Sea Shepherd – grande successo per l’operazione “Siso” nel Sud Tirreno.

📝 scritto da Manuela Giacomini
13 novembre 2018
Foto di Emanuela Giurano

Termina l’Operazione Siso, messa in atto nelle acque dell’Arcipelago delle Eolie dal movimento a conservazione dell’oceano “Sea Shepherd”, volta al contrasto della pesca illegale e all’eliminazione di FAD (FISHING AGGREGATING DEVICES).

Foto di Emanuela Giurano

I FAD non sono altro che oggetti galleggianti che attraggono gli organismi marini e vengono utilizzati per massimizzarne la pesca. 

Essi, oltre ad inquinare l’ambiente, costituiscono un reale pericolo non solo per i pesci ma anche per le tartarughe, razze e squaletti che rimangono impigliati senza possibilità di potersi liberare.

La nave di Sea Shepherd M/V Sam Simon, con un equipaggio composto da 29 persone di 11 diverse nazionalità, ha navigato per 178 ore svolgendo una missione sotto segretezza nel Sud Tirreno in collaborazione con la Direzione Marittima Capitaneria di Porto di Catania, la Guardia Costiera di Lipari e la Guardia di Finanza.

operation siso 2018, aeolian islands, sicily-italy
Foto di Emanuela Giurano

Il risultato di 12 giorni di incessante azione diretta è stato di 130 chilometri di spaghi di polipropilene rimossi dal Mare, 1.500 metri di filo da pesca di grosso spessore senza ami recuperato e un totale di 68 FAD illegali sequestrati e innumerevoli bottiglie di plastica alcune ancora con materiali inquinanti al loro interno.

Per approfondire la notizia e supportare Sea Sheperd, ecco il link del loro sito: https://www.seashepherd.it/

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Foto di Emanuela Giurano

Koa Rothman

Oggi vogliamo farvi conoscere meglio un giovane talento …

Koa Rothman 

Koa Rothman è un giovane hawaiano di Oahu, classe ‘93, vive sulla North Shore, si è messo in evidenza fin da piccolo per il suo talento sulle onde grandi delle Hawaii. Infatti la Quiksilver non se l’é fatto scappare per una sponsorizzazione … 

Koa a Tahiti 

È cresciuto con amici tipo John John Florence, Jamie O’Brien e molti altri della famiglia della North Shore. Si dice di lui che sia un vero talento genuino e tecnicamente perfetto … 

John John Florence & Koa Rothman 

Koa è riuscito a farsi conoscere meglio per i suoi video pubblicati sul suo canale YouTube, i video si intitolano “This is Livin’”, parlano della sua vita a casa e durante i suoi surftrip … qua sotto potrete gustarvi uno dei 27 capitoli …

Koa a Tahiti 

Vi consigliamo di vedere tutti i video per capire veramente le capacità di questo ragazzo … le potete trovare qua :

🎥canale Koa Rothman 

“The Güero”

Il nuovo capolavoro di Jacopo Cosmelli con Alessandro Ponzanelli

Ci sono clip di ogni genere sul web, ma questa riesce veramente a farci sognare, tra musica ( di Giovanni Briganti ) colori e paesaggi ( immortalati da Filippo Maffei ), che ognuno di noi almeno una volta nella vita dovrebbe vedere … un surftrip in Messico da brividi … 

Alessandro Ponzanelli :

“La penisola della Baja Californiana è sempre stata un luogo esotico, non la tipica destinazione del surf per qualcuno come me che viene dal vecchio continente: ampi spazi aperti, strade infinite, colori e atmosfere contrastanti. Un angolo di paradiso dove è ancora possibile divertirsi all’avventura e quello che nella mia prospettiva è considerato un vero surf trip. “

Uno spettacolo tra natura, profumi e colori … che rigenerano l’animo 

🎥 Film & Edit: Jacopo Cosmelli

🏄🏼‍♂️ Rider: Alessandro Ponzanelli

🎼 Music: Giovanni Briganti

📸 photo: Filippo Maffei 

Novità e notizie a tutela dell’ambiente – a cura di Manuela

📝 scritto da Manuela Giacomini
1º aggiornamento 

Con oggi iniziamo una nuova rubrica a cura di Manuela Giacomini, un avvocato che si occupa di diritto dell’Unione Europea… 

Il Ministro dell’Ambiente Costa, poco tempo fa, ha annunciato che a breve l’Italia si doterà di una nuova normativa per liberare i nostri mari dalla plastica. In particolare, il 50% di quanto viene pescato dai pescatori con le proprie reti è plastica. Purtroppo però, in base alla normativa italiana vigente i pescherecci non sono autorizzati a trasportare rifiuti a terra e smaltirli. Pertanto, ciò che raccolgono devono necessariamente ributtarlo in mare. Una pratica davvero assurda! Il Ministero vuole quindi intervernire sulla Legge 152/2006, il Testo Unico sull’ambiente, di modo che questi siano autorizzati a portare la plastica raccolta presso le isole ecologiche nei porti. A questo punto, non resta che augurarci che il Ministro mantenga la parola data e che a breve proponga il ddl di modifica di modo che il nostro mare possa beneficiarne al più presto.

Come nasce l’amore per il mare

📝 scritto da Tanya Nanetti

Non so descrivere appieno cosa provo per l’Oceano, perché io mi senta così legata ad esso.

Di certo non amo stare sdraiata in spiaggia a prendere il sole; e non sono interessata a passare i miei tardi pomeriggi a sorseggiare aperitivi in un locale vista mare.

Quello che amo, è ben diverso.

Tutto è cominciato la prima volta che ho messo piede in Bretagna, la punta nord-ovest della Francia, in una tempestosa mattinata di fine novembre.

Era il 2006, uno dei miei primi veri viaggi, e dopo 1400km a bordo di una vecchia macchina sgangherata, il mio ragazzo ed io giungevamo finalmente al cospetto del Grande Oceano Atlantico.

Non era la mia prima volta, ma nelle occasioni precedenti ero appena una bambina, e quindi fu proprio come se fosse il mio primo incontro con Lui.

Eravamo a Point du Pen-Hir, una delle tante scogliere che punteggiano la costa bretone, un enorme strapiombo che si getta nell’oceano impetuoso.

Arrivammo in cima, parcheggiammo la macchina ma non c’era nulla da fare… non potevamo scendere talmente pioveva, e il vento scuoteva così forte la mia piccola Punto che per un attimo pensammo che il nostro destino fosse quello di Dorothy, e che saremmo volati via…

Ovviamente non successe, ma per una decina di minuti fu il delirio.

Poi, come sempre succede vicino all’Oceano, in un attimo fu silenzio e calma. Il cielo iniziò a tingersi di un blu intenso, e sulle cupe nubi rimaste ecco spuntare un arcobaleno sgargiante.

Finalmente potemmo scendere dalla macchina e, tenendoci per mano, avviarci verso lo strapiombo.

Era alto e spaventoso, ma a suo modo rassicurante: l’Atlantico era una settantina di metri sotto di noi, e sbatteva con violenza contro la roccia erosa dal tempo… era lontano, ma a suo modo era come se fosse lì vicino a noi…

Era così vicino, che potevamo sentire sul viso gli schizzi d’acqua che salivano fino a noi mentre le grosse onde continuavano ad infrangersi lì sotto…

Fu in quel momento, che ebbi una sorta di epifania…

In quell’attimo, mi resi conto che appartenevo all’Oceano, che ero parte della grande tribù dei Figli dell’Oceano.

