Come nasce l’amore per il mare

📝 scritto da Tanya Nanetti

Non so descrivere appieno cosa provo per l’Oceano, perché io mi senta così legata ad esso.

Di certo non amo stare sdraiata in spiaggia a prendere il sole; e non sono interessata a passare i miei tardi pomeriggi a sorseggiare aperitivi in un locale vista mare.

Quello che amo, è ben diverso.

Tutto è cominciato la prima volta che ho messo piede in Bretagna, la punta nord-ovest della Francia, in una tempestosa mattinata di fine novembre.

Era il 2006, uno dei miei primi veri viaggi, e dopo 1400km a bordo di una vecchia macchina sgangherata, il mio ragazzo ed io giungevamo finalmente al cospetto del Grande Oceano Atlantico.

Non era la mia prima volta, ma nelle occasioni precedenti ero appena una bambina, e quindi fu proprio come se fosse il mio primo incontro con Lui.

Eravamo a Point du Pen-Hir, una delle tante scogliere che punteggiano la costa bretone, un enorme strapiombo che si getta nell’oceano impetuoