AMPSURF ISA WORLD PARA SURFING CHAMPIONSHIP

Il 2020 AmpSurf ISA World Para Surfing Championship (WPSC) si svolgerà dall’11 al 15 marzo 2020 a La Jolla, in California. La quinta edizione dell’ISA World Para Surfing Championship dove ci sarà la nostra nazionale al completo !
L’ISA World Para Surfing Championship Ha registrato un aumento esponenziale negli ultimi anni di partecipazioni … un bellissimo movimento in crescita !

per maggiori notizie potete guardare il sito ufficiale ISA :

https://www.isasurf.org/events/isa-world-para-surfing-championship/

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Trilogy …

Stamattina ci siamo svegliati un po’ nostalgici del “vecchio” surf …

In molti di voi, forse, non lo ricorderanno neanche, perché troppo giovani, ma questo film ha fatto la storia … ha messo insieme tre dei migliori campioni del momento … uniti da un un’unica passione e una bella amicizia !!

vi auguriamo un felice Natale a tutti quanti, e che ci porti tante onde !!!

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Francesco Menichetti ci racconta Fuerteventura

Ormai andare a Fuerteventura per noi che amiamo le onde è un pò come andare allo stadio per chi ama il calcio … dall’Italia in poco più di 3 ore ti trovi catapultato in mezzo alle onde dell’oceano … con prezzi ancora abbordabili e buon cibo … Francesco “Checco” Menichetti ci manda due righe della sua ultima permanenza sull’isola !

Qui potete trovare la nostra intervista completa a Francesco Menichetti ( CLICCA QUI )

Ciao a tutti i fratelli dell’oceano , la maggior parte di voi penso abbia trovato nella sua vita da surfer un biglietto ad un prezzo molto conveniente per le Isole Canarie e più precisamente Fuerteventura. Bene , basta prenotare con largo anticipo che ne troverete a circa 80€ come me ed il mio amico Totano (grazie al quale vedrete il seguente contributo fotografico) . Settimana trascorsa molto velocemente , abbiamo trovato alcuni spot molto belli ma con delle condizioni sfavorevoli a causa del vento ,ma siamo riusciti a goderci una bella destra dalle parti del Cotillo con un acqua fantastica ( il colore nelle foto di quella parete parlano da sole … ) , abbiamo anche deliziato il nostro palato con la cucina del Rojo Tomate di Lajares, ristorante aperto diversi anni fa dagli amici Riky e Alessandro e che vi consigliamo di provare se passate da quelle parti. Vi consiglio anche il negozio Line Up e lo ringrazio per avermi fatto testare alcune delle nuove tavole Slater . Ringrazio anche come sempre la BlueDistribution in particolare Elena per avermi fatto surfare con una muta Hurley advantage 3:2 talmente elastica che non si sente neanche in dosso. Buena onda a tutti…

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Il COP25 a Madrid è stato un fallimento

Ieri si è concluso il summit a Madrid COP25 con nessun passo in avanti per aiutare il nostro pianeta, solo qualche rinvio e molta distanza tra i paesi più industrializzati e i più poveri …

Siamo veramente delusi da questo summit organizzato per discutere su come portare avanti un discorso importante come l’inquinamento. Alla fine è stato un grande fallimento, dovuto a tecnicismi di paesi sviluppati come la Cina, Australia e Brasile. Oltre alla grande assenza dell’America , dovuta alla politica di Trump.
Diciamo che il fallimento più grande è stato il rimandare a giugno 2020 l’approvazione dell’articolo 6 del trattato preliminare, il quale regolamenta le quote delle emissioni di Co2 dei vari paesi …

Non ci può essere un miglioramento senza di loro …

Come potete osservare dalla foto in copertina, un terzo delle emissioni di Co2 nell’atmosfera, è da parte di Cina e America, quindi fin quando questi due paesi non inizieranno a cambiare tendenza politica sarà veramente tutto inutile, anche se i prossimi COP vanno a buon fine ! Ma la politica interna americana, con l’arrivo di Trump è cambiata e sicuramente non in meglio, per iniziare a pensare veramente al pianeta, ma più che altro ai benefici delle lobby … infatti stanno andando in una direzione opposta a quella della sostenibilità per privilegiare il consumismo e l’arricchimento di multinazionali petrolifere …

Fino a quando ci sarà la prerogativa di guadagnare a discapito della salute di tutti … qualsiasi sforza sarà inutile !!

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Come scegliere la tavola ideale ?

Inizio questo nuovo articolo con una premessa: sono circa 30 anni che mi faccio questa domanda. Ogni volta che devo cambiare una tavola del mio quiver entro in una paranoia mistica sulle misure ideali, sul volume che deve avere, sui bordi più o meno incisivi fin dove devono arrivare, etc… 

Quando ho iniziato, il discorso dei volumi non lo calcolavamo ancora.. si pensava di più alle misure e vi assicuro che usavamo tavole molto più lunghe di adesso in qualsiasi condizione, anche perché potevamo permetterci al massimo due tavole (ovviamente regalate dai genitori), non tanto per la dimensione o la forma delle onde ma per averne sempre una di scorta in caso di danneggiamento! 

Ricordo benissimo la mia prima tavola: una T&C 6’2” con sei canali, tirata come una balestra, era un missile.. peccato che io pesavo circa 45 kg!! Con i canoni di adesso sarebbe stata un “Gun”!!! 

In realtà con lei ho imparato e l’ho tenuta per molto tempo, anche quando ero migliorato parecchi. Le tavole successive come misure sono rimaste quelle (6’1” – 6’3”) e, ripeto, le usavamo con qualsiasi condizione, fino al giorno in cui sono passato – come tutti in quel periodo – ad una 5’7”, nonostante i miei 70 kg circa!

Era iniziata l’era del “VOLUME”, da quel giorno tutti quelli che compravano una tavola la prima cosa che guardavano erano i “LITRI” della tavola… una novità che ha cambiato il modo di considerare le tavole da surf! 

Io, personalmente, mi sono sempre domandato se fosse giusto o meno affidarsi ad un calcolo matematico per scegliere una tavola. 

Adesso ci sono addirittura delle App per il cellulare (la più famosa è BoardLine) tramite le quali, immettendo i tuoi dati fisici, ti suggeriscono le tavole adatte a te e anche sui siti dei vari brand di tavole c’è quasi sempre una sezione dedicata al volume consigliato in base alle caratteristiche fisiche della persona.

Io, sinceramente, continuo a non fidarmi, ci sono troppe variabili da tenere in considerazione: che tipo di surfer sei? esperto, beginner, pro, etc… che tipo di onda normalmente affronti? Over Head, small, di reef, di beach, massosa e ripida, piccola e piatta, etc… che tipo di preparazione atletica hai? Surfi tutti i giorni, una volta al mese e non ti alleni, una volta alla settima e ti prepari anche fuori dall’acqua, ecc..

Come avrete capito, è un mondo contorto e infinito di variabili, anche perché ora di media quasi tutti abbiamo 2/3 tavole completamente diverse l’una dall’altra per condizioni di onde altrettanto diverse. 

Non esiste più una tavola ideale, è inutile comprare una tavola “super figa” perché l’abbiamo vista a Toledo che fa gli air megagalattici se poi noi andiamo su onde piatte e facciamo a malapena le curve.

Spesso mi capita di vedere persone in acqua con tavole super Pro che poi però non riescono a fare neanche un bordo! Per l’amor del cielo, ognuno fa quello che vuole l’importante è uscire dall’acqua con il sorriso ma, molto spesso, invece, escono incazzati perché non si sono divertiti e danno la colpa alle tavole che non sono buone.. quando in realtà quelle tavole sono troppo buone ma non vengono sfruttate come dovrebbero per le poche capacità! Posto che ovviamente la mia non vuole essere una critica verso nessuno, ognuno è liberissimo di fare quello che vuole.

Ecco perché abbiamo deciso di scrivere questo articolo per fare un po’ di chiarezza su come scegliere una tavola e per farlo siamo voluti partire spiegandovi fin da subito che non esiste una tavola “magica”! Una tavola che per me può essere il top magari per un altro con lo stesso peso, la stessa età, e la stessa altezza non va bene. 

Come vi accennavamo in precedenza, adesso tutto ruota intorno al volume e questo – vi assicuriamo – non è del tutto corretto se non in parte. 

Di una tavola dobbiamo sicuramente tenere conto della forma, delle dimensioni, della poppa e di molti altri fattori..

Innanzitutto, la cosa più saggia da fare, è affidarsi a persone esperte veramente che hanno studiato per anni le linee e le proporzioni di tantissime tavole.. insomma, uno shaper esperto! 

Per questo abbiamo chiesto a Marcello Zani di Sequoia Surfboard, che collabora da tempo con Riccardo Rossi di RED Fluid Dynamics nello studio e lo sviluppo di tavole, di cosa dobbiamo tenere conto per scegliere una tavola e qual è il volume giusto?