E capii che quello era solo l’inizio della storia che ci avrebbe unito.

Plastica e Unione Europea

Facciamo un po’ di chiarezza su come sta andando il processo di messa al bando della plastica da parte del Europa entro il 2025

📝 Scritto da Matteo Nani 
8 Novembre 2018

Una decisione che ci piace approfondire perché può essere la svolta di un epoca … 

A Bruxelles, il 28 Maggio scorso, la Commissione europea ha deliberato la proposta di legge per il bando, in parte, della plastica monouso con una partecipazione quasi totalitaria, infatti durante le votazioni ci sono stati 571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astenuti . Questo è un grandissimo passo in avanti per la Comunità Europea, visto che sarà il primo continente a prendere un provvedimento così forte, ma giusto, nei confronti del problema della plastica. Da diverse ricerche, effettuate in questi ultimi tempi, è risultato che la plastica è circa 80% dell’inquinamento totale dei mari, di cui il 70% è composto, appunto, da plastica monouso. Un dato super allarmante perché se non si cambia qualcosa è solo destinato a moltiplicarsi, visto il continuo aumento dei prodotti immessi sul mercato… comunque proprio a tale proposito la Comunità Europea ha deciso di prendere una posizione forte, programmando un bando dei prodotti che sono facilmente sostituibili con altri materiali e cercando di ridurre l’uso di quelli per il quale non c’è sostituti .In entrambi casi pero i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti.

Il Vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile della C.E. Frans Timmermans, ha dichiarato :

Questa Commissione ha promesso di agire in grande sulle grandi questioni e lasciare il resto agli Stati membri. È innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione e gli europei devono agire insieme per affrontarla, tanto più che i rifiuti di plastica finiscono nell’aria che respiriamo, nel suolo, negli oceani e sulle nostre tavole. Le proposte odierne ridurranno, con una serie di misure, i prodotti di plastica monouso che ora troviamo sugli scaffali dei supermercati. Alcuni di essi saranno messi al bando, ma ciò non significa che dovremo rinunciarvi, perché saranno sostituiti da alternative più pulite.”

Bottiglie di plastica rubate al mare 

Ma quali sono nello specifico gli oggetti che dovranno cambiare composizione ? Beh abbiamo cercato di fare una lista dei prodotti banditi :

  • Aste per palloncini
  • bicchieri 
  • posate
  • Sacchetti per la spesa
  • Cotton fioc
  • piatti
  • Contenitori per bevande con l’eccezione  di quelli che hanno i tappi che rimangano attaccati al contenitore stesso 
  • contenitori per cibo trasportato di tipo polistirolo espanso, classici da fast food 

La commissione aggiunge, che entro sempre il 2025, tutto il packaging dei cibi deve diminuire del 25% e del 50% dei mozziconi di sigaretta contenente plastica… Sono dati e misure restrittive importantissime se si pensa alla quantita di rifiuti che troviamo oggi in terra ! Una proposta che se approvata entro la fine del mandato ( cioè 2019 ) riuscirebbe a dare una scossa alle persone per stimolarle a prendere veramente sul serio il problema. 

Dopo la riunione è intervenuto anche Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato:

“La plastica è un materiale straordinario, che dobbiamo però usare in modo più responsabile. I prodotti di plastica monouso non sono una scelta intelligente né dal punto di vista economico né da quello ambientale, e le proposte presentate oggi aiuteranno le imprese e i consumatori a preferire alternative sostenibili. L’Europa ha qui l’opportunità di anticipare i tempi, creando prodotti che il mondo vorrà procurarsi nei decenni a venire e valorizzando le nostre preziose e limitate risorse. L’obiettivo per la raccolta delle bottiglie di plastica concorrerà anche a generare i volumi necessari a far prosperare il settore del riciclaggio.”

Un mare di bicchieri di plastica 

Nella relazione fatta dalla C.E. aggiungono testuali parole :

Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l’85 % dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione.

Esempio di micro plastica 

Sempre lo stesso Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ci tiene ad aggiungere, che grazie a queste normative ci saranno molte più opportunità e competivita per le imprese europee. Si perché una normativa unica per l’intero mercato dell’UE offre alle imprese europee un trampolino per sviluppare economie di scala e rafforzare la competitività nel mercato mondiale in piena espansione dei prodotti sostenibili: con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) le imprese potranno contare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità; in altri casi, mosse dall’incentivo a ricercare soluzioni più sostenibili, potranno conquistare un vantaggio tecnologico sui loro concorrenti internazionali.

L’obiettivi per il 2025 sono molti 

  • Obiettivi di raccolta , cioè entro quella data la UE si prefigge di raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monous con iniziativa , ad esempio, di cauzione-deposito… praticamente si torna al vecchio sistema del “ vuoto a rendere “
  • prescrizione di etichettatura, alcuni prodotti dovranno avere delle etichette omogenee e standardizzate dove sarà spiegato il grado di inquinamento e il modo in cui va smaltito … questo per prodotti tipo assorbenti, palloncini e salviette umidificate… 
  • Misure di sensibilizzazione, gli Stati membri dovranno sensibilizzare il popolo su l’impatto negativo di un oggetto lasciato nell’ambiente , nel modo per riutilizzare un oggetto e i migliori modi per cestinare un oggetto 

Le conclusioni 

Tutte queste proposte della Commissione Europea ora passano al Parlamento Europeo e del Consiglio, che entro maggio 2019 dovranno trasformare in legge. Non oltre questa data perché a maggio 2019 ci sarà le nuove elezion del suddetti. 

La commissione esorta tutte le istituzioni a trattare in via prioritaria questo argomento visto l’importanza per l’umanità intera . 

Diario di un mondiale

Tiriamo le somme … 

📝Scritto da : Giulio Caruso 

Resoconto finale 

Beh questo mondiale 2018 è giunto al termine, è stata un esperienza magica come sempre. Per me che ho potuto osservare il mondiale da non-competitor è stato un ottimo insegnamento, ho potuto notare piccoli dettagli che non avrei mai potuto osservare altrimenti, e tutto ciò che ho assimilato durante questi 10 giorni lo mettero a frutto nei miei allenamenti, so che cosa voglio ora!

Il nostro 25º posto ci sta stretto 

L’italia come team, come staff e come allenatori ha eseguito un ottimo lavoro, purtroppo non siamo riusciti a migliorare il risultato dello scorso anno, questo però ci da un sacco di carica, sappiamo quanto valiamo… abbiamo fatto degli errori, ma spesso si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. L’italia è in grado e ha tutte le potenzialità per rientrare nei primi 10 al mondo, serve solo impegno e voglia di vincere, tanta voglia di vincere. Una cosa che ho imparato è che l’obbiettivo deve essere sempre il più grande possibile.

Il team Giapponese è stato perfetto 

Il giappone ha eseguito un mondiale da urlo piazzandosi primo, dopo una lotta all’ultimo sangue contro gli USA, segnando cosí la storia del surf asiatico e mondiale.

Le finali …

Le Finali sono le heat che assolutamente non puoi perderti se sei a un mondiale juniores, 4 atleti che si sfidano a colpi di onde per l’oro, niente di meglio! La prima della giornata è stata vinta da Caitlin Simmers, una ragazzetta di circa 13 anni, alta 1,20m che ha aperto la heat con un punteggio di 9,70 su una singola onda e chiudendo con un backup score di 7,70, imbattibile, neanche dalle altre due giapponesi.

