Pulizia del Romito

Ieri, 19/01/2019 c’é stata la bellissima manifestazione per la pulizia della costa labronica del Romito …

È stata una mattinata organizzata in maniera esemplare da Reset Livorno con la collaborazione di tanti organi competenti e organizzazioni, tra cui Aamps, Conad Marilia di Livorno, Sea Shepherd Italia, Acchiapparifiuti, noi e molti altri ancora… ci sono state persone venute da un po’ tutta la toscana perché quel tratto di strada è veramente un patrimonio di tutti !

Siamo rimasti felicemente colpiti nel vedere tanti ragazzi giovani, che armati di guanti e sacchi si arrampicavano su e giù per le scogliere per fare quanta più pulizia possibile . A metà della mattinata ci siamo fermati a fare una colazione gentilmente offerta e poi via gìu nuovo giù a fare pulizia! Alla fine siamo riusciti a togliere una tonnellata di rifiuti… tra copertoni di camion , cassonetto gettato di sotto da ormai 20 anni , plastica varia, bottiglie piene e vuote, lattine di circa 30 anni fa è molto altro … una vera soddisfazione vedere che le nuove generazioni stanno prendendo coscienza del problema che ormai è evidente !

Grazie a tutti gli organizzatori e soprattutto a tutti i partecipanti ! Alla prossima 🤙🏽

Quando tutto è perfetto …

Gianluca Prosperi & Genesio Ludovisi …
Una coppia ineguagliabile

Ci sono cose che capitano una volta ogni mai… che tutto sia lì dove deve essere… che ogni cosa si vada ad incastrare perfettamente … ecco questo due giorni sono stati così !

Genesio ci racconta la sua esperienza sulla costa toscana …

Salve,
come al solito vedo le previsioni la sera prima di partire e vedo delle previsioni interessanti nel posto dove ritengo sia perfetto per il bodyboard in italia. Tra andata e ritorno sono all’incirca 800 km da dove abito. Sono anni penso da quando ho iniziato e non mi è mai pesato partire anche solo! E anche questa volta sono partito da solo! Ovviamente prima di partire sento sempre il mio fratello maggiore, il local di li Andrea Cannavò e tutta la sua crew che come al solito sono sempre molto ospitali e mi fanno sentire come a casa. Chiamo anche altri amici bodyboarders labronici dove è sempre bello rivederli e scambiare due chiacchiere. Ma la fortuna più grande che Gianluca Prosperi bodyboarder e fotografo era libero per venire in acqua a fare 2 scatti. E non c’è stato nulla da fare quando il tempo, le onde e le giuste persone si intendo esce sempre qualcosa di magico!

“Deep Blue” è ancora viva …

Ormai era da giugno del 2015 nel golfo del Messico che non si vedeva più … si temeva il peggio per “lei” … ma invece …

Deep Blue , il più grande squalo bianco conosciuto fino ad ora …

Si temeva di non vederla mai più invece domenica 13 gennaio di buon mattino, una spedizione di ricercatori che era fuori dalle Hawaii per filmare gli squali tigre, si sono imbattuti di nuovo nella stupenda Beep Blue. Una stupenda creatura di circa 6 metri e di 2,5 tonnellate, qualcuno potrebbe pensare subito ad un mostro marino, e invece è un animale socievole e pacato perché , come ci spiega uno dei ricercatori, ormai dai suoi 50/60 anni di età ha già visto e conosciuto tutto, e quindi sa benissimo che non deve avere paura di un essere piccolo come è l’uomo !

Ogni tanto una splendida notizia …

La meravigliosa creatura si è avvicinata per grattarsi il dorso sull’imbarcazione dei ricercatori … è così che si sono accorti di lei ! Ma la scoperta più bella è che Deep Blue è incinta di 8/12 cuccioli che a breve partorirà, infatti si pensa che si sia recata proprio lì per partorire !

Le bottiglie d’acqua in plastica P.E.T.

Non molto tempo fa ci siamo informati sulle bottiglie di plastica dell’acqua … quello che ne viene fuori è spaventoso …

Qualche tempo fa, per caso, abbiamo visto un servizio bellissimo del programma Report della Rai … si intitolava “L’età della plastica”dove si parla di plastica, ovviamente, ma più nello specifico della plastica d’imballaggio per cibi e acqua … quello che n’é venuto fuori è molto allarmante ! Primo perché ci stanno intossicando silenziosamente e secondo perché nessuno ne parla !

Ci stanno facendo intossicare silenziosamente perché la famosa plastica P.E.T. che usano per le bottiglie dell’acqua ( ma non solo ) dagli ultimi studi fatti, risulta che rilascia nell’acqua stessa sostanze molto cancerogene, molto al di sopra dei limiti consentiti dalla legge !

La pellicola trasparente che viene usata per l’imballaggio dei cibi uguale cioè rilascia sostanze chimiche molto cancerogene … e dove pensate che vadano ? Nei cibi stessi che ne sono a contatto ! Per di più molte aziende usano sostanze chimiche per abbellire le stesse pellicola con disegni o stampe dei marchi produttrici … per non parlare di come vengono stoccati nei magazzini .

Ma perché questo avviene? Perché nessuno fa nulla ?

Semplicemente perché non esiste una legge chiara che specifica quante prove a campione annuali vanno fatte per misurare, appunto, queste sostanze molto nocive per l’uomo !

Ecco come e dove vengono effettuate le analisi …

Il capodoglio Loepoldo d’ischia

È stato trovato spiaggiato con lo stomaco pieno di plastica

Torniamo sul “problema plastica” con una triste storia che arriva direttamente dal nostro paese.
Qualche giorno fa, infatti, è stato trovato un capodoglio di 8 metri spiaggiato lungo il litorale nord-occidentale dell’isola di Ischia, ribattezzato Leopoldo.
All’interno dello stomaco del cetaceo sono state rinvenute grandi buste di plastica – che presumibilmente deve aver scambiato per calamari – insieme a un filo di nylon particolarmente spesso.
Ciò potrebbe non aver avuto un ruolo determinante nel decesso dell’animale che, da una prima autopsia, risultava gravemente malnutrito ma, tuttavia, la presenza di plastica nell’organismo dell’animale fa molto riflettere sul rischio che la fauna marina corre anche nei nostri mari.
Anche la Guardia Costiera ha dichiarato lo stato di pericolo in cui i capodogli dei nostri mari incorrono quotidianamente, scambiando pezzi di plastica per cibo e compromettendo la propria salute.
Tra l’altro la morte di Leopoldo non è un caso isolato. Se ricordate bene, giusto a novembre, in Indonesia, era stato trovato un altro cetaceo spiaggiato con 115 bicchieri monouso, 25 sacchetti di plastica, infradito, bottiglie e nylon nello stomaco. Praticamente una discarica.
E’ evidente che l’inquinamento da plastica nei mari e negli oceani è un problema sempre più attuale e che tutti noi dovremmo fare la nostra parte diligentemente per evitare il ripetersi di simili episodi.
Scegliete quindi sacchetti di tela, evitate oggetti di plastica monouso e fate sempre attenzione a spegnere e buttare le vostre sigarette negli appositi posaceneri. Non buttate plastica nei wc.
Basta veramente poco per iniziare ad invertire la rotta!

Ims’One Project

📝 scritto da Manuela Giacomini

Da qualche giorno sono tornata da Imsouane e non nego che già sono in crisi
di astinenza da quelle infinite destre che si srotolano nella baia.
Tuttavia, in questo articolo non scriverò delle onde marocchine e della loro
perfezione anche perché dopo la piatta di queste settimane in Italia vi
farei rosicare e basta.

Imsouane, infatti, è un posto magico non solo per la sua meravigliosa baia e
per le persone che vivono lì, sempre gentilissime e sorridenti, quando ti
salutano ti baciano o abbracciano e mettono la mano sul loro cuore, chinando
la loro testa verso di te, ma, in particolare, questo paesino ha un’altra
caratteristica per me speciale: i suoi cani.

Chi è stato ad Imsouane sa che le strade sono abitate da branchi di cani.
Questi sono molto territoriali e presidiano la loro area tenendo lontani
animali selvatici e altri branchi.

Malgrado questi cani siano randagi e non addomesticati, c’è un equilibrio
nella convivenza tra uomini e cani che è quasi magica. Gli animali si fidano
delle persone, si lasciano accarezzare, mangiano dalle loro mani. Corrono
liberi sulla spiaggia schivando i surfisti e ti accompagnano verso lo spot.

Negli occhi di questi cani ho visto una luce ed un, passatemi il termine,
“umanità” che mi ha sorpresa. Chi mi conosce sa quanto amo gli animali in
generale ma loro ogni anno mi rapiscono il cuore e quando sono giù non posso
fare a meno di passare il mio tempo ad accarezzarli e ad accudirli. Ogni
pensiero scivola via come quando sono in mare.

Purtroppo però qualche mese fa nelle aree vicino a Taghazout sono comparsi
poliziotti armati di fucile ai quali è stato ordinato di eliminare i
randagi. Il motivo? Diverse sono le ipotesi, dalla volontà del Marocco di
candidarsi per il Mondiale 2026 alla costante crescita edilizia e turistica.
In quei giorni si è compiuta una vera e propria strage sotto agli occhi dei
turisti che cercavano di salvare i cani e che ha suscitato la reazione di
associazioni animaliste e amanti degli animali in tutto il mondo.

Pertanto, nel 2018 dei ragazzi francesi e marocchini hanno deciso di fondare
l’associazione no-profit Ims’One, lanciando un programma di vaccinazione e
sterilizzazione per controllare il randagismo ad Imsouane. 
Questi, infatti, sono d’accordo con il “Sindaco” del posto che i cani non
saranno toccati se l’associazione se ne prenderà cura. In questo modo quindi
stanno salvando i cani dalle stragi governative e dal proliferare di
malattie come la rabbia e tumori.

Le ragazze portano personalmente i cani da alcuni veterinari ad Agadir e ad
Essaouira e, una volta vaccinati e sterilizzati, gli viene applicato un tag
all’orecchio per renderli riconoscibili e proteggerli. 
Ad oggi, ci sono 52 cani taggati e qualche giorno fa hanno preso in carico
12 cuccioli orfani.

Ovviamente essendo una Onlus hanno bisogno di donazioni!! Per cui, per chi
fosse interessato al loro progetto e a sostenerli, potete visitare il loro
sito e il loro profilo Instagram:

https://www.gofundme.com/imsoneproject

https://www.instagram.com/imsoneproject/?hl=it

Basta veramente pochissimo per aiutarli e fare la differenza.

Matt Archbold

Archy” è stato ed è uno dei personaggi più controversi del panorama del surf. Tra gli anni ‘80 e ‘90 ha cambiato il mondo del surf con le sue manovre radicali a velocità stratosferiche. Il tattoo che ha sul collo dice tutto di lui “ built for speed “ cioè “fatto per correre”, si perché lui ha sempre vissuto al massimo, senza mezze misure !

Matthew Richard Archbold è nato il 6 Dicembre del 1968 a Fontana, in California. Praticamente ha imparato prima a fare bodyboard che camminare e subito dopo si è ritrovato su di un Surfboard … in poco tempo ha portato, grazie alla sua radicalitá, le manovre dello skateboard sulle tavole in mare … a 13 anni entra a far parte della NSSA ( Associazione Nazionale Surfing Scolastico ), ma da vero anticonformista quale è, non ci si trovava bene con tutti gli altri del gruppo… lui infatti ricorda quel periodo dicendo “Non mi piaceva l’intera squadra nazionale”. Lui, come il suo ispiratore Martin Potter “Pottz”, non riusciva ad esprimersi al meglio nelle competizioni quanto del freesurf ! Da vero spirito libero quale è !

Una vita sempre al massimo, sempre al limite …

Lascia la scuola molto presto ed entro nel professionismo del surf. Ha fatto molte gare ma senza costanza, infatti i suoi sponsor li dovevano stare sempre dietro perché altrimenti non si presentava alle gare ! Tuttora i più vecchi lo ricordano per la sua velocità impressionante che riusciva a prendere sulle onde, tanto che poteva fare Air altissimi … lui come Christian Fletcher hanno spinto il surf ad un livello mai visto prima, portando la radicalitá delle manovre dello skateboard sul surf ! Riuscivano a saltare e rientrare sull’onda con una facilità e naturalezza da far sembrare semplice tutto.

Trailer del film a lui dedicato “Archy : Built for speed

Ha dato filo da torcere anche a Kelly Slater …

Entrato nel tour arriva subito nei top 16 … fa molto bene nella lega americana è da fastidio anche al futuro “King” Kelly Slater ! Ma come prevedibile, il suo stile di vita sregolato e sempre al limite lo porta ad uscire dal professionismo.

Nel ‘91 si sposò ed ebbe il suo primo genito, Ford, ma neanche tutto questo riuscì a farlo cambiare … infatti dopo vari arresti per “guida in stato di ebbrezza “ nel ‘94 entra a fare un corso riabilitativo per uscire appunto dalla galera. Si trasferisce alle Hawaii, sulla North Shore per allontanarsi da tutto e tutti, per dare una vera svolta alla sua vita. Infatti tutti i giorni lo potevi trovare sul picco a “Backdoor” oppure a “Off the Wall” e dopo qualche anno, a metà degli anni ‘90 era riuscito a contraddistinguersi tra tutti i surfer locali per la qualità del suo surf ! Ricorda quei momenti come una transizione, dove riuscì a lasciarsi tutto alle spalle … e ripartire in 5ª come solo lui sapeva fare ! Infatti giro un film dei suoi primi 30 anni dove si racconta … “ Addiction: The Archy Story

Il ritorno in California …

Ormai era pronto per il suo rientro in California, disintossicato dall’alcool e con uno stile di vita diverso !

Oggi è padre di quattro figli ed ha aperto di nuovo un negozio di surf “Archy’s Garage”, progetto che inizio in giovane età ma poi non ebbe seguito perché se ne andò alle Hawaii … nel suo garage si crea vestiario che riprende il suo modo di essere greaser-surfpunk, surfer professionisti come Kolohe Andino e Griffin Colapino cercano le creazioni di Archy.

Tuttora puoi trovarlo in acqua a Tresler o T-Street che spinge il suo modo di fare surf oltre …

Archy era avanti, troppo avanti per i suoi tempi !

Dopo 40 anni vive felicemente e senza droghe o alcool godendosi il sole e le onde californiani …

Simone Macera su TeleGranducato

Grandissimo onore per Simone che con il suo nuovo video “Cloud Buster “ va in onda sul TG locale …

Simone insieme a Gianluca Prosperi e Michele Tognotti hanno fatto uno splendido lavoro con il nuovo video, tanto da andare in scena sul nostro TG locale di Livorno … bellissime parole per tutti da parte del commentatore … qua sotto lo si può rivedere se ve lo siete persi !!

https://youtu.be/xJMtTs_SbWs

Anche noi siamo felicissimi di vedere crescere una nuova generazione di ragazzi semplici e innamorati del mare !

Wsl fantasy

Siamo felicissimi di presentarvi la nostra nuova Leage Fantasi, per giocare con tutti voi che lo vorranno … anche per vedere quanto vi intendete veramente di surf …

Il gioco è molto semplice, ogni tappa del tour dovete scegliere il vostro Dream Team di surfer , cioè chi secondo voi ha più possibilità di andare avanti nella gara e magari anche vincerla … a fine stagione chi vincerà si aggiudicherà il nostro bellissimo premio !!!

Per il 3º classificato : una borsa

Per il 2º classificato : un cappello

Per il 1º classificato : una t-shirt, un cappellino e una borsa

Tutti i premi saranno di “Sons of the ocean “

Per giocare seguite questo link sotto :

http://mct.fantasy.worldsurfleague.com/group/89073

Scegliete la nostra Leage:

Sons of the ocean

Create il vostro account e inserite la password :

sons

Adesso fate parte della nostra Leage !!!

Ricordate che i più bravi vincono fantastici premi !!!

Il Giappone si ritira dal IWC per tornare a cacciare balene

Il Giappone si ritira dal IWC per tornare in mare con le proprie baleniere a cacciare…

Siamo rimasti allibiti quando abbiamo visto “esultare” gli amici di Sea Shepherd all’annuncio del Giappone dell’uscita dal IWC, ma poi abbiamo letto le motivazioni ed effettivamente i loro ragionamento non fa una piega !

Il comandante Paul Watson

Qua sotto riportiamo le testuali parole del Comandante Paul Watson che spiega perché c’è da essere felici di questa notizia:

“Non mi è molto chiaro perché così tanti conservazionisti difensori delle balene siano turbati dall’annuncio odierno dell’imminente uscita del Giappone dall’IWC.

Dopo 16 anni di azioni contro il Giappone nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud questo mi sembra uno sviluppo molto positivo.

Significa che la guerra per le balene in Oceano del Sud è finita e noi e le balene abbiamo vinto.

Lo scopo per cui abbiamo lottato è stato raggiunto: la fine della baleneria in Oceano del Sud.

Il fatto che il Giappone esca dall’IWC permetterà all’IWC di votare e approvare l’istituzione del Santuario dei Cetacei in Atlantico del Sud.

Questo significa che l’intero emisfero australe sarà libero dai balenieri per la prima volta nella storia. 

Si tratta di un risultato notevole e meraviglioso. 

Questa decisione implica che il Giappone non potrà più nascondere le proprie attività di baleneria commerciale illegali sotto la maschera della “ricerca scientifica”.

Non hanno mai smesso di cacciare balene per scopi commerciali. Il Giappone ora entrerà a far parte con Norvegia, Islanda e Danimarca delle ultime nazioni baleniere sul pianeta e la baleneria commerciale continua ad essere illegale. Senza il pretesto della “ricerca” sarà più facile contrastare i giapponesi. Il Giappone ha continuato ad uccidere balene all’interno delle proprie acque territoriali per decenni. Nulla è cambiato. Non stanno riprendendo la caccia alla balena perché in realtà nel Pacifico Nord-Occidentale non hanno mai smesso di cacciare balene.

In altre parole i giapponesi, così come norvegesi, danesi e islandesi, sono stati riportati alle proprie coste. I balenieri del mondo sono in ritirata.

Senza baleneria pelagica il Giappone non costruirà una nuova e costosa nave fabbrica. In Giappone è stata fatta molta pressione politica per non costruire questa nave e con questa decisione non saranno più obbligati a proseguire con questa trappola finanziaria.

Perché il Giappone sta agendo in questo modo? 

Per 5 motivi principali.

