Piccoli consigli per una giornata “plastic Free”

Ci sono piccole cose che possiamo fare tutti i giorni … 

📝 scritto da Manuela Giacomini 

Come già sappiamo da tempo, oggetti e frammenti di plastica rappresentano oltre l’80% dei rifiuti raccolti sulle coste e nelle acque del Mediterraneo

Negli ultimi dieci anni la produzione della plastica è stata superiore a quella di tutto il XX secolo e, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), se non si inverte il trend attuale, nel 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce.

E’ necessario quindi favorire comportamenti più compatibili con l’ambiente, riducendo il consumo di plastica ed evitandone l’abuso e l’uso scorretto.

Su internet si trovano diversi vademecum creati da Associazioni Ambientaliste per dimostrare che è assolutamente possibile vivere una vita “plastic free” o comunque modificare in meglio, almeno in parte, alcune delle nostre abitudini quotidiane.

Riporto quindi di seguito alcuni piccoli consigli che spero proverete a mettere in pratica.

Si parte dalla mattina: visto che il consumo medio di spazzolini da denti nella vita di ognuno è di almeno 300 pezzi, meglio scegliere quelli con testina intercambiabile. Lo stesso vale per i rasoi i quali sono difficilmente riciclabili poiché assemblati con materiali diversi fra loro. In un anno, rasandoci ogni giorno, produciamo 1,65 kg di rifiuti se si utilizzano rasoi usa e getta mentre se si opta per i rasoi ricaricabili, la quantità di rifiuti è 12 volte inferiore (0,14 kg).

A colazione è preferibile rinunciare a prodotti troppo imballati: come merendine impacchettate una ad una e succhi di frutta confezionati, privilegiando the, centrifughe, smoothie e spremute fatte in casa, frutta e pane e marmellata.

Per il caffè, si pensi che sono 10 miliardi le capsule per il caffè in plastica vendute nel mondo. Solo queste in Italia producono circa 120mila tonnellate di rifiuti all’anno. Tutto ciò solo per mettere 5 g di polvere di caffè in un imballaggio monouso! Meglio quindi utilizzare cialde biodegradabili oppure la moka o altre caffettiere.

Al momento delle pulizie di casa, se ci rendiamo conto di possedere troppi di flaconi, riduciamone via via il numero usando i rimedi della nonna come aceto, limone, bicarbonato, the, essenze naturali e i prodotti alla spina. Importantissimo poi usare guanti riutilizzabili e non mono-uso, pezze di cotone per spolverare o in cellulosa. Meglio mollette di legno per stendere i panni al posto di quelle di plastica. 

In ufficio no al bicchierino di plastica dalla macchinetta, meglio una tazzina portata da casa.

Le bottiglie di plastica sono state rinvenute nel 92% delle spiagge italiane monitorate (studio ENEA). Per portare l’acqua sempre con noi scegliamo borracce riutilizzabili!

La spesa ideale per evitare la plastica si fa al mercato per frutta e verdura, ma anche al supermercato scegliendo prodotti sfusi al banco dei freschi; uova o yogurt nei contenitori in carta o vetro; formati famiglia al posto di confezioni con porzioni monodose. Pane e dolci si possono comprare presso i fornai e i pasticceri, privilegiando quindi prodotti freschi e di qualità

Secondo studi ENEA, infatti, oltre il 17% del packaging rinvenuto sulle spiagge italiane è costituto da materiale utilizzato per avvolgere cibo. Tra i vari tipi di imballaggi, il packaging multi-materiale è difficilmente riciclabile mentre tra quelli più utilizzati vi è il polistirolo espanso (PSE) che a causa della sua bassa densità, non sempre viene riciclato. 

Una volta terminata la spesa, mettiamo i nostri prodotti in una borsa in tessuto riutilizzabile al posto dei classici sacchetti di plastica che utilizziamo una volta e poi li buttiamo via. Il consumo mondiale annuale di sacchetti di polietilene è stimato in 500 miliardi. Ed infatti, la maggior parte dei frammenti di plastica ritrovati in mare, nei laghi e lungo le spiagge derivano dalla degradazione di sacchetti di polietilene i cui frammenti rappresentano il 22% dei rifiuti plastici che invadono le nostre spiagge

Impariamo anche a conservare i cibi sostituendo buste, pellicole e contenitori con quelli in vetro.Alternative alla plastica sono disponibili anche per posate, bicchieri, taglieri, ciotole, piatti, tazze, ecc. 

Il peggio in assoluto è ovviamente rappresentato dai prodotti monouso quali cotton fioc non biodegradabili (lungo le spiagge italiane ne sono stati stimati 100 milioni), cannucce per bere, bicchieri, piatti, posate, che vanno assolutamente evitati. La goccia di petrolio che serve per creare un bicchiere di plastica, che si usa per pochi minuti, impiega 70 milioni di anni a formarsi.

Infine, per quanto riguarda l’abbigliamento, da studi recenti è emerso che per ogni lavaggio in lavatrice si possono scaricare fino a 700mila microfibre, la maggior parte di origine sintetica, che a causa delle dimensioni ridotte non vengono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue e si diffondono nell’ambiente (il che equivale al 35% delle microplastiche primarie che entrano nell’oceano). I tessuti realizzati con le fibre naturali sono più idonei per l’ambiente in quanto rilasciano quantità inferiori di microfibre ed essendo traspiranti sono più adatti anche per il nostro corpo.

Sono certa che cercando di mettere in atto questi piccoli gesti vi renderete conto veramente di quanta plastica gira intorno alla nostra vita e di quanto è difficile farne a meno!! Ma ricordatevi che è possibile e se avete altri consigli “plastic free” scriveteci.

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