità e l’afflusso di pubblico era quello di cui lo sport aveva bisogno. Due punti di vista e due esigenze agli antipodi, che avrebbero portato negli anni seguenti la ASP ad adottare drastici cambi di rotta, accelerati con l’avvento di internet: il pubblico da colpire non doveva essere quello in spiaggia ma quello online e agli atleti andava garantito un circuito da svolgersi sulle migliori onde del pianeta. Ma nel 1993, era tutto diverso e i foto-reporter venivano trattati “nel coscio”: tutto pagato e ospitalità top. Bei tempi. Non avevo ancora digerito il fastoso, pantagruelico pranzo del giorno prima nel prestigioso salone all’interno dell’Hotel du Palais, costruito per l’imperatrice Eugenia, al quale erano stati inviati tutti i media presenti all’evento. Ricordo che io e Tom Carroll mangiammo così tanto che il simpatico campione australiano mi confessò di stare per vomitare. L’alloggio a me assegnato era un piccolo ma elegante hotel proprio a due passi dalla spiaggia, il Palacito. Nei momenti in cui la gara era “off” potevo schizzare in camera, posare l’attrezzatura fotografica e fiondarmi in acqua. Ma le onde, nei giorni precedenti, erano state bruttine e aveva surfato poco. Ma per il giorno della finale Nettuno sembrava aver recuperato il buon umore e  le onde erano davvero belle. Non grandi, 3-4 piedi, ma senza vento, regolari, perfette. Ero in spiaggia fin dal primo mattino, ad arrostirmi cornea e spalle sotto a un sole rovente, quando sento parlare italiano. Anzi: livornese. Oggi in estate la costa basca è super-affollata di italiani, ma agli inizi degli anni ’90 non capitava spesso di incappare in connazionali surfisti. Ero ancora l’unico fotografo a seguire il tour ASP, poi arrivò anche Giuseppe Repetto. Decidi così di farmi riconoscere. I ragazzi, sette o otto, sembrarono molto contenti di conoscermi di persona, mi avevano sempre letto sulle pagine di Surf Magazine, così dissero. Feci entrare qualcuno di loro nel villaggio atleti e poi gli scattai una foto con Cheyne Horan. In finale approdarono l’australiano Shane Powell e l’hawaiiano Sunny Garcia, che offrirono uno spettacolo eccezionale al folto e competente pubblico. Le onde erano spettacoli. Ripeto, piccole ma perfette. Vinse con merito Shane Powell che ritirò oltre che al montepremi, uno dei trofei più belli che abbia mai visto assegnare in una gara di surf (lo vedete in foto). Durante la premiazione Martin Potter prese il microfono e disse più o meno questo: “E’ da giorni che sento lamentarsi i miei colleghi surfisti, alcuni vogliono proporre di togliere questo evento dal calendario. Poi, ecco che oggi si assiste a una finale con punteggi stratosferici e onde perfette…” Terminata la gara, decidemmo di farci tutti una surfata insieme. Ricordo che in acqua trovammo un giovanissimo Beven, una furia! Facemmo quel calasole surfando fino a buio. I ragazzi  livornese (mi scuso ma non ricordo i nomi a distanza di quasi 30 anni) mi invitarono a cena nel loro alloggio e la cosa mi fece davvero molto piacere. Già, perché molti non sanno che seguire le gare come foto-reporter è non solo una gran fatica, ore e ore sotto al sole, ma un continuo rosicchiamento di fegato: gli altri surfano, tu devi scattare foto. Inoltre, sei quasi sempre solo, perché i tuoi amici ti dicono: “Ci vediamo stasera, noi andiamo a cercare onde migliori”… Ho un ricordo piacevolissimo di quel giorno e se uno di questi simpatici amici livornesi leggerà questo articolo, spero mi contatti o aggiunga i suoi ricordi sulla mia pagina Facebook.  Grazie amici livornesi per quel bel giorno di surf in terra straniera!

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