   1. Pressione diplomatica internazionale sempre più aggressiva.

   2. Crescenti costi di sicurezza per evitare l’intervento di Sea Shepherd.

   3. Crescenti costi operativi con la necessità di dismettere la Nisshin Maru e di sostituirla con una nuova nave fabbrica.

   4. Riduzione del mercato della carne di balena in Giappone.

5. Presa di coscienza del fatto che l’IWC non autorizzerà mai il ritorno della baleneria commerciale in Oceano del Sud.

Il Giappone ha deciso di fare ciò che Islanda e Norvegia hanno fatto dal 1987 e cioè di limitare l’uccisione delle balene alle proprie acque territoriali. La baleneria commerciale continua, ma senza il pretesto della ricerca scientifica il nostro compito di continuare a contrastare la baleneria in tutto il mondo diventa più facile perché non ci saranno più pretese di legalità. Qualsiasi attività di baleneria commerciale compiuta da chiunque in qualsiasi luogo del mondo è considerata illegale dal 1987.

Sea Shepherd continuerà a contrastare la baleneria illegale con una varietà di strategie e tattiche.

Ma oggi festeggiamo un’enorme vittoria per le balene.

Il Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud sarà presto al sicuro e gli arpioni verranno fermati.

Presto avremo un Santuario dei Cetacei in Atlantico del Sud.

La baleneria nell’emisfero australe è finita.

Non serve lamentarsi di qualcosa che non è cambiato. Abbiamo invece bisogno di celebrare ciò che c’è di positivo. Metà di questo pianeta sarà al sicuro dagli arpioni. Tutte le tradizionali nazioni baleniere dell’emisfero australe hanno posto fine alle loro attività di baleneria, incluse Australia, Perù, Cile e Sudafrica. Il Giappone era l’ultima nazione a massacrare balene nell’emisfero australe.

Questa decisione del Giappone è accolta positivamente da Sea Shepherd. Grazie Giappone, ma sappi che la lotta continua.

Sea Shepherd è intervenuta contro la baleneria illegale nel Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud in modo continuativo dal 2005 al 2017. Sea Shepherd ha inviato oltre un migliaio di volontari a bordo di svariate navi e ha salvato dagli arpioni oltre 6.000 balene. Ma, soprattutto, Sea Shepherd ha causato un consistente aumento dei costi operativi e per la sicurezza giapponesi oltre a rendere note al mondo intero, incluso il popolo giapponese, le attività illegali del Giappone in Oceano del Sud.”


Sea Shepherd poi aggiunge un comunicato da parte sua molto chiaro :

“Dichiarazione di Sea Shepherd sulla decisione del Giappone di massacrare balene per scopi commerciali.

Sea Shepherd accoglie positivamente la fine della baleneria nell’Oceano Meridionale

Dal 2002 Sea Shepherd ha contrastato le attività di baleneria giapponesi all’interno del Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico tramite spedizioni nelle acque antartiche, la prima volta nel 2002 e poi con campagne consecutive dal 2005 al 2017.

Nel corso di questo periodo oltre 6000 balene sono state salvate dagli arpioni dei balenieri commerciali giapponesi che a fronte degli interventi di Sea Shepherd si presentavano come balenieri per motivi scientifici.

Nel 2017 il governo giapponese ha iniziato a investire milioni di dollari in misure di sicurezza per evitare che Sea Shepherd potesse fronteggiare le proprie flotte. Queste misure di sicurezza includevano sorveglianza in tempo reale di livello militare.

Nonostante questo abbia impedito a Sea Shepherd di tornare nell’Oceano Meridionale nel 2018, ha anche obbligato il Giappone a investire una grande quantità di risorse nella sicurezza continuativa.

In altre parole, il prezzo per impedire l’intervento di Sea Shepherd è diventato molto alto.

Questo e il verdetto della Corte Internazionale di Giustizia che ha dimostrato la natura fraudolenta della ricerca giapponese, assieme alla condanna internazionale delle loro attività nell’Oceano Meridionale, secondo l’opinione del Capitano Paul Watson di Sea Shepherd, hanno portato alla decisione di dichiarare che riprenderanno apertamente le attività di baleneria commerciale.

La strategia di presentarsi come ricercatori scientifici verrà ora abbandonata e questo significa che non ci sarà assolutamente nessuna giustificazione per la caccia alle balene all’interno di un Santuario dei Cetacei istituito a livello internazionale. Questo sarà l’ultimo anno di attività della flotta baleniera giapponese nell’Oceano Meridionale.

L’obiettivo di Sea Shepherd di porre fine al massacro delle balene all’interno del Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico si è realizzato. Questa è una vittoria per la missione di rendere l’Oceano Meridionale un’area libera da tutte le attività di baleneria.

Qualora il Giappone decidesse di ritirarsi dalla Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene (IWC), questo permetterebbe all’IWC di approvare la mozione per istituire il Santuario dei Cetacei dell’Oceano Atlantico Meridionale, ponendo così fine alla baleneria nell’emisfero australe.

Il Giappone entrerà a far parte ora, come Norvegia e Islanda, delle nazioni baleniere canaglia fuorilegge nel Pacifico del Nord e nell’Atlantico del Nord.

La Guerra alle Baleniere nell’Oceano Meridionale volge al termine. L’attenzione si sposta ora verso l’emisfero settentrionale.

Sea Shepherd accoglie positivamente questo annuncio del Giappone e lo considera uno sviluppo positivo.

Il Capitano Paul Watson ha dichiarato “Siamo felici di vedere la fine della baleneria nel Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico. Siamo felici perché presto avremo un Santuario dei Cetacei dell’Oceano Atlantico Meridionale e non vediamo l’ora di continuare a contrastare le tre nazioni baleniere pirata rimanenti di Norvegia, Giappone e Islanda. La baleneria come industria “legale” è finita. Ciò che rimane da fare è ramazzare i pirati.”

https://asia.nikkei.com/Politics/International-Relations/Japan-announces-withdrawal-from-International-Whaling-Commission

Nota: La frase contenuta in questo articolo in cui Sea Shepherd accusa il Giappone di fare una mossa estrema contraria al consenso internazionale è falsa. Sea Shepherd accoglie positivamente questo sviluppo.

Classifica della rivista Stab dei più ricchi surfer del 2018

Negli ultimi anni la crisi si è fatta sentire anche nel surf … i contratti milionari sono scesi come numero … anche se qualcuno ci riesce ancora a strappare contratti a 7 cifre …

La rivista Stab in un suo articolo di ieri ci fa un sunto dei 10 più pagati dell’anno !!!

La top 10 è :

  • 10 – Kai Lenny  

Sponsor: Hurley, Nike, Red Bull, Tag Heuer, GoPro, Vertra.   Approvazioni: $ 1.050.000

Premio in denaro: $ 16k + $ 2k

Totale: $ 1,068,000

  • 9 – Steph Gilmore 

Sponsor: Roxy, Sanitarium, Nikon, DHD, Audi, Breitling.

Approvazioni: $ 1.300.000

Premio in denaro: $ 343,450

Totale: $ 1,643,450

  • 8 – Jordy Smith 

Sponsor: O’Neill, Red Bull, Futures, Trace, Oakley, Vestal, Neff, Jeep, Brand Black.

Approvazioni: $ 1.530.000

Premio in denaro: $ 200.200

Totale: $ 1.730.000

  • 7 – Kanoa Igarashi 

Sponsor: Quiksilver, Red Bull, Oakley, Audi, Sharp Eye, Visa, Kinoshita Group e Dior.  

Approvazioni: $ 1,6 milioni

Prizemoney: $ 174,600 (CT) + $ 83,350 (QS)

Totale: $ 1,857,950

  • 6 – Kolohe Andino 

Sponsor: Hurley, Red Bull, FCS, Mayhem, Oakley

Approvazioni: $ 1.785.000

Premio in denaro: $ 160.200

Totale: $ 1,945,200

  • 5 – Filipe Toledo 

Sponsor: Hurley, Oi, Jeep, Sharp Eye, Stance, FCS, GoPro, Sunbum, Monster, Oakley

Approvazioni: $ 2.184.000

Premio in denaro: $ 388.000

Totale: $ 2.572.000

  • 4 – Julian Wilson 

Sponsor: Hurley, Red Bull, Sunbum, Mercedes, Oakley, JS Surfboards, FCS

Approvazioni: $ 2.410.000

Premio in denaro: $ 430.000

Totale: $ 2.840.000

  • 3 – Mick Fanning 

Sponsor: Rip Curl, DHD, Creature, Balter, Red Bull, Reef, Mercedes, Skull Candy, MF Softboards, FCS, Awayco

Approvazioni: $ 2.850.000

Premio in denaro: $ 69,700

Totale: $ 2.919.700

  • 2 – Gabriel Medina 

Sponsor: Rip Curl, Oi, Coppertone, Cabianca, Guaranà, Audi, Orthopride, Corona.

Approvazioni: $ 3,050,000

Premio in denaro: $ 473.200

Totale: $ 3,523,200

  • 1 – John John Florence 

Sponsor: Hurley, Stance, Futures, Nixon, Dakine, Pyzel, Electric e Yeti.