Seconda finale è stata quella dell’under 16 maschile, bellissima battaglia, Kade Matson apre la heat con due score altissimi di cui uno guadagnato con un backside air reverse da manuale! A 5 minuti dalla fine, quando la heat sembrava finita per tutti, l’australiano Grayson Hinrichs, con giá un ottima onda messa da parte, tira fuori un highscore che ribalta la heat, facendolo saltare al primo posto e permettendogli di guadagnare l’oro.

Terza finale, donne under 18 se la porta a casa, Rachel Presti l’ex surfista degli USA che ha deciso di cambiare nazionalità passando alla Germania, riesce a prendere le due migliori onde della heat all’inizio, in una batteria con scarso potenziale. Prima tedesca a vincere una medaglia d’oro nel surf! Anche lei segna la storia ai mondiali juniores ad Huntington Beach.

Nell’ intervista, racconta la sua decisione di cambiare nazionalità: “…voglio dare visibilità alla Germania e spingere più che posso le persone che abitano li a surfare e a entrare a far parte di questa bellissima cultura…”

L’ultima finale, se la giocano i due giapponesi, Keanu Kamiyama e Joh Azuchi, il primo è inarrestabile prende i primi 4 punteggi dopo soli 10 minuti dall’inizio della batteria, la heat era segnata, nulla da fare, il sud africano prova, con un vano tentativo, a guadagnarsi un secondo posto con un onda a 30 secondi dalla fine, ma Joh (campione del mondo u16 2017) lo zittisce immediatamente prendendo uno score che lo riporta all’argento gli ultimi 10 secondi! Emozione incredibile! Due giapponesi, primo e secondo! Keanu segna la storia, essendo il primo surfista del Sol levante a vincere l’oro nell’under 18.

Cerimonia finale 

Congratulazioni ai 4 campioni del mondo coronati pochi giorni fa!

-🇯🇵Keanu Kamiyama 🥇 sub-18

-🇩🇪Rachel Presti 🥇 sub-18 girls

-🇦🇺Grayson Hinrichs 🥇 sub-16

-🇺🇸Caitlin Simmers 🥇 sub-16 girls

Grazie mille a tutti 

Grazie alla federazione italiana e a tutto lo staff per credere in noi giovani atleti, e grazie all’Isa per aver organizzato un evento cosí bello! 

E sopratutto un grande grazie a voi di “Sons of the ocean” che mi avete dato l’opportunità per fare questo diario e a tutti i lettori, perchè senza di voi ciò non avrebbe avuto senso. 

ci permettiamo noi di Sons of the ocean di aggiungere un mega ringraziamento a tutta la nazionale e alla federazione … ma in particolare a Giulio Caruso, che nonostante il suo fermo è riuscito ad avere sempre un sorriso, un carisma e una voglia di essere parte del gruppo… straordinario !!!
Un vero e proprio esempio di sportivo oltre ad un grandissimo atleta !
Grazie Giulio Caruso 

No contest !!

Praticamente una festa tra amici che giocano con le onde … 

Il nuovo video di Red Bull, girato tra la Francia e il Portogallo in ottobre durante il WSL … ci sono tutti e si divertono da matti!! Tutti amici dentro e fuori dall’acqua, con un pizzico di competitività … gustatevi questo video di Stab !!! 

No contest

Diario di un mondiale, day 5-6-7-8

Scusate se ultimamente mi sono assentato nello scrivere ma, tra la stanchezza degli innumerevoli impegni e l’emozione della gara, ogni volta che ho provato a buttar giù due righe mi si son chiusi gli occhi.

Giulio con il mitico Ford della nostra nazionale … 

Il grande Edo porta la nostra nazionale avanti ma con il sostegno di tutto il gruppo 

Questi ultimi giorni sono stati critici per l’Italia, tutti gli atleti hanno dato il massimo ma, come ben sapete purtroppo, solo Edoardo Papa è rimasto in gara. Io ho dovuto seguire il mondiale affiancando i miei compagni; questo però mi ha offerto l’opportunità  di osservare con occhio critico anche i loro errori e di imparare dalle performance degli atleti più dotati al mondo. 

In realtà, nonostante tutto, la nazionale è stata all’altezza della competizione! In particolare Edoardo oggi ha surfato una heat difficilissima in maniera esemplare, passando al primo posto! Neanche un errore! Bravo Edo!

Team Giappone non sbaglio un colpo … 

Vorrei condividere una riflessione sulla tecnica di gara del team  Giapponese: semplicemente perfetto, gli atleti non sbagliano un colpo, non solo nel surf, ma anche nella preparazione atletica che consente loro di tornare sul picco dopo un’onda ad una velocità insuperabile; nella sicurezza di esecuzione delle manovre, tutte chiuse ed eseguite con maestria, in ultimo nell’organizzazione fuori dall’acqua, nella compostezza e nello spirito di corpo.  Ciò ha sicuramente a che fare con l’ingente investimento di tempo e denaro sulla neo-squadra ma anche con la peculiarità della mentalità del Sol Levante che spinge il singolo ad essere responsabile di sé stesso e di tutto il gruppo. 
Sono passati da essere un team mediocre, a essere uno dei migliori tre
in circolazione: atleti al cento per cento, forma fisica ineccepibile, motivazione al massimo, lavoro di squadra impressionante e surf imbattibile. 
A prescindere dal risultato, hanno già vinto loro.

Imparare dalle esperienze …

Il nostro team unito a osservare 

Ormai il mondiale è quasi alla fine, si avvicina il finals day, e le heat si fanno sempre più avvincenti e competitive, surfisti sempre più abili, e livello superlativo. Sempre più di frequente ci si ferma ad assistere alle heat, e gli score sono sempre più elevati: 7/8 e anche qualche 9/9,80. Assistere a competizioni cosí combattute stimola moltissimo a migliorare, perchè l’obbiettivo è ovviamente arrivare a quei livelli.

Mi sento davvero fortunato ad essere qui! E sono orgoglioso che la federazione nazionale creda fortemente nel futuro dei  giovani azzurri e ci offra queste grandi opportunità. 

Dai forza Edo !!!

Per oggi è tutto. Concentriamoci nel sostegno e nel tifo per Edoardo in gara domani e speriamo per il meglio! 

FOORZA ITALIA 🇮🇹

Scritto da Giulio Caruso 

Foto della FISW Surfing 

Il mediterraneo si sta scaldando …

Una nuova ricerca delle università dell’area del mediterraneo ( Barcellona, Salento, Marsiglia, Rabat, Haifa e Nicosia ), che hanno collaborato tra loro, ci rivela altri dati sconvolgenti …

Vista del Sud Italia dallo spazio

I paesi del mediterraneo si sono scaldato 1,4ºC nel giro di un secolo. Il dato è molto allarmante, e lo è ancora di più se lo confrontiamo con i dati del resto del mondo, visto che è stato di 1ºC, quindi abbiamo avuto un surriscaldamento di 0,4ºC in più rispetto al resto del mondo. Questo impennamento delle temperature ha fatto sì che aumentassero i nubifragi ( tipo monsoni ) e che aumentassero anche d’intensità ( bombe d’acqua ). Allo stesso tempo sono aumentate anche le ondate di calore, soprattutto quelle estive, che per i prossimi anni sono previste in aumento del 40% e del 25% in più rispetto sempre al resto del mondo. 

