Ims’One Project

📝 scritto da Manuela Giacomini

Da qualche giorno sono tornata da Imsouane e non nego che già sono in crisi
di astinenza da quelle infinite destre che si srotolano nella baia.
Tuttavia, in questo articolo non scriverò delle onde marocchine e della loro
perfezione anche perché dopo la piatta di queste settimane in Italia vi
farei rosicare e basta.

Imsouane, infatti, è un posto magico non solo per la sua meravigliosa baia e
per le persone che vivono lì, sempre gentilissime e sorridenti, quando ti
salutano ti baciano o abbracciano e mettono la mano sul loro cuore, chinando
la loro testa verso di te, ma, in particolare, questo paesino ha un’altra
caratteristica per me speciale: i suoi cani.

Chi è stato ad Imsouane sa che le strade sono abitate da branchi di cani.
Questi sono molto territoriali e presidiano la loro area tenendo lontani
animali selvatici e altri branchi.

Malgrado questi cani siano randagi e non addomesticati, c’è un equilibrio
nella convivenza tra uomini e cani che è quasi magica. Gli animali si fidano
delle persone, si lasciano accarezzare, mangiano dalle loro mani. Corrono
liberi sulla spiaggia schivando i surfisti e ti accompagnano verso lo spot.

Negli occhi di questi cani ho visto una luce ed un, passatemi il termine,
“umanità” che mi ha sorpresa. Chi mi conosce sa quanto amo gli animali in
generale ma loro ogni anno mi rapiscono il cuore e quando sono giù non posso
fare a meno di passare il mio tempo ad accarezzarli e ad accudirli. Ogni
pensiero scivola via come quando sono in mare.

Purtroppo però qualche mese fa nelle aree vicino a Taghazout sono comparsi
poliziotti armati di fucile ai quali è stato ordinato di eliminare i
randagi. Il motivo? Diverse sono le ipotesi, dalla volontà del Marocco di
candidarsi per il Mondiale 2026 alla costante crescita edilizia e turistica.
In quei giorni si è compiuta una vera e propria strage sotto agli occhi dei
turisti che cercavano di salvare i cani e che ha suscitato la reazione di
associazioni animaliste e amanti degli animali in tutto il mondo.

Pertanto, nel 2018 dei ragazzi francesi e marocchini hanno deciso di fondare
l’associazione no-profit Ims’One, lanciando un programma di vaccinazione e
sterilizzazione per controllare il randagismo ad Imsouane. 
Questi, infatti, sono d’accordo con il “Sindaco” del posto che i cani non
saranno toccati se l’associazione se ne prenderà cura. In questo modo quindi
stanno salvando i cani dalle stragi governative e dal proliferare di
malattie come la rabbia e tumori.

Le ragazze portano personalmente i cani da alcuni veterinari ad Agadir e ad
Essaouira e, una volta vaccinati e sterilizzati, gli viene applicato un tag
all’orecchio per renderli riconoscibili e proteggerli. 
Ad oggi, ci sono 52 cani taggati e qualche giorno fa hanno preso in carico
12 cuccioli orfani.

Ovviamente essendo una Onlus hanno bisogno di donazioni!! Per cui, per chi
fosse interessato al loro progetto e a sostenerli, potete visitare il loro
sito e il loro profilo Instagram:

https://www.gofundme.com/imsoneproject

https://www.instagram.com/imsoneproject/?hl=it

Basta veramente pochissimo per aiutarli e fare la differenza.

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