Approvazioni: $ 4.770.000

Bonus titolo mondiale: $ 500.000

Premio in denaro: $ 59.200

Totale: $ 5,229,200

Kelly Slater ovviamente è fuori classifica …

Come sempre Kelly è fuori classifica perché è impossibile sapere l’introiti esatti del suo business … ha le mani in pasta in troppe cose tra le Slaiter Designers, bevande, abbigliamento e etc …

La tavola non fa il surfer …

Guardate questo filmato di pochi minuti… e Dane Reynolds vi dimostrerà che non è sicuramente la tavola migliore a fare il surfista ! Sicuramente aiuterà e permetterà di fare manovre con più o meno facilità … ma se non c’è il manico giusto è tutto inutile ! Dane riesce a fare evoluzioni impensabili con certi tipi di tavole … gustatevi il video !

Nuovo video RipCurl

Made for Waves / Made for Hawaii 🌺

Il nuovo video del team

RipCurl ci presenta il suo team in allenamento alle Hawaii … un misto tra giovani promesse ed esperti campioni come Mick Fanning e Gabriel Medina !

Un misto tra Air spaziali e tubi profondissimi …

Giudicate voi …

lo spirito del natale di un bambino …

Il giorno di natale spesso possono capitare dei piccoli miracoli … forse perché è un giorno in qualche modo speciale … e spesso sono proprio i più piccoli a fare dei miracoli ! una nonna ci ha inviato la sua fantastica esperienza natalizia vissuta grazie alla sua piccola nipote, che ci da una piccola lezione ( speranza ) per il futuro …

Il regalo più’ bello.
La gioia di amare e’ stato il più’ bello dei regali che ho ricevuto quest’anno sotto l’albero di natale.
Tutto era stato aperto, ma rimaneva un piccolo pacchetto avvolto in una semplice carta bianca. Mi sono guardata intorno e poi ho chiesto di chi fosse. Sofia timidamente mi ha guardata e ha detto: “nonna e’ tuo!” Lo aveva preparato nei giorni scorsi , da sola, cercando nella sua fantasia animata dalla sua grande sensibilità’ verso gli animali. Lei e’ una vegetariana come scelta personale, perché non vuole pensare che gli animali vengano uccisi e poi mangiati. Lei che in inverno vuole mettere un cappello agli uccellini del giardino per proteggerli dal freddo. Lei che torna a casa da scuola con le lacrime agli occhi perche’ le mucche della fattoria davanti all’edificio sono sotto la pioggia bagnate fradice !!
Una sera abbiamo visto un ‘ immagine sul telefono di una balena alla veniva intrappolata nella plastica e abbiamo parlato un po’ insieme riguardo a quello … Era rimasta molto impressionata, ma non avrei mai pensato al suo progetto. Cerco sempre di riciclare la plastica, cosi’ ha preso lo sgabello si e’ scelta un barattolo di plastica del gelato vuoto ha preso un po’ di colorante alimentare azzurro dal mio cassetto ,ha colorato l’acqua, ha gonfiato un palloncino e ha avvolto il suo regalo all’insaputa di tutti e lo ha messo sotto l’albero. Stamattina forse si e’ intimidita vedendo tutti quei bei regali ricevuti e cosi’ non voleva che lo aprissi e mi ha detto : “nonna, non e’ cosi’ bello!! Non importa, non aprirlo” Ma ero emozionata per la dolcezza del suo cuore. E cosi’ ho trovato una piccola balena nel barattolo chiuso, che galleggiava e sembrava sorridermi. Lei mi ha guardata ha preso coraggio e ha sussurrato : “Dai nonna,
Salviamo le balene !!! SALVIAMO LE BALENE!!!!!”

E suo fratello Eric ha rinforzato il concetto dicendo: “si , salviamo le balene poverette!!” Adesso ditemi voi come me la caverò con questa grande responsabilità’ per il nuovo anno??”

il piccolo Erik …

la nonna aggiunge :

io ho un business di dolci italiani( abitano in America ) un home business e in questi giorni ero carica di ordini . Mia figlia mi dava una mano e il resto della famiglia aveva molti altri impegni. Cosi’ nessuno faceva caso a lei. Ricordo solo che mi aveva chiesto il gel alimentare di colore blu. Cosi’ tutto e’ passato inosservato tanto che le avevo chiesto di non usarne troppo perché ne avevo bisogno anch’io. Lei e’ sempre a studiare qualche cosa …

la piccola balena costruita dalla splendida bambina !!!

quale miglior insegnamento ci può dare questa bambina ? un amore incondizionato verso la natura !!! grazie Laura Volpi per questo splendido racconto …

Cloud Buster !!!!

È arrivato il momento tanto atteso, è online il nuovissimo video del bodyboarder Simone Macera …

Dopo la fantastica festa di giovedì 20 dicembre per la presentazione del nuovo capolavoro dei ragazzi labronici , oggi è online per tutti …

Il film viene presentato così :

“Dopo un mese e mezzo di lavoro e una premiere ben riuscita che ci ha ripagato in toto abbiamo deciso di metterlo online.
Questo è un primo progetto che spero sia solo l’inizio di una lunga serie. Non smetterò mai di essere grato ai miei amici di GLMedia, Michele Tognotti, Gianluca Prosperi e Lorenzo Amore Bianco, che con tanto impegno siamo riusciti a smuovere un sacco di persone.
ll video è girato in Indonesia nella costa Est dell’Isola di Java ed è un mix tra Bodyboard e stile di vita locale. “

Simone aggiunge : “Colgo inoltre l’occasione per esprimere solidarietà al popolo indonesiano che proprio ieri ha subito un grosso Tsunami causando una serie infinita di morti.. Che la terra vi sia lieve.”

Fortissimo tsunami in Indonesia

L’arrivo dell’onda durante un concerto

Per ora la stima dei morti è di 178 persone, ma ovviamente è destinato a crescere … ci sono circa 750 feriti e 30 dispersi …

Questo è quello che riferisce l’agezia Indonesia per la gestione dei disastri, ma sicuramente sono numeri destinati a crescere …

Lo tsunami sembra sia stato creato da una frana sottomarina dopo che c’e stata un eruzione del Anak Krakatau, dove c’è il Krakatoa .

Parole sante di un amico sardo !

📝 scritto da Giuseppe Piga

Purtroppo è tutto vero, e certo dalle immagini non si riesce ad esprimere il raccapriccio, la vergogna, e la ferita che una simile visione determina nella mente, nel cuore.
Questo pianeta, è il SOLO che ci consenta, oggi, e domani, e per sempre di vivere, e di prosperare.
Ma solo a patto che il peso dell’Umanita non diventi insostenibile.
Ora, il problema dell’avvelenamento da plastiche, non è il solo che minacci direttamente ed in maniera sempre più drammatica la vita dei mari, che dà vita al pianeta: ma è senza dubbio l’unico contro il quale ciascuno di noi, può e deve fare tantissimo.
Immagino qualche bocca storta, ed i sopraccigli che si alzano: “lo hanno prodotto gli ALTRI, perché dovrei sporcarmi le mani io?”
Già, molto assolutorio, ma in nessun caso, proprio per nessuno di noi, è così. Anzi.
Quella merda, l’abbiamo davvero, direttamente, prodotta noi.
Anche se siamo stati virtuosi, anche se differenziamo. Non conta, perché questo non annulla gli effetti della nostra vita precedente ed allegramente sozzona. Alzi la mano chi MAI ha gettato qualsiasi cosa nell’ambiente.
Questo perché, facendo parte della “catena del consumo” diventiamo anche parte della catena del rifiuto. Solo che per ogni nostro consumo, si genera una quantità esponenziale di inquinanti. Perché la singola plastica, in mare si frammenta fino ai minimi termini, uccidendo tutto quello che incontra.
Fatelo. Fatelo oggi, subito. Inizialmente forse vi stranirá, ma vedrete che fin da subito la profonda sensazione di agire nel Giusto, per il bene di questo pianeta, in anticipo a quei comportamenti virtuosi che vorremmo dalla politica globale in materia ambientale, vi pervaderá spingendovi a continuare, e diffondere, questo Impegno.
Un grande abbraccio a tutti.
Mahalo.

All in : Life on the WSL Championship Tour

Il dietro le quinte del tour mondiale, vissuto con 4 tra i migliori surfer del mondo … Julian Wilson, Lakey Peterson, Carissa Moore e Jordy Smith.

Siamo giunti al terzo episodio della serie ideata e creata dalla WSL, per far scoprire tutto quello che succede prima e dopo le gare … la preparazione, la scelta delle tavole, la vita quotidiana …

Qua sotto troverete il link della pagina Facebook dove vengono pubblicati periodicamente :

All In: Life on the WSL Championship Tour

Entrando potete trovare i primi tre episodi :

Vi consigliamo di vederli perché così capirete tutta la preparazione che c’è per arrivare nei top 34 … il sacrificio e l’impegno che ci mettono questi ragazzi è veramente enorme e servono forza e determinazione …

Dal mattino con la prima colazione alla sera con un riposo rigenerante … tutto è studiato per far dare il massimo in acqua a questi campioni … niente è lasciato al caso !

Gabriel Medina è campione del mondo WSL 2018

Ormai è fatta per Medina, lui è di nuovo campione del mondo di surf !! Con l’ultina gara dell’anno, il Billabong Pipe Master, si laurea campione del mondo 2018 … di nuovo un brasiliano in cima al mondo del surf … può rimanere non molto simpatico ma ha un talento immenso e quest’anno l’ha dimostrato sicuramente !