I magnifici colori dei nostri mari 

Lo studio, continua dicendoci che, ogni dieci anni la temperatura del mediterraneo aumenta di 0,4ºC … infatti ha fatto innalzare il livello dell’acqua di circa 3 CM per decennio. In questi periodo, cioè da il 1950 ad oggi, si registrano anche eventi eccezionali di piogge torrenziali di intensità mai vista, alternati a siccità con temperature simili ai climi tropicali . 

La domanda è : “ma perché sta accadendo tutto questo ?” Beh gli studi ci dicono che è dovuto alla conformazione stessa della zona cioè questi scambi di acqua e catene montuose, dallo scontro di aria temperata del nostro clima con l’aria calda tipica della fascia subtropicale, l’aumento della popolazione e per ultimo, ma non per importanza, l’inquinamento sia Marino che atmosferico … 

Diario di un mondiale, day 3-4

Scritto da : Giulio Caruso 

Giulio e Mattia durante la cerimonia d’apertura…

DAY 3

Mattina della cerimonia d’apertura. 

Niente surf quella mattina peró c’era qualcosa che ci metteva il buonumore: la parata, una delle cose più belle ed emozionanti di ogni mondiale. Tutti gli atleti che si incontrano per darsi gli auguri e sfilare davanti alla folla sotto la propria bandiera, cantare l’inno nazionale e anche un po’ scherzare. Sicuramente la parata è una delle cose che preferisco.

Alle 9:30am iniziamo a sfilare, è stata una gara a chi urlava di più, nessuno si è trattenuto! L’italia è carica, pronta a lottare.

Durante la parata eravamo dietro alle hawaii e davanti al giappone, c’era un bel rapporto con quest’ultimi, tant’è che ci siamo messi a incotarci a vicenda.

Finita la parata, Mauro e Giada hanno aspettato il loro turno e sono andati a sventolare la bandiera tricolore e a versare la sabbia dentro il grande cubo di vetro, che raccoglie la sabbia di tutti i paesi concorrenti creando un bellissimo effetto a strati. La sabbia viene portata da una spiaggia del paese ospitante. Dopo che tutte le altre nazioni hanno fatto lo stesso Fernando, il presidente ISA ha dichiarato ufficialmente “ON” l’edizione Vissla ISA world junior surfing championship 2018 ad Huntington beach.

16:00 Mauro si prepara per la sua heat! Primo italiano in acqua… grande tensione.

Mauro entra in acqua, 5minuti dopo la heat è partita, 15 minuti passano in fretta, sopratutto se ti trovi in un mare difficile come huntington overhead, il pomeriggio con vento. Primi 8 minuti Mauro non prende onde, a 7 minuti dalla fine prima onda, ne ingrana due belle solide, Ottimo.

Ora peró pa corrente lo ha portato lontano dal picco mancano quattro minuti è molto esterno, quasi fuori dal campo gara, mancano 4 minuti, un altra bella onda per Mauretto, bravo! Passa 2º. 

Ora turti a casa a riposarci. Cena e alle 21:00 a letto.

DAY 4

Oggi sveglia un po’ più presto, alle 6:30 siamo a fare colazione e alle 7:00 in spiaggia. Matteo purtroppo non ha molta fortuna, score bassi per tutti, onde non arrivavano, ultimo minuto della sua heat tira un Air Reverse dei suoi che purtroppo, peró non riesce a concludere, un errore che gli è costato la heat, ma nulla è perduto, si va ai ripescaggi.

Mattia ugualmente, heat molto difficile, ottimo surf da parte di tutti. Secondo atleta ai ripescaggi.

Per Danny e Edo invece è un altra storia, Edo passa secondo e Danny primo entrambi surfando in maniera esemplare.

Free surf e riposo per il team, e alle 2:45 si  riparte con Giada Legati, che prende un ottimo 2º posto e accede al round due.

Ora gran finale di giornata, Valeria Peconi e Maria nella stessa heat insieme a Kirra Pinkerton fortissima atleta del team USA. 

Entrambe danno il massimo, ma la ragazza stelle e strisce domina la heat. Tuttavia abbiamo Maria che accede per seconda al round 2 e una Valeria carichissima per i ripescaggi.

Free surf ancora. Cena e letto. Pronti per una nuova giornata di gare.

FOOORZA ITALIA 🇮🇹🤙🏽

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Irlanda, terra mistica di onde

Ci sono paesi che oltre a regalare onde stupende ci regalano anche paesaggi ed emozioni ineguagliabili, l’Irlanda è uno di questi.

Un onda deserta come tante altre … 

Ciao a tutti! Mi chiamo Gianluca e dopo qualche anno di bodyboard mi sto dedicando alla “waterphotography”.

Un occhio cristallino … 

Vorrei raccontarvi adesso del mio ultimo viaggio, una meta del surf non molto ambita, poiche la gran parte delle persone preferisce destinazioni calde per le proprie vacanze. Quindi quale altro posto che non siano le solite mete Europee del surf ? Forse proprio perché era agosto e faceva molto caldo, io, Gianluca Tognotti, Andrea Zara e Matteo Zini abbiamo pensato subito all’ Irlanda!

“Forse proprio perché era agosto e faceva troppo caldo …”

Non conoscendo gli spot e i posti dove surfare, sapevamo che avremmo dovuto spostarci, decidemmo di prendere un camper a noleggio!

Il camper a noleggio 

Una brutta notizia… una di quelle che speri sempre di non sentire …

Il 2 ottobre finalmente partiamo da Pisa ed appena arrivati una bruttisima notizia ci sconvolge letteralmente. Il nostro amico e compagno d’onde Oduware ci ha lasciati in un tragico incidente. Ci siamo fatti forza e pur volendo essere vicino agli amici, alla famiglia ed all’intera città, abbiamo deciso di continuare per Odu. Partiamo cosi da Dublino direzione nord verso Bundoran, famosa comunità surf nel nord dell’irlanda.

Arrivati, le condizioni del mare erano pessime con un forte vento on-shore, per non parlare del clima, un cielo constantemente grigio ed una pioggia fine che viene e che va in continuazione, ma questo fa parte dell’Irlanda. Le previsioni promettevano buone onde per i giorni a seguire quindi tra qualche ottima Guiness, e “pastini al pomodoro” visitiamo questa terra selvaggia. Prati verdi, cascate, scogliere a picco sull’oceano, come le famose Cliffs of Moher, in un paesaggio davvero surreale.

Arrivano le onde …

Finalmente il terzo giorno riusciamo a surfare a Lahinch, una piccola città nella regione Sligo, dove vi è anche il famoso secret Riley’s, che però non lavorava. Tutto questo in una super giornata di sole. Il sole in Irlanda cambia tutto, i prati verdi diventano fluorescenti, le temperature miti, ed il sole ci faceva bene, ne avevamo bisogno.

Il giorno dopo si ripresenta il clima grigio che ci accompagna di nuovo fino a Bundoran. Il mare era steso il vento assente e le onde srotolavano lungo la costa. Finalmente delle buone onde, Blackspot è una destra leggermente “wedgiata” che corre veloce, tutta tubo! Parcheggiamo il camper proprio li davanti allo spot per i giorni a seguire, cenando con il rumore delle onde e controllando le condizioni alle prime luci del mattino. Giorno dopo giorno era sempre piu grosso, fino a raggiungere la massima misura il settimo giorno della nostra esperienza Gipsy.