Marcello Zani : ”Il volume è di sicuro un aiuto molto importante nella scelta della tavola, cosa generalmente non facile, penso anche sia assolutamente corretto prenderlo come riferimento per partire nella scelta o valutare una tavola nuova ma, attenzione, va usato assieme a tutti gli altri elementi per la decisione finale. Inoltre, ci tengo a precisare, che una tavola con più volume non ci aiuta a partire. Leggo e sento spesso questa affermazione errata non solo in Italia, gli elementi che influenzano di più la partenza sono, infatti, rocker, larghezza e lunghezza e, in maniera decisamente minore, il volume.  Anche per i principianti vengono consigliate tavole con tanto “volume”. In realtà, ci vogliono tavole lunghe e larghe, che, chiaramente, di conseguenza, hanno molto volume ma non bisogna confondere le due cose. Quindi, prima di tutto, valutate il disegno del rocker, perché è quello che influisce maggiormente sulla performance della tavola! Cambiamenti anche millimetrici del rocker influiscono notevolmente sia sulla spinta dell’acqua e sulla velocità di scivolamento della tavola, sia in partenza.  Un altro elemento molto importante nel “lift” della tavola è la larghezza: più la tavola è larga, più spinta prende dall’acqua. Infatti, a parità di volume, una tavola più larga “lifta” di più. Questo elemento, generalmente, viene valutato poco nonostante la sua importanza.  Ovviamente vanno valutate tutte le larghezze, non solo il wide point che viene indicato nelle misure ma anche la larghezza del nose, centro e tail block sono fondamentali.  Anche io uso molto i litri nel consigliare la corretta misura o la corretta tavola. La scelta, infatti, parte dal volume ma ho già valutato e tenuto conto anche di tutti gli altri fattori e uso quel numero come riferimento per partire da un punto fisso. Inoltre, penso sia assolutamente fondamentale chiedere consigli a persone preparate tecnicamente. Purtroppo, vedo spesso persone che chiedono consigli ad amici surfisti con risultati disastrosi.  Negozianti e shaper sanno spiegarvi una tavola nel suo insieme come performa e per cosa è stata disegnata, ci sono xmila shape ed ognuno risponde in maniera diversa. Scegliere senza le giuste informazioni è impossibile, dal principiante al surfista forte che va in mare da tantissimi anni.  Per quello che riguarda, invece, la scelta del volume ideale la questione è più semplice. Vanno considerati vari fattori come correttamente dicevi tu prima, ed è importante tenere conto che ogni persona ha un diverso feeling con i litri: c’è chi si trova meglio con poco volume e chi l’esatto contrario. Si tratta di un aspetto puramente soggettivo ed è anche il bello del surf il fatto che ognuno si faccia una propria idea. Tra l’altro, questa sensazione può cambiare nel tempo: io per esempio sto aumentando i miei litri ideali.  Altra cosa importante per l’Italia: considerate che l’energia delle nostre onde è generalmente molto inferiore a quella dell’oceano, quindi ci vogliono tavole e litri differenti.  Questo elemento è da tenere in considerazione anche quando consultate un “volume calculator” perché, ad esempio, in Italia una mareggiata con 300 jk di energia è considerata una mareggiata discreta mentre a Supertubos quest’anno è arrivata una botta da 25.000 kj!!! Stiamo cercando con l’aiuto di RED Fluid Dynamics di rendere la scelta delle tavole più facile e dare dei valori in modo tale che ad una determinata tavola, oltre alle misure e litri, si possa associare anche un profilo CFD che spieghi più facilmente la performance e la specificità.  Per esempio le differenze di “lift” date dal rocker sono evidentissime se guardate le mappe CFD dei miei shapes.”

Grazie Marcello per i consigli per cercare una nuova tavola più adatta possibile ad ognuno di noi ! 

Sicuramente avrete capito che le variabili sono infinite e che la miglior cosa è farsi consigliare da chi ha studiato quella tavola …  adesso andatevi a comprare una nuova tavola !!! 

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⚠️ L’opinione di Pat ⚠️

Ci stiamo avvicinando alla fine di questo campionato WSL 2019, con la gara delle gare “Pipeline”, quindi Patrizio Jacobacci ci da una panoramica di come potrebbero essere i vari scenari …

Se Italo arriva 2°, Medina e Toledo devono arrivare 1° per vincere il titolo mondiale.
Se Italo arriva 3°, a Medina serve un 2°, e Toledo e Jordy devono vincere la gara
Se Italo arriva 5°, Medina ha bisogno di un 3°, Toledo un 2°, e Jordy deve vincere la gara.
Se Italo finisce 9°, Medina ha bisogno di un 5°, Toledo un 3°, Jordy un 2°
Se Italo finisce 17à oppure 33°, Medina e Toledo devono arrivare almeno 9°, Jordy 5° ed in questo caso rientra in lizza anche Kolohe che però deve chiudere la gara almeno al 2° posto.

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Surfer Awards 2019

Best maneuver men’s

Come ogni anno, il 5 dicembre, si sono svolti i Surfer Awards, e il premio per la miglior manovra è andato a Matt Meola con un Corked Backflip !! Che ne pensate ? A noi sembra meritatissimo, anche se i nomi in nomination erano enormi … e le manovre veramente Radical come pochi !!

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Hossegor on fire !

Quando Patrizio Jacobacci ti dice guarda questo video … è una certezza di emozioni !

Abbiamo visto molti video di Hossegor… ma questo è un connubio perfetto tra immagini favolose e musica meravigliosa perfetto ! Ci sono come protagonisti due fortissimi surfer come Miki Picon e Benjamin Sanchis , una vera certezza in quanto a spettacolarità … gustatevi il video e alzate il volume !!!
alla prossima 🤙🏽

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