Surfer Awards 2018

Ieri l’altro si sono svolte le premiazioni della più importante rivista mondiale con i Surfer Awards 2018. Serata bellissima a Turtle Bay presentata da Pau Maui Vodka … tante premiazioni per i surfer più votati … le categorie erano molte … cerchiamo di fare un po’ di riassunto !

Miglior Barrel dell’anno :

Nathan Florence

Miglior film dell’anno :

Never Town

Migliore serie dell’anno :

The Search

Miglior onde pese dell’anno :

Lucas “Chumbo” Chianca

Miglior cortometraggio dell’anno :

Octopus Video n. 4: Chippa Wilson

Miglior documentario dell’anno :

Andy Irons: Kissed by God

Miglior manovra dell’anno :

Noa Deane in “Head Noise”

Miglior attivisti del cambiamento dell’anno :

4ocean

Miglior performance donna dell’anno :

Bethany Hamilton in “Unstoppable”

Miglior surfer dell’anno :

10. Andy Irons 
9. Griffin Colapinto 
8. Dane Reynolds 
7. Mick Fanning 
6. Julian Wilson 
5. Gabriel Medina 
4. Filipe Toledo 
3. Kelly Slater 
2. Jack Freestone 
1. John John Florence

Miglior surfer donna dell’anno :

10. Courtney Conlogue 
9. Caroline Marks 
8. Sage Erickson 
7. Tyler Wright 
6. Lakey Peterson 
5. Carissa Moore 
4. Coco Ho 
3. Stephanie Gilmore 
2. Bethany Hamilton 
1. Alana Blanchard

Diciamo che ci trovano d’accordo sui risultati di un po’ tutte le categorie …

Sicuramente siamo d’accordo sul surfer dell’anno J.J. Florence ! Tra manovre, serietà e costanza sicuramente è lui l’uomo che si meritava questo titolo ! Come anche con la serie dell’anno “ The Search” di RipCurl sicuramente è stata fantastica !! Per non parlare del cortometraggio dell’anno con Chippa Wilson “Octopus” che è spaziale !!! E se qualcuno ha visto il Film documentario Andy Irons: Kissed by God sa perché ha vinto !

Mozziconi di sigaretta e inquinamento ambientale

📝 scritto da Manuela Giacomini 

In base a un nuovo report pubblicato da NBC News, il più grande agente contaminatore di mari e oceani sono i mozziconi di sigaretta i quali inquinerebbero più di cannucce e sacchetti di plastica rappresentando praticamente il 40% dei rifiuti presenti nelle acque.

Mentre governi e grandi aziende di tutto il mondo si impegnano a ridurre l’uso della plastica nella nostra vita quotidiana, purtroppo il problema dei mozziconi di sigaretta dal punto di vista ambientale non è praticamente mai stato affrontato.

Accendere una sigaretta significa immettere nell’ambiente più di 4000 sostanze chimiche altamente nocive, tossiche e cancerogene. Una parte di queste sostanze resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata con inquinanti come nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210 (studio ENEA – AUSL).

Il filtro stesso poi è fatto con acetato di cellulosa, materia plastica di che può impiegare dai dieci anni in su a decomporsi.

Ovviamente, come gli altri tipi di plastica, l’acetato fa da mezzo di trasporto ai metalli in esso presenti negli ambienti marini con effetti devastanti su piante e animali e con la possibilità di entrare nella catena alimentare. La tossicità di un singolo mozzicone è, infatti, paragonabile a quella di molti pesticidi, quindi la qualità dei corsi d’acqua e delle acque di balneazione ne risente notevolmente.

I ricercatori hanno trovato tracce di questi oggetti nei corpi del 70% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe marine.

La tossicità dei mozziconi è stata altresì dimostrata e calcolata da Slaughter et al. nella ricerca pubblicata nel 2011, nella quale è stata determinata la LC 50 (concentrazione letale in grado di uccidere il 50% degli animali testati) per alcune specie di organismi marini e di acqua dolce, dimostrando che, bastano meno di 5 mozziconi in un litro a causare la morte del 50% dei pesci testati e meno di 2 sigarette/l per causare la morte dei piccoli crostacei del genere Daphnia.

Secondo i dati raccolti dal Cigarette Butt Pollution Project, circa due terzi di questi filtri vengono gettati via in modo irresponsabile ogni anno.

Si stima infatti che nel mondo ci siano circa 1,5 miliardi di fumatori, tra i quali sembrano essere molto rari quelli che si preoccupano di gettare la cicca della sigaretta nei cestini o nei posaceneri. 

Praticamente 7 automobilisti su 10 gettano le cicche di sigaretta ancora accese fuori dai finestrini delle auto in corsa, causando spesso, durante il periodo estivo, incendi con danni notevoli a cose e persone.

Inoltre, talvolta le persone buttano i mozziconi direttamente sulle spiagge finendo così in mare ma, più spesso, questi rifiuti ci arrivano dopo essere stati gettati nei tombini!!

Purtroppo non c’è abbastanza sensibilizzazione sul problema né educazione. 

Infatti, secondo un sondaggio fatto da Philip Morris USA è emerso che la maggior parte dei fumatori non sa che i filtri sono così inquinanti e c’è chi ha detto che pensava che i mozziconi fossero fatti di cotone e quindi biodegradabili. E’ evidente quindi che oltre a comportamenti sbagliati c’è anche molta ignoranza.

Nel frattempo, però, i nostri mari continuano a essere inesorabilmente inquinati da milioni di filtri di sigarette.

In Italia nel 2016 è entrata in vigore una legge che prevede che chiunque abbandoni sul suolo i mozziconi dei prodotti da fumo va incontro ad una sanzione amministrativa pecuniaria, il cui importo può andare da 60 euro ad un massimo di 300 euro. Chiaramente tale iniziativa legislativa, pur essendo accolta con favore, non può considerarsi sufficiente visti anche gli scarsi risultati ottenuti ad oggi.

Sarebbe quindi auspicabile non solo l’emanazione di normative europee e nazionali che limitino efficacemente la dispersione dei mozziconi nell’ambiente ma anche un’intensiva campagna di educazione nei confronti dei fumatori e l’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi dell’ambiente da parte di questi ultimi.

Non buttate quindi le sigarette per terra, nei tombini o in spiaggia e, se proprio volete fumare, prediligete i filtri biodegradabili e dotatevi di un posacenere portatile.

Scoperta una prigione per balene da un drone in Russia

Il drone ha filmato circa 100 cetacei tenuti in vasche strettissime e in pessime condizioni per il commercio verso i nuovi parchi acquatici in Cina … 

Video da stringere il cuore …

A largo della costa pacifica della Russia, vicino alla città di Nakhodka, sono state trovati, grazie ad un drone, dei recinti strettissimi dove sono ammassate 90 balene Beluga e 11 orche ! Praticamente un vero e proprio “carcere delle balene” come l’ho definiscono le associazioni che tutelano le balene  … 

Loro si difendono dicendo che sono trattenute a scopi scientifici, ma in realtà sono lì per scopi ben diversi, le tengono in gabbie per venderli a più di 6 milioni di dollari ,ad animale, ai parchi giochi acquatici Cinesi …

È sempre tutto sotto inchiesta per certificare se veramente sono lì per un uso scientifico o educativi, ma intanto GreenPeace Russia denuncia il fatto che il permesso era stato accordato ad inizio anno per 13 cetacei , quando in realtà , come si vede dalle immagini, sono 101 animali ! 

L’acqua del rubinetto

L’acqua del rubinetto è un bene prezioso e deve essere gratuito… così dice la commissione europea 

📝 scritto da Manuela Giacomini 

Qualche settimana fa, il Parlamento Europeo in seduta plenaria ha approvato uno schema di direttiva volta a migliorare la qualità dell’acqua potabile e promuovere l’uso dell’acqua del rubinetto.

Parte della direttiva prende spunto da un’Iniziativa dei cittadini europei lanciata nel 2013 che si chiama “Right2Water” con la quale si chiedeva alle istituzioni europee di riconoscere formalmente l’accesso all’acqua potabile come diritto umano fondamentale

Ed infatti, nella proposta di direttiva votata dal Parlamento il diritto all’acqua è stato inserito nell’articolo 1, in cui viene appunto spiegato che l’obiettivo della direttiva è quello di «assicurare l’accesso universale» all’acqua pubblica.

Tra i principali obiettivi troviamo: l’aggiornamento dei parametri di qualità delle acque, la promozione del consumo dell’acqua del rubinetto, la riduzione dei veleni, la diminuzione degli imballaggi in plastica

Vi sono poi ulteriori novità inserite nel provvedimento ovvero: la possibilità che l’acqua del rubinetto debba essere fornita gratuitamente, o comunque a basso costo, nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione; l’innalzamento delle soglie massime per alcuni inquinanti come il piombo (il cui livello è stato dimezzato) e i batteri nocivi; l’introduzione di limitazioni per taluni interferenti endocrini; il monitoraggio dei livelli di microplastica.

Inoltre, gli Stati membri devono garantire l’accesso universale all’acqua pulita e migliorare l’accesso all’acqua nelle città e nei luoghi pubblici, attraverso la creazione di fontane gratuite, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico e proporzionato all’esigenza di tali misure. 

I Membri del Parlamento hanno anche sottolineato la necessità che gli Stati membri identifichino le persone che non hanno accesso all’acqua o ne hanno un accesso limitato e valutino i modi migliori per aiutarli. 

Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie europee a risparmiare oltre 600 milioni di euro all’anno. Inoltre, grazie alla maggiore fiducia nell’acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dall’acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini. 

Ora la palla passa quindi al Consiglio che dovrà valutare se approvare la posizione del Parlamento.

Christian Fletcher

Chi è Christian Fletcher ? Chi è stato ? Perché si parla spesso di lui ? Etc. 

Se amate il surf veramente avrete sentito parlare sicuramentte di Christian Fletcher, un ragazzo molto anticonformista in tutto quello che ha fatto nella vita … così come nel surf ! Si parla di lui come colui che ha iniziato lo stile del surf moderno, fatto di 360º, Floter enormi e soprattutto Air spettacolari …

Christian è stato messo al 25º posto dei 100 surfer più importanti di tutti i tempi dalla illustre rivista “Surf Europe Magazine”. Nato il 20 ottobre 1970 a San Clemente ( California ) da Herbie Fletcher e Dibbee … a 4 anni inizia a fare surf e skateboard, cresce con l’influenza del padre e degli amici del padre, rappresentanti della scena surf e culturale Pop dell’epoca, come Jimi Hendrix e Grateful Dead. A 8 anni inizia le competizioni e vince subito la sua prima gara a San Onofre, a 12 arriva 2º al campionato degli Stati Uniti e a 15 arriva 3º agli NSSA dopo che a 14 è entrato nel professionismo ! 

Per chi come noi ha iniziato a fare surf nella fine degli anni ‘80 e inizio ‘90 Christian è un idolo sicuramente, perché è stato il primo a portare tutti i trick dello skateboard sulle tavole da surf. Come avrete visto nei video qua sopra, riusciva a surfare in regular e goofy indistintamente, faceva i 360º in qualsiasi modo e situazione e poi è stato il primo a fare gli Air !!! Ricordiamo ancora i le immagini  di “Wave Warriors” dove c’erano lui e il suo amico “Archy” che tiravano fuori manovre impensabili per quell’epoca !! 

Christian e Archy 

Nella stagione ‘88/‘89 l’ASP lo butta fuori dalle competizioni con un comunicato dove si dava la giustificazione di “ persona non gradita “ … questo perché era uno che viveva senza regole e con abusi di droghe ! Ma lui nel 1990 inizio ad organizzare gare di Air per far evolvere il nuovo stile … inizia a produrre anche tavole e abbigliamento con collaborazioni varie ( avevano un simbolo bellissimo, vedi qua sotto ) 

Christian Fletcher Surfboards 

Nel ‘91 si sposa e ha un figlio, Greyson Thunder Fletcher ( diventerà un fortissimo skater) nel frattempo Christian suona il basso in diverse band metal e abbandona il surf buttandosi nella droga … un periodo buio, stanco del surf e di tutto quello che c’era intorno … 

Solo nel ‘96 una mattina si alza e dice :” ma che cavolo sto facendo ?” E torna a fare quello che gli è sempre venuto naturale, cioè volare sulla tavola da surf ! Oggi vive tra le Filippine e California, ma spesso lo vediamo surfare anche a Pipeline … 

Cerimonia d’apertura Eddie Aikau

La cerimonia d’apertura della gara vissuta da uno dei protagonisti Koa Rothman

Koa Rothman & Sunny Garcia 

Koa Rothman ci racconta nel suo video la cerimonia d’apertura della famosa gara dedicata a Eddie Aikau ( che vi abbiamo già raccontato la storia qua ) … nel filmato si vede anche la riproduzione dell’imbarcazione con cui Eddie ha provato ad attraversare il Pacifico per andare in 30 giorni dalle Hawaii a Tahiti …

guardate il video qua sotto !! 

Koa alla cerimonia d’apertura del Eddie Aikau 

Cloud Buster, a bodyboard premiere

Protagonista Simone Macera 

Beh chi pratica bodyboard ormai conosce bene Simone Macera ( Episodio 27 ), un matto da legare labronico, che ha affrontato le più pazze onde del pianeta tipo Nazaré o Mullaghmore. È lui il protagonista del filmato creato da Michele Tognotti ( episodio 14 ), Gianluca Prosperi ( episodio 8 ) e Lorenzo Amore Bianco … il video racconta il suo ultimo surftrip a Java, Indonesia 🇮🇩 Il bodyboarder ha passato circa un mese tra le onde spettacolari indonesiane, quindi ne vedremo delle belle !!! 

Non potete mancare assolutamente a questo evento che sarà il 20 dicembre 2018 presso il Craft Bar in Scali del Ponte di Marmo 10, Livorno 

Assassini di squali 🦈

Ogni anno vengono uccisi milioni di squali per vendere le sue pinne al mercato asiatico … e per la sua carne a poco prezzo …

Sea Shepherd ogni anno cerca di fermare questa massacro con tutte le sue forze … ma è veramente dura ! Servono molti uomini per governare la sua flotta e tutti i suoi partner militari … 

Aiutiamoli con un contributo questi ragazzi che ogni giorno si battano per la tutela del nostro pianeta con i fatti e non con le belle parole …

La Responsabile Media di Sea Shepherd Italia Francesca Battilani dice: “Affinché queste campagne abbiano successo, Sea Shepherd ha bisogno di 3.333 € al giorno per mantenere ogni nave pronta all’azione. Questa somma tiene conto delle attrezzature di navigazione per tracciare i pescherecci, del mantenimento dei gommoni, delle attrezzature multimediali per raccogliere prove come, ad esempio, i droni, dei pasti vegani per l’equipaggio e gli agenti di polizia a bordo e, infine, dei regolari costi di carburante e di manutenzione.”

Possiamo aiutare a fermare gli assassini di squali ORA mantenendo loro navi impegnate nelle operazioni di pattugliamento in mare.

Facciamo un piccolo gesto tutto che però aiuta tantissimo tutti noi perché il mare è di tutti noi … Facciamo una donazione qui : https://sharks.seashepherdglobal.org/it

End The Cage Age

📝scritto da Manuela Giacomini

Il 25 settembre scorso, presso il Parlamento europeo a Bruxelles, l’europarlamentare italiana Eleonora Evi ha lanciato l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age”, per chiedere alla Commissione europea di emanare una legislazione che ponga finalmente fine all’uso delle gabbie negli allevamenti europei.

L’iniziativa è stata sottoscritta da oltre 100 associazioni di protezione animale e dell’ambiente in tutta Europa, di cui 19 sono italiane ovvero: Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Il Fatto Alimentare, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA, Jane Goodall Institute Italia,OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.

Ogni anno, infatti, circa 300 milioni di animali trascorrono la loro vita all’interno di gabbie negli allevamenti di tutta Europa. Tra di essi vi sono principalmente conigli, galline, quaglie, oche, scrofe e vitelli, immobilizzati e privati della possibilità di esprimere i loro comportamenti naturali. Una vita davvero miserabile, lontana anni luce dal concetto di “animali quali esseri senzienti” come stabilito dall’articolo 13 del Trattato di Lisbona.

E’ quindi davvero fondamentale che i cittadini europei sostengano questa iniziativa, poiché potrebbe portare ad un risultato storico per il benessere degli animali e anche dell’ambiente. 

Infatti, gli allevamenti intensivi non solo sono considerati una delle prime cause del riscaldamento globale (in base ai report della FAO, il 51% d’anidride carbonica, metano e protossido d’azoto è emesso dagli allevamenti) ma inquinano i terreni, le acque e i mari (si veda l’ultimo rapporto di Greenpeace stilato sulla base di campionamenti eseguiti in ventinove fiumi e canali irrigui di dieci Paesi europei e che ha evidenziato elevate tracce di pesticidi e antibiotici nei corsi d’acqua superficiali che scorrono in aree ad elevata presenza di allevamenti intensivi), contaminando la natura con tossine che rappresentano una minaccia per l’ambiente e per la nostra salute.

I promotori di “End The Cage Age” hanno solo 12 mesi dalla registrazione dell’Iniziativa, per raccogliere (tra i cittadini europei con diritto di voto al Parlamento Europeo) 1 milione di firme in almeno 7 Paesi membri. Una volta ottenute le firme necessarie, l’ICE viene presentata alla Commissione europea che nei successivi 3 mesi deve adottare una risposta formale con le eventuali azioni che intende proporre e le motivazioni. 

Insomma, il tempo a disposizione non è molto, ma il traguardo è comunque alla portata di tutti noi.

L’Unione europea presenta standard più elevati rispetto agli altri paesi per quanto riguarda gli allevamenti. Tuttavia, è chiaro che il modello di allevamento con l’uso di gabbie è ormai totalmente anacronistico e completamente superabile, tanto è vero che in alcuni Stati membri sono già utilizzati metodi alternativi maggiormente efficaci e più rispettosi del benessere degli animali e dell’ambiente.

E’ necessario quindi un cambiamento della normativa sul tema a livello europeo e per fare ciò serve l’appoggio dei cittadini europei. Facciamo sentire quindi la nostra voce, a difesa di chi non ce l’ha.

Firma: https://eci.endthecageage.eu

Genesio Ludovisi si conferma campione italiano del bodyboard a Capo Mannu …

Genesio vince i Surf Games 2018 in Sardegna !!