Peccato per il vento che pur essendo “di terra” era veramente forte circa 50/60 km/h, una condizione difficile per scattare delle buone foto. Ma il surf ?

bè quello era fantastico, sembrava di planare ancora piu veloce su quelle destre, per non parlare delle sinistre durante la bassa marea.
Così passiamo circa 4 giorni parcheggiati la davanti, indossando mute fredde e bagnate ogni volta che entriamo in acqua, ed erano 2 3 volte al giorno! È stato fantastico vedere come me ed i miei amici ci siamo adattati a questo stile di vita. La doccia calda ci spettava ogni due giorni circa, quando facevamo sosta in qualche campeggio per caricare acqua e corrente. Il bagno del camper era diventato ormai il ripostiglio per le mute bagnate. Noi ci coordinavamo alla perfezione negli strettissimi spazi interni, dato che fuori pioveva quasi sempre.

Il tempo qui sembra che si sia fermato …


Così questi 10 giorni sono volati, e la natura di questo fantastico paese ci regala un ultimo giorno con un sole che ricorda l’estate. Le onde nella spiaggia limitrofa, Tullan, sembravano triangoli disegnati e i delfini ci salutavano a circa 20 metri di distanza. Insomma sembrava di essere in un film e che la natura veramente volesse dirci qualcosa.
Un viaggio che porteremo per sempre nel cuore, un esperienza fantastica, con degli amici degni di essere chiamati tali.
Torniamo cosi in Italia, dove i 20 gradi ci abbracciano e il vento ci da tregua. Un po stremati ma con il cuore pieno di emozioni e bei ricordi.

Ti abbiamo pensato e ti abbiamo dedicato qualche bel tubo, come piacevano a te “coach”. Sarai sempre nei nostri cuori!

Foto e racconto di Gianluca Prosperi 

Diario di un mondiale, Day 2

Warm up, Giulio Caruso

Il famoso furgone Ford per le trasferte della nazionale 


26 Ottobre 2018, secondo giorno con il team.

Solita sveglia alle 7:30 di mattina, colazione veloce e tutti in furgone, 5 minuti dopo siamo in spiaggia a cambiarci.

Onde che srotolano e acqua calda che sembra vetro, tutto bellissimo… 

I primi ad entrare Mattia e Mauro subito dopo io e Giada… primo duckdive io passo liscio mi giro per vedere come se la passava la mia compagna di squadra e noto con sorpresa che la sua tavola si era divisa in due pezzi, prima tavola spezzata del team italia, dopo soli 5 secondi dall’ inizio della prima session, fortunatamente ne ha altre 4!

Dopo questo evento la giornata si è svolta in maniera abbastanza tranquilla, nessun particolare evento, ne di squadra ne singolo, ovviamente tante risate, una grande emozione e senso di appartenenza alla nostra bandiera sono le cose che rendono il nostro team non solo un gruppo di atleti, ma una famiglia compatta.

Dopo la cena ci siamo cimentati nell’ attaccare il tricolore sulle nostre tavole e a prepararci per la famosa opening cerimony,  per l’inizio della competizione.

Primo atleta in acqua domani sarà Mauro Pacitto (Heat 4) approssimativamente verso le 4:00pm LT.

FOOORZA ITALIA🇮🇹


Scritto da: Giulio Caruso 

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Isola hawaiana cancellata dalle mappe

Con il passaggio dell’uragano Walaka è scomparsa una piccola isola East Island.

East island, Hawaii 

La scoperta, del US Fish and Wildlife Service , di poche settimane fa, ci dice che dopo il passaggio del uragano Walaka, la famosa isola per la sua immensa biodiversità. 

Il prima e il dopo … 

Chip Fletcher, climatologo dell’universitá delle Hawaii, ha dichiarato “ mi sono spaventato quando ho visto che l’isola, che risale a più di 2000 anni fá, era scomparsa. Un altro ecosistema che scompare.”

Le immagini del satellite del prima e del dopo …

È saltato subito all’occhio perché sull’isola erano in corso degli studi sulle tartarughe verdi delle Hawaii. 

Come abbiamo spesso già detto, con i cambiamenti climatici in atto, cioè con il surriscaldamento delle temperature, gli uragani aumentare sempre di più d’intensita e potenza … e alla fine queste sono le conseguenze.

Diario di un mondiale, day 1

Con oggi iniziamo una nuova rubrica, voluta fortemente da noi e da Giulio Caruso, si tratta di un vero e proprio diario personale di Giulio, che ci racconterà il mondiale visto da un atleta. Cosa prova, cosa succede e le sue emozioni. Per farvi capire quanto questi ragazzi s’impegnano per arrivare ad ottenere dei risultati. 

Giorno 1, “Warm up”

Oggi 25 Ottobre 2018 è stato il giorno in cui la nazionale si è riunita, per la prima volta al completo, in vista dei mondiali di surf ad Huntington beach.

9 atleti pronti a dare il massimo indossando la maglia azzurra.

Ogni volta che infilo la divisa mi sento orgoglioso di essere italiano e di poter rappresentare uno dei paesi più belli al mondo, ricco di cultura, paesaggi e storia.

La giornata è iniziata verso le 7:30 del mattino quando ci siamo diretti con il nostro furgone Ford Nero, carico di tavole e mute, verso la spiaggia. Alle 8 tutti in acqua per la prima session, acqua calda e onde divertentissime. L’onda di Huntington è davvero particolare, cambia radicalmente a seconda della marea, questa mattina era alta quindi frangeva a circa 20 metri da riva, subito dopo aver franto muore e durante quel tratto bisogna dare il massimo per riuscire a non farsela scappare, ma appena l’onda giunge a 5 metri dalla riva frange di nuovo e ti da il tempo per un ultima manovra in chiusura sul close-out.

Giulio Caruso 

Il livello in acqua è altissimo, l’emozione è indescrivibile, surfare durante il warm up di un mondiale è la mia parte preferita, è il momento in cui impari di più, affianco a te puoi trovarti chiunque… gente più scarsa, gente più forte e ognuno ha una storia diversa da raccontare, ad alcuni basta solo surfare per farti capire chi sono e da dove vengono.

Dopo la prima session siamo andati a pranzare e alle 3:30pm siamo arrivati al meeting point ISA per il check in della squadra. Foto, bracciale, foto di squadra e via tutti in acqua di nuovo … 

Siamo stati in acqua per circa due ore la sera. Alle 6:30 Huntington ci ha regalato in nostro primo e bellissimo tramonto di questa nuova esperienza. 

Cena veloce, le gambe non reggono più e mentre scrivo questo articolo mi si chiudono gli occhi e mi cade il cellulare in faccia tre o quattro volte. Ma ne vale la pena. Buonanotte a domani Huntington.

Grazie mille a tutto il team, agli allenatori Nicola Bresciani e Valentina Vitale, a Mirco Babini e a tutto lo staff della Fisw Surfing per rendere tutto questo possibile.

FOOORZA ITALIA!🇮🇹

Scritto da Giulio Caruso

🕦23:17

📍Huntington Beach 25/10/18

Lego, il mattoncino più famoso al mondo vuole diventare ecologico

La Lego sta cercando un materiale alternativo alla plastica classica.

Ormai tutti conosciamo il mattoncino colorato più simpatico al mondo, è stato uno dei giochi più venduti al mondo, ma purtroppo è anche uno dei più inquinanti.

Infatti, il classico mattoncino, è fatto di Acrilonitrile-Butadiene-Stirene ( ABS ) uno dei composti chimici più inquinanti per l’ambiente, uno di questi mattoncino ci può mettere 800 anni per dissolversi …

Proprio per questo, il direttore della sostenibilità all’ambiente della lego, Tim Guy Brooks ha dichiarato:

“il futuro della nostra azienda è eco-friedly, con mattoncini fatti con materiali di scarto della lavorazione agricola”

Aggiunge che non sarà un processo immediato e facile , ci vorranno anni e non sarà facile trovare un materiale perfettamente adatto alle esigenze di Lego, ma la direzione aziendale ormai è questa come è giusto che sia.

Gli oceani stanno tornando a 14 milioni di anni fa …

Polinesia Francese 

Gli ultimi studi, pubblicati dalla rivista autorevole Earth and Planetary Science Letters, ci dicono che stiamo andando in una direzione catastrofica per i nostri oceani, oltre all’ormai noto problema della plastica in mare, più in particolare il problema delle micro-plastiche che vanno a soffocare i nostri fondali marini e a fare da cibo per i pesci, il nuovo problema viene dalle grandi quantità di emissioni di CO2. 

Barriera corallina 

Si, avete capito bene, il famoso CO2 che avvelena i nostri cieli e anche causa dei problemi dei nostri mari.

L’University of Cardiff in Galles dice che dalla sua ultima ricerca, c’è un innalzamento pauroso del monossido di carbonio, che facendo aumentare la temperatura esterna , prevista di 3ºC in più nel 2100, porterà la terra ad una situazione simile a quella di 14 milioni di anni fa, facendo abbassare il PH dei mari e quindi provocando un acidificazione dello stesso. 

Il CO2 liberato nei cieli, oltre a quello già liberato negli oceani, quindi fa abbassare il Ph dei mari, riportando gli ecosistemi a 14 milioni di anni fá.

Ma il danno peggiore dovuto a questa acidificazione è per tutti quelli ecosistemi marini che nel corso di migliaia di anni si era evoluto ed adattato a queste situazioni. Andremo a perdere molta della flora e della fauna marina che conosciamo. 

Un altro danno creato dall’uomo per il Deo denaro !! 

Partita sempre aperta per il mondiale WSL

Ferreira e Duru sul podio al Meo Rip Curl Pro 2018

Si è appena conclusa la tappa portoghese del Wsl il MEO RIP CURL PRO 2018 con la vittoria meritata di Italo Ferreira. 

Così rimane aperta la partita per il mondiale che si deciderà alle Hawaii al Pipeline Pro. Abbiamo visto un Ferreira che ha buttato fuori nella semifinale Medina a 2 minuti alla fine con un Air spaventoso …

Poi troviamo un Julian Wilson che esce dopo una Heat dei quarti di finale penosa contro un Duru, che poi andrà in finale con Ferreira, a nostro avviso Wilson entra in acqua con un nervosismo spaventoso, probabilmente non ha saputo gestire la tensione del mondiale, e sbaglia tutto dalla posizione in campo gara alle sue manovre preferite.

Quindi passa Duru che va alla semifinale con Owen Wright, ma gli basta veramente poco per passare in finale.

La finale tirata ma non c’è storia, oggi Ferreira è in forma strepitosa, chiude veramente ogni manovra su onde indecenti per gli standard del Wsl, ma la finale andava fatta visto che per i prossimi tre giorni è prevista una piatta paurosa … ora dobbiamo aspettare Pipeline per sapere chi è il campione del mondo 2018 !!

Finale MEO Rip Curl Pro 2018

 

Mar glaciale artico 86 anni dopo …

Queste sono le foto scattate a 86 anni di differenza del solito luogo … il mar glaciale artico , glaciale ormai è solo il nome ! Questo dovrebbe far capire cosa vuol dire 1,5ºC di innalzamento delle temperature cosa crea … una catastrofe ! 

L’opinione di Pat : iniziamo a delineare le dinamiche in ottica mondiale…

Pat Jacobacci 

con la ultima heat del round 4 svoltasi stamani è tutto pronto per la giornata finale domani del Rip Curl Pro Meo Portugal. Delineati i quarti di finale: heat 1 Italo Ferreira contro Michael Bourez con Ferreira saldamente al 4° posto della classifica generale e Bourez attualmente al 13° posto . Heat 2 Medina contro Wilkinson con medina che deve arrivare 2° o 1° per vincere il Mondiale a questa gara ma al tempo stesso Wilkinson che attualmente è al 28° posto e quindi ha molto bisogno di questi punti per riqualificarsi. heat 3 Joan Duru contro Julian Wilson con Julian che deve arrivare in fondo per tenere alte le speranze di conquistare finalmente il suo meritatissimo titolo e Joan Duru attualmente al 33° posto che deve guadagnare più punti possibili per mriqualificarsi. Heat 4 Owen Wright contro Kanoa Igarashi, qua le condizioni saranno determinanti perchè Kanoa è molto forte nei tubi ed è un quasi un local in Portogallo per questioni di cuore, ma si scontra con un Owen Wright sempre a suo agio su queste onde nonostante il brutto infortunio rimediato qualche anno fà…Staremo a vedere, ma domani sarà una bella giornata finale e vi consiglio di non perdervela 

Medina può vincere il mondiale se vince questa gara, Wilson deve arrivare 3° o meglio per mantenere viva la corsa al titolo,se Medina arriva 2° o peggio il titolo verrà assegnato a Pipeline …

Scritto da Patrizio Jacobacci 

Esiste sempre lo spirito del surf ?

Premetto che sono solo riflessioni di uno qualunque che forse gli manca un po’ il passato e quindi tutto quello che è scritto dopo non è né polemica e ne cattiveria… sono solo pensieri scritti … 

La domanda me la faccio spesso e la risposta rimane sempre nel limbo, perché ci sono cose che mi fanno pensare che esista ancora un qualcosa di spirituale nella nostra passione… poi però ci sono altre considerazioni che mi portano a pensare che ormai è solo uno sport … quindi voglio condividere con voi delle riflessioni e magari avere un confronto per fare più chiarezza .

Iniziamo dicendo che io vengo dal passato, ormai sono un vecchio, e questa riflessione me la sono fatta molto spesso vedendo le nuove generazioni. Vengo da un’epoca dove un surfer lo riconoscevi già dal modo di vestire, indossavamo tutti indumenti larghi, pantaloni con il cavallo basso, colori sgargianti se non fluorescenti, capelli lunghi bruciati dal sole così come la pelle, scarpe consumate, praticamente un misto tra un Hippie e un punk con un pizzico di grunge … dalla musica che ascoltavamo,infatti tutti ascoltavamo da reagge al surfpunk passando per il rock … dai posti che si frequentava, c’eravamo noi che inverno ed estate, vento o bonaccia, sole o pioggia, freddo o caldo ci si trovava sempre sul mare, ai moli oppure sulla spiaggia dello spot del gruppo … Avevamo uno spirito di appartenenza al gruppo o alla “famiglia” smisurato, eravamo orgogliosi di essere i Locals di uno spot piuttosto che un altro, eravamo come Tribù, ognuno che viveva sulla propria spiaggia, anche se ci si portava un gran rispetto tra tutti e un amicizia smisurata.

Oggi non riesco più a vedere un vero e proprio modo per identificare i ragazzini che fanno surf, si vestono a seconda delle mode del momento, con risvoltino ai pantaloni, sopracciglia fatte e capelli super curati. Ascoltano la musica del momento, non hanno una musica che le identifica in maniera particolare. E soprattutto non hanno un senso di appartenenza ad un luogo … non hanno un vero e proprio home spot … diciamo pure che le vedo un po’ anonimi. Ovviamente non è per tutti così, fortunatamente per il mio gusto, esistono ancora dei gruppetti che sono un po’ simili a noi, ma sono mosche bianche … 

Un altro punto di grossa differenza è “l’attesa”, noi che frequentavamo gli spot o i moletti, imparavamo dai vecchi pescatori a leggere la natura, a capire dalla forma delle nuvole oppure da come volavano i gabbiani, che tempo avrebbe fatto il giorno dopo, se avrebbe fatto le onde o se fosse stata bonaccia … gli anziani ci spiegavano i “vecchi detti “ sulla meteorologia, tipo che il libeccio durava sempre giorni dispari (1-3-5), oppure se i gabbiani erano in terra e non volavano voleva dire che entrava il tempaccio ( pioggia probabilmente ) .

Oggi, non c’è più nessun ragazzino che lo sa fare, tutti invasati a guardare le previsioni internet, che per l’amor del cielo ben vengano per organizzare meglio le giornate di surf, ma non deve essere l’unica fonte del sapere. Ormai si prevedono onde a 10 giorni, non c’è più il fascino della natura, o meglio il rapporto tra essa e noi … 

Internet, questo strumento che ormai è ovunque, utilissimo per un verso ma anche altrettanto deleterio per un altro, perché se è vero che ci aiuta tantissimo per anticipare le situazioni o per capire dove veramente farà le onde migliori, allo stesso tempo ha fatto “sputtanare” migliaia di secret e riempire, fino all’inverosimile, quelli più conosciuti … ora riesci a vedere come entrerà la swell in modo perfetto e quindi a prevedere anche quali saranno gli spot migliori ma proprio per questo si riempiono in maniera troppo esagerata … Internet è comodo anche per rimanere sempre aggiornati sulle novità, sulle gare e sui nuovi materiali… ma nel contempo ha creato anche dei “mostri”, cioè ha fatto diventare “grandi” persone che in realtà non lo sono … basta bombardare di foto sui social di un Air ( magari non chiuso ) o un tubo immenso ( che poi dopo lo scatto ti ha mangiato ) per essere in poco tempo messo tra i bravi … 

il surf si faceva per passione e non per essere “il più bravo” … poi c’è sempre stato quello più forte e quello un po’ peggio , ma l’importante era entrare in acqua e uscire con un sorriso stampato sulla faccia che durava anche giorni … 

È vero che a livello sportivo e di preparazione siamo andati avanti anni luce ( e menomale ) perché i nostri giovani adesso competono a tutti i livelli e in qualsiasi lega … i ragazzi ora lo praticano come un vero e proprio sport, mentre per noi era più una passione, loro si allenano con esercizi specifici ( functional training), durante i momenti di patana sketano e fanno esercizi per aumentare l’equilibrio … noi facevamo nuoto, calcio o un altro sport e poi quando faceva le onde si andava in mare. A livello tecnico non ci vedono neanche, riescono a fare manovre impensabili qualche anno fa, saltano sulle onde come grilli frenetici, noi avevamo un altro passo, potevamo cavalcare onde grosse, cattive, ma non eravamo niente a livello tecnico rispetto ai giovani di adesso … 

Un’altra differenza che noto molto spesso è il “rispetto”, noi avevamo quasi paura dei più grandi, eravamo un po’ messi da parte, diciamo che ci spettavano le onde che rimanevano per due motivi, il primo era perché, come già accennato, noi avevamo un senso di rispetto per i più grandi immenso, anche se poi qualcuno era “bono a ‘na sega”, secondo perché loro erano del posto da più di noi e tutto quello che avevamo era un po’ grazie anche a loro … i ragazzini di oggi “zero rispetto” e in parte fanno bene, non ti cacano neanche se non sei uno che va forte, non c’è più quel discorso che “loro sono più grandi “, c’è da dire che fortunatamente non è per tutti uguale, e comunque hanno anche la fortuna che molti come me se remano insieme ad un giovanissimo e molto facile che mi fermo io e lo faccio partire, perché è giusto così , io ormai sono circa 30 anni che prendo onde e ora è giusto che si divertono loro, trovo anche molto piacere nel vedere un ragazzino che fa una bella surfata , mi ci rivedo … 

Però un po’ più di rispetto in senso generale forse ci vorrebbe … ma non sono certo io che ne devo insegnare , hanno un babbo e una mamma per questo … 

In conclusione secondo il mio modesto parere lo spirito del surf c’è sempre ma è solo cambiato, è andato di pari passo con i tempi… e si trasformerà ancora… dobbiamo solo accettarlo e non vivere solo di ricordi, anche se bellissimi, perché il mondo intero va così … io vorrei rimanere sempre al tempo delle crew storiche che vivevano con dei principi di fratellanza e rispetto, ma il mondo e il surf con esso stanno cambiando. 

Sicuramente aveva tutto un altro sapore e magia !

Un vecchio che dice cazzate durante una riflessione 

Scritto : Matteo Capo Nani 

Prendi Taj e Craig e mettili in Indonesia …

Prendi Taj Burrow e Craig Anderson e mettili sulle onde Indonesiane, il tutto condito con una musica super azzeccata … quello che viene fuori è spettacolare. Il nuovo clip di Modom è un fantastico mix tra tubi, Air e curve da paura. Gustatevi questo video…

Tilt by Modom 

Patrizio Jacobacci 

L’opinione di Pat : primo giorno del MEO

Partito il MEO Rip Curl Pro Portugal e subito stamani mattina qualche sobbalzo al cuore lo abbiamo avuto … Nella prima heat Ryan Callinan ha confermato il suo ottimo momento di forma vincendo contro Lau e Wright. Heat 2 Jordy Smith regola Dora ed Asing, dimostrando ancora una volta quanto si trova bene in questo spot. Heat 3 Ferreira riesce a superare il brasiliano dantas e l’idolo locale Morais. Heat 4 Julian Wilson dopo la vittoria al Quik Pro sembra molto concentrato e supera O’Leary e l’altro portoghese Ribeiro (clone di tiago Pires, stesso stile stesse manovre, molto fluido ed efficace). Heat 5 il primo scossone … Toledo arriva secondo dietro il connazionale Hermes e viene relegato al durissimo Round 2 con eliminazione diretta . Heat 6 Medina si dimostra cinico e concentrato e riecse ad andare direttamente al round 3 battendo Pupo e Gadauskas, Heat 7 Buchan, un altro che gradisce queste onde, batte Pupo e Carmaichel e vola al round 3. Heat 8 Gran bella lotta tra Conner Coffin e Griffin Colapinto , ma è il primo a passare al round 3 ed il rookie Colapinto viene relegato al round 2. Heat 9 Kolohe Andino viene battuto da Gouveia ed anche lui andrà al round 2 insieme a Jeremy Flores che patisce le poche possibilità di tubo nell’onda oggi offerta da Supertubos. Heat 10 Jesse Mendez riesce a superare Zeitz e Cardoso. Heat 11 una gran heat di Igarashi che vola anche lui al round 3 e lascia nel round 2 Wilkinson e De Souza. Heat 12 l’ultima del primo round vede Bourez battere Rodriguez e February. Adesso il round 2 in corso in questo momento vede per adesso un Toledo che riesce a sopravvivere così come Wright Carmichael ed Andino … quindi ancora giochi molto aperti per tutti gli atleti di centro classifica che devono riuscire a rimanere in quelle posizioni per evitare il taglio a fine anno. Le condizioni stanno migliorando e le previsioni dei prossimi giorni fanno pensare ad un veloce svolgimento della competizione per approfittare della buona mareggiata di questi giorni. Lo spettacolo sarà assicurato…Intanto William Cardoso anche lui si salva dal taglio del round 2 e passa al round 3 a spese dell’hawaiiano Keanu Asing …

Nel frattempo nel tabellone salta fuori una heat 6 del round 3 con Medina contro Callinan…ci sarà del patos vero 😉

Scritto da Patrizio Jacobacci

La situazione è peggiore del previsto

L’ultimo aggiornamento dell’ IPCC ( Intergovernmental Panel on Climate Change ) del inizio di ottobre non è per nulla rassicurante, anzi è proprio pessimo. Infatti se non invertiamo immediatamente la tendenza saremo presto nei guai. 

Nell’ultima conferenza del IPCC che si è svolta a inizio ottobre a Incheon, nel nord Corea, i dati che sono venuti fuori sono sconcertanti, perché con l’inna Delle temperature degli ultimi 10 anni di 1ºC ci sono state tempeste molto più potenti nel nord-est dell’america settentrionale, piogge equatoriali nelle zone temperate ( tipo la nostra ), desertificazione molto più intenza ai tropici, scioglimento dei ghiacciai con conseguente innalzamento dei mari, surriscaldamento degli oceani con la morte immediata dei coralli e molte altre specie legate ad essi. Praticamente un disastro ambientale infinito con conseguenze ovviamente anche su di noi umani. Questo è stato costatato dopo lo studio di seimila ricerche fatte appunto per lo studio dei cambiamenti climatici. E si è ipotizzato come saranno i cambiamenti se si raggiunge il 1,5ºC in più. Surriscaldamento previsto in appena 11 anni se non facciamo immediatamente qualcosa tagliando del 50% le emissioni di anidride carbonica. Ma anche se riusciamo a farlo ( cosa improbabile ) si ritarderà soltanto il surriscaldamento. Dobbiamo cambiare completamente modo di vivere , dobbiamo veramente iniziare a pensare che di pianeta ne abbiamo uno solo e quindi va protetto per proteggere noi stessi, violentare la natura, anche con piccoli gesti ( buttare le cicche in terra, la plastica in mare …), significa accelerare il processo d’inquinamento… dobbiamo iniziare veramente a pensare a riciclare, usare meno plastica possibile e soprattutto a pensare cosa è bene per la terra oppure no quando compiamo un’azione . 

Qua sotto inseriamo un video del discorso che ha fatto Harrison Ford ai potenti del pianeta… vi consigliamo di ascoltarlo… 

Parte oggi il MEO Rip Curl Pro Portogallo

Oggi è partita la tappa portoghese del WSL, ci sarà da vederne delle belle vista la classifica generale… qua sotto il link per vederlo in diretta 👇👇👇👇👇👇👇👇👇👇 http://www.worldsurfleague.com/

Il Piccolo grande uomo … Brando Giovannoni

Little Brando in summer …

In questo video si vede un po’ dell’estate appena passata da Brando Giovannoni a spasso per le spiagge francesi … il piccolo dodicenne ci fa vedere i sui miglioramenti continui ottenuti grazie alla super visione di Patrizio Jacobacci. Molto spesso Brando entra in acqua con Gianmarco Pollacchi e quindi ha un amico che gli insegna veramente eccellente ( Gianmarco Pollacchi episodio 41 ). Pollacchi ultimamente si contraddistingue per i suoi Air veramente radicali e potetenti… Per non parlare di Andrea LaMorte ( episodio 58 ) allenatore della squadra di Bogliasco dove Brando e tesserato!!! Quindi i miglioramenti che si vedono in questo video sono il frutto di tanto allenamento con persone super competenti … 

Sponsor:

Billabong, Matta Shapes, Oakley, Facciosnao 

Il meglio del contest Quiksilver & Roxy Pro France 2018

Highlights del giorno finale …

Tutto il megli dell’ultimo giorno di gare ad Hossegor, Francia. Julian Wilson chiude con un Air backside 360º mostruoso, l’abbiamo trovato in una forma strepitosa, tanto da spaventare per la sua fluidità e potenza … 

air 360º backside 

Ora sono cacchi amari per tutti con la prossima tappa del tour WSL !!! 

Stay tuned 🔝🤙🏽

“L’opinione di Pat” : Jiulian Wilson vince il Quiksilver Pro France 2018

Con la vittoria di Julian Wilson al Quik Pro la lotta per il titolo adesso con due gare al termine è aperta tra Medina, Toledo e Wilson…ci sarà da divertirsi…tra poco in Portogallo e poi alla finale a Pipeline. Julian è stato fantastico in semifinale dove ha preso l’unico Perfect 10 della gara. A fine gara in lacrime ha dedicato la vittoria a Pierre Agnes ❤ direttamente in mezzo al mare sulla moto d’acqua, proprio nello stesso mare dove è scomparso Pierre Agnes…momento molto toccante.

Nelle donne ha vinto Courtney Conlogue che rientrata dopo l’infortunio ha vinto 2 gare ed in una è arrivata 5°…adesso praticamente è già riqualificata per il prossimo anno senza dover prendere la Injury wildcard visto che è 8° nel World Tour con solo 4 gare su 8 disputate…fenomenale

L’opinione di Pat : aggiornamento dei punteggi utili per Leo Fioravanti

Al momento ha come peggior risultato dei 5 che vengono presi per la classifica il 5º posto a Pantin per 1.260 punti. Parteciperà al WQS Hic Pro a Sunset che è un 3.000 quindi se vince prende altri 3.000 punti, poi dopo ci sono le ultime due gare hawaiiane da 10.000 punti che di solito decidono le qualificazioni al WCT 2019, per essere sicuri di qualificarsi lì si deve per forza fare bene, ma al tempo stesso tutti quelli del WCT che rischiano di restare fuori saranno presenti per raccogliere punti preziosi per rimanere nel WCT…quindi non resta che tifare il più possibile Leo e fargli sentire la nostra vicinanza e la nostra spinta 😉

L’opinione di Pat : HIC PRO

Tutti pronti a tifare il nostro Leonardo Fioravanti alla gara WQS Hic Pro a Sunset Beach Hawaii dal 27 Ottobre per migliorare il suo 5° punteggio utile nel WQS di 1.260 punti in questa gara che assegna 3.000 punti al vincitore 🇮🇹🤙🏽

L’uomo non vuole capire …

Secondo noi l’uomo non vuole capire, vediamo sempre più spesso persone che buttano cicche in terra, cartacce tirate qua e là, buste di plastica abbandonate ovunque, …

ma dove pensate che vada a finire tutta quella roba ? Siamo veramente duri , non vogliamo capire che prima o poi va a finire in mare … e oltre ad inquinare con sostanze tossiche rilasciate nel tempo, crea anche trappole per gli animali …

cerchiamo di pensarci prima di compiere un atto a quali sono le conseguenze !!!

Siamo la peggiore razza animale sulla terra …