Intervista a Ludovisi 

Martedì e mercoledì scorsi si sono svolti i tanto sospirati Surf Games 2018 a Capo Mannu in Sardegna, sono state due giornate molto impegnative per il vento forte, con raffiche che hanno toccato anche i 40 nodi, e per le onde molto massicce, hanno raggiunto anche i 4 metri … nella categoria Bodyboard ha vinto Genesio Ludovisi, già vicecampione europeo, con delle splendide vittorie i tutte e quattro le sue Heat … 

Genesio :“La Punta, Sardegna dove si è svolta la prima finale dei #surfingames2018 #bodyboard un onda e una finale che non scorderò facilmente la prima onda ho preso un 7.83 e la seconda ( nella sequenza ) di 8.67 con un totale di 16.50 il punteggio più alto di quel giorno tra tutte le discipline! Grazie infinite a Edoardo bracaloni e Giorgio Belli per le splendide Foto”

Eddie Aikau

È iniziato in waiting period di una delle gare più emozionanti dell’anno … ieri l’altro c’è stata la cerimonia d’apertura con tutti gli invitati alla gara !

Fonte Wikipedia 

Ma chi era Eddie Aikau ? Perché è rimasto nella storia ? E perché lo ricordiamo con una gara “invitational” a Waimea bay ? Cerchiamo di dare qualche risposta … 

Il nome completo era Edward Ryon Makuahanai Aikau , nato a Kuhului , Maui, il 5 maggio del ‘46, era il terzo figlio Solomon e Henrietta Aikau.

Iniziò a surfare le prime onde nel porto di Kuhului  … si trasferì sull’isola di Oahu nel ‘59 , quindi a 13 anni … a 16 anni lascio la scuola per iniziare a lavorare in un conservificio di ananas, grazie al quale riuscì a guadagnare per comprarsi la sua prima tavola da surf ! 
Nel ‘68 cambio lavoro e divenne il primo bagnino di Honolulu, più precisamente della North Shore ! Durante il suo servizio nella baia di Waimea non ci fu nessun annegamento e nel ‘71 fu premiato come bagnino dell’anno

Eddie Aikau in postazione a Waimea 

Nel ‘78 un’azienda polinesiana cercava volontari per percorrere 4000 km di distanza in 30 giorni, tra le Hawaii e Tahiti, per commemorare il tragitto che affrontavano i migranti in passato … lui ne prese parte, l’imbarcazione salpo dalle Hawaii il 16 maggio del 1978, ma a largo di Molokai lo scafo affondo perché imbarcava acqua … Eddie , per cercare soccorso, si butto con la sua tavola per raggiungere isola vicina di Lanai , per pagaiare meglio si tolse Il giubboni salvagente… nel frattempo il resto del gruppo fu tratto in salvo dalla guardia costiera ma di Aikau non si ebbe più notizie.

Quest’aanno ricorre il 40º anniversario della sua scomparsa e quindi i familiari e gli amici hanno voluto festeggiarlo con una cerimonia … 

Cerimonia per i 40 anni della sua scomparsa 

La famiglia, la WSL e la Quiksilver hanno avuto la volontà di portare avanti la gara d’evento in suo onore anche quest’anno …

Il 29 novembre c’è stata la cerimonia d’apertura dell’evento, con la partecipazione di tutti i surfer invitati a gareggiare, la gara è giunta alla 31ª edizione e si svolgerà solo con onde di 20 piedi o oltre a Waimea Bay ! Sono due anni che aspettiamo questo magnifico evento … 

Fonte Quiksilver 

Questi sono gli invitati di quest’anno : 

  • Grant Baker
  • Lucas Chianca
  • Ross Clarke-Jones
  • Danilo Couto
  • Shane Dorian
  • Nathan Fletcher
  • John John Florence
  • Nathan Florence
  • Sunny Garcia
  • Aaron Gold
  • Mark Healey
  • Mason Ho
  • Bruce Irons
  • Billy Kemper
  • Keala Kennelly
  • Zeke Lau
  • Kai Lenny
  • Greg Long
  • Keali’i Mamala
  • Garrett McNamara
  • Jamie Mitchell
  • Jamie O’Brien
  • Joel Parkinson
  • Makuakai Rothman
  • Koa Rothman
  • Kelly Slater
  • Takayuki Wakita
  • Ian Walsh
  • Dave Wassel

Beh, come avrete letto, ci sono dei nomi da paura, praticamente il top del surf mondiale, questo vi dovrebbe far capire il valore di questa gara ! È una gara tutta a se … non fa parte di nessun circuito , ma ha un valore enorme, e tutti i surfer vorrebbero essere invitati. Pensate che il “King” Kelly Slater ha dovuto attendere 10 anni di professionismo prima di essere invitato !!! 

Cerimonia d’apertura dell’Eddie 2018

Questo anno c’è una novità per noi italiani che ci fa sognare … 

Per la prima volta dalla nascita dell’evento c’è un italiano, Francisco Porcella, invitato tra le 57 riserve … quindi se uno dei partecipanti si ritira ( ed è notizia di stamani, che Bruce Irons è stato arrestato per guida sotto effetto di stupefacenti) il nostro amico sardo entrerebbe a sostituirlo !!! 

Vi lasciamo con un assaggio di quello che vedremo in questa gara fantastica …

Un riassunto di quello che è successo nel 2016, ultima edizione fatta prima di oggi … 

Eddie Aikau febbraio 2016 

È iniziata la mattanza dei delfini a Taiji …

È iniziata la mattanza dei delfini nella baia di Taiji … i delfini vengono spinto dalle barche nella baia per poi essere catturati e venduti per la sua carne a pochi dollari al Kg … ma gli esemplari più belli vengono venduti ai delfinari per cifre astronomiche che posso raggiungere anche i 100.000$ …

Noi tutti possiamo contrastare questa macabra usanza non andando a vedere i delfini in cattiva !!

Un video che ci spaventa …

Premi play

In questi giorni tra whatsapp, Facebook ed altri social media è girato molto questo video … noi lo riproponiamo per tutti quelli che non l’hanno Visto … e lo devono assolutamente vedere

Per prendere sempre più coscienza di un problema che è di tutti … anche se in molti fanno finta di nulla … 

Piccoli consigli per una giornata “plastic Free”

Ci sono piccole cose che possiamo fare tutti i giorni … 

📝 scritto da Manuela Giacomini 

Come già sappiamo da tempo, oggetti e frammenti di plastica rappresentano oltre l’80% dei rifiuti raccolti sulle coste e nelle acque del Mediterraneo

Negli ultimi dieci anni la produzione della plastica è stata superiore a quella di tutto il XX secolo e, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), se non si inverte il trend attuale, nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce.

E’ necessario quindi favorire comportamenti più compatibili con l’ambiente, riducendo il consumo di plastica ed evitandone l’abuso e l’uso scorretto.

Su internet si trovano diversi vademecum creati da Associazioni Ambientaliste per dimostrare che è assolutamente possibile vivere una vita “plastic free” o comunque modificare in meglio, almeno in parte, alcune delle nostre abitudini quotidiane.

Riporto quindi di seguito alcuni piccoli consigli che spero proverete a mettere in pratica.

Si parte dalla mattina: visto che il consumo medio di spazzolini da denti nella vita di ognuno è di almeno 300 pezzi, meglio scegliere quelli con testina intercambiabile. Lo stesso vale per i rasoi i quali sono difficilmente riciclabili poiché assemblati con materiali diversi fra loro. In un anno, rasandoci ogni giorno, produciamo 1,65 kg di rifiuti se si utilizzano rasoi usa e getta mentre se si opta per i rasoi ricaricabili, la quantità di rifiuti è 12 volte inferiore (0,14 kg).

A colazione è preferibile rinunciare a prodotti troppo imballati: come merendine impacchettate una ad una e succhi di frutta confezionati, privilegiando the, centrifughe, smoothie e spremute fatte in casa, frutta e pane e marmellata.

Per il caffè, si pensi che sono 10 miliardi le capsule per il caffè in plastica vendute nel mondo. Solo queste in Italia producono circa 120mila tonnellate di rifiuti all’anno. Tutto ciò solo per mettere 5 g di polvere di caffè in un imballaggio monouso! Meglio quindi utilizzare cialde biodegradabili oppure la moka o altre caffettiere.

Al momento delle pulizie di casa, se ci rendiamo conto di possedere troppi di flaconi, riduciamone via via il numero usando i rimedi della nonna come aceto, limone, bicarbonato, the, essenze naturali e i prodotti alla spina. Importantissimo poi usare guanti riutilizzabili e non mono-uso, pezze di cotone per spolverare o in cellulosa. Meglio mollette di legno per stendere i panni al posto di quelle di plastica. 

In ufficio no al bicchierino di plastica dalla macchinetta, meglio una tazzina portata da casa.

Le bottiglie di plastica sono state rinvenute nel 92% delle spiagge italiane monitorate (studio ENEA). Per portare l’acqua sempre con noi scegliamo borracce riutilizzabili!

La spesa ideale per evitare la plastica si fa al mercato per frutta e verdura, ma anche al supermercato scegliendo prodotti sfusi al banco dei freschi; uova o yogurt nei contenitori in carta o vetro; formati famiglia al posto di confezioni con porzioni monodose. Pane e dolci si possono comprare presso i fornai e i pasticceri, privilegiando quindi prodotti freschi e di qualità

Secondo studi ENEA, infatti, oltre il 17% del packaging rinvenuto sulle spiagge italiane è costituto da materiale utilizzato per avvolgere cibo. Tra i vari tipi di imballaggi, il packaging multi-materiale è difficilmente riciclabile mentre tra quelli più utilizzati vi è il polistirolo espanso (PSE) che a causa della sua bassa densità, non sempre viene riciclato. 

Una volta terminata la spesa, mettiamo i nostri prodotti in una borsa in tessuto riutilizzabile al posto dei classici sacchetti di plastica che utilizziamo una volta e poi li buttiamo via. Il consumo mondiale annuale di sacchetti di polietilene è stimato in 500 miliardi. Ed infatti, la maggior parte dei frammenti di plastica ritrovati in mare, nei laghi e lungo le spiagge derivano dalla degradazione di sacchetti di polietilene i cui frammenti rappresentano il 22% dei rifiuti plastici che invadono le nostre spiagge

Impariamo anche a conservare i cibi sostituendo buste, pellicole e contenitori con quelli in vetro.Alternative alla plastica sono disponibili anche per posate, bicchieri, taglieri, ciotole, piatti, tazze, ecc. 

Il peggio in assoluto è ovviamente rappresentato dai prodotti monouso quali cotton fioc non biodegradabili (lungo le spiagge italiane ne sono stati stimati 100 milioni), cannucce per bere, bicchieri, piatti, posate, che vanno assolutamente evitati. La goccia di petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica, che si usa per pochi minuti, impiega 70 milioni di anni a formarsi.

Infine, per quanto riguarda l’abbigliamento, da studi recenti è emerso che per ogni lavaggio in lavatrice si possono scaricare fino a 700mila microfibre, la maggior parte di origine sintetica, che a causa delle dimensioni ridotte non vengono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue e si diffondono nell’ambiente (il che equivale al 35% delle microplastiche primarie che entrano nell’oceano). I tessuti realizzati con le fibre naturali sono più idonei per l’ambiente in quanto rilasciano quantità inferiori di microfibre ed essendo traspiranti sono più adatti anche per il nostro corpo.

Sono certa che cercando di mettere in atto questi piccoli gesti vi renderete conto veramente di quanta plastica gira intorno alla nostra vita e di quanto è difficile farne a meno!! Ma ricordatevi che è possibile e se avete altri consigli “plastic free” scriveteci.

Sognando California

📝 scritto da Francesco Menichetti

Girellando tra le spiagge più famose della California… Tresles, T-street, Swami, Cardiff reef, windandsea, Oceanside, etc. 

Posso definirla la mia seconda casa , dal 2001 che frequento queste terre regolarmente , durante questi anni è cambiata molto , direi che si è molto europeizzata . Cosa non cambia è l atmosfera che si respira nel nostro mondo . Ci sono due fazioni ben distinte di personaggi che ruotano intorno ai diversi spot, ti puoi ritrovare in acqua con dei compagni veramente competitivi e accaniti per rubarti ogni onda che passa, oppure puoi ritrovarti in un atmosfera fricchettona e veramente ‘soul’ dove il rispetto reciproco per il turno di partenza sul picco sono un must. Il mio consiglio per trovarsi al punto giusto nel momento giusto in questi luoghi è quello di consultare le tabelle delle maree e le previsioni su surfline perché gli spot che funzionano cambiano drasticamente da un ora all’altra. In piu consiglio di non avere fissa dimora (ovvero una casa fissa) e di spostarsi utilizzando i numerosi motel prenotando 3 giorni alla volta , cosi da spostarsi in base al cambiamento delle swells. Che dire in tutti questi anni la California non mi ha mai deluso , la devi amare cosi com è , accettando anche le sue numerose contraddizioni , i suoi divieti , e anche le sue permessivitá. L’odore delle ‘sigarette californiane’ è dappertutto , lo senti nell’aria dalla mattina alla sera , in hotel , in spiaggia, nei centri commerciali, ovunque. Il senso civico è a livelli enormi , intere cittadine con divieto di fumo (ma solo di sigarette normali 😂) .. e per finire ti accorgi di essere tornato in italia appena ti trovi ad attraversare le strisce pedonali . Ringrazio Hurley e Blue Distribution per il supporto tecnico.
Foto di Andrea Totano 

Quiksilver Longboard Classic 2018

📝 scritto da Manuela Giacomini

Dopo una lunghissima attesa, che ci ha fatto penare tutta l’estate per la mancanza di onde, finalmente è stato acceso per domani, giovedì 22 novembre, il semaforo verde della prima tappa di Coppa Italia “Quiksilver Longboard Classic”.

L’appuntamento è quindi a Recco, presso BlackWave – Lungomare Bettolo 1, con la prima possibile partenza delle heat alle ore 10.00.

Tra le donne, confermata la presenza della vincitrice dell’anno scorso, la nostra Stella Lauro, e della terza arrivata Bianca Carloni. 

Tra gli uomini, saranno presenti longboarder di grande spessore, come Matteo Fabbri e Marco Meccheri, che certamente offriranno un grande spettacolo.

Non resta quindi che augurare un grosso in bocca al lupo a tutti!

 

ELI HANNEMAN ha 16 anni …

Quando è stato girato il video lui aveva appena 15 anni … 

Quando si pensa a come nasce un fuoriclasse pensiamo subito a i vari Kelly Slater, John John Florence, Medina e pochissimi altri … beh probabilmente questo ragazzino è il futuro ! Ha un repertorio di manovre che può fare invidia ai migliori del #WSL … una fluidità e rapidità unica … 

Guardatevi il video e giudicate voi 👇👇👇👇👇👇

ELI HANNEMAN

Billabong house a Pipeline

Saprete ormai tutti che i più grandi marchi di surf hanno delle case sulla North Shore di Oahu … oggi vi facciamo vedere l’interno di una di esse, nello specifico quella della Billabong… a fare gli onori di casa c’é Shane Dorian e figlio Jackson

Seguite il link del video per vincere una settimana ospiti nella casa Billabong !!! 

Fiaba alle Hawaii 🌺

📝scritto da Tanya Nanetti

Vi racconterò una storia che ha dell’incredibile, e forse vi sarà difficile credermi: non ho prove, né testimoni (tranne uno, ma capirete presto che, se non credete a me, non potrete credere neanche a lui…), e può sembrare poco più di una fiaba. 

Ma è successo, davvero. 

Come prima cosa, dovete sapere che lo scorso anno mi sono sposata a Honolulu. Ok, tecnicamente era solo una benedizione (perché è stata fatta in un monastero Buddista, e per i buddisti non esistono i sacramenti), e non è neanche valida da nessuna parte… ma, per noi poco importa: il mio ragazzo ed io ci siamo sposati lo scorso anno alle Hawaii, con tanto di collane di fiori al collo. 

Ed è qui che inizia la nostra storia, nell’ ultimo giorno trascorso a O’ahu. 

Il sole splende alto nel cielo e l’aria è inebriante, carica del profumo delle plumerie, e noi tra poche ore abbiamo l’aereo quindi decidiamo di farci un ultimo giro dell’isola e di guidare fino ad un piccolo promontorio che abbiamo scoperto alcuni giorni prima. 

Lasciamo l’auto, scendiamo giù per una ripida scala scavata nella roccia e poi ci avventuriamo sulle nere scogliere scivolose, fino a raggiungere il punto più sporgente. 

Qua ci prendiamo per mano e ci prepariamo ad onorare un’antica tradizione local: si racconta infatti che, se si getta la propria collana di fiori nell’oceano e quella torna a riva, significa che si è destinati a tornare alle Hawaii. 

E quindi eccoci lì a tenerci per mano, freschi di matrimonio, un ultimo bacio e poi gettiamo le nostre collane nell’oceano color del cielo. Le osserviamo per qualche secondo mentre vengono trascinate dalle piccole onde, il bianco e il rosa delle collane che sembra fondersi col blu cobalto, e poi ecco che accade: un’onda più forte travolge le collane e una si piega su sé stessa, assumendo una chiara forma a cuore. 

Immaginatevi la nostra emozione a quel punto: è un segno, anche piuttosto chiaro, che qualcuno o qualcosa di più grande sta benedicendo la nostra unione. 

Gli occhi ci si riempiono di lacrime, in quello che potrebbe essere il momento più poetico della nostra intera esistenza, e ci stringiamo forte sapendo che nulla di meglio potrebbe succederci, che questo momento non potrebbe essere più perfetto di quanto già è. 

Ma come ci sbagliamo…

Dal nulla, una tartaruga marina fa capolino, proprio in mezzo alle nostre collane: il suo dolce musino spunta tra le due collane fiorite, si volta a guardarci e se ne va. 

È solo un attimo, un piccolo momento nel lungo viaggio chiamato vita… eppure in quel minuscolo attimo di perfezione c’è racchiuso tutto quanto. 

C’è l’amore (tra di noi, per le Hawaii e per questo meraviglioso pianeta che ci accoglie), c’è l’Oceano (e tutti i suoi abitanti con lui) che ci protegge e ci dà la sua benedizione, ci sono le Hawaii con le loro tradizioni antiche e affascinanti, e c’è anche molto altro… ci sono sentimenti ed emozioni impossibili da condividere. 

E questo è tutto… una fiaba? Forse per molti lo sarà… 

Per noi, invece, è un’ennesima dimostrazione di come siamo tutti figli degli Oceani che ci danno la vita, e di quanto sia importante rispettarli ed amarli, come loro fanno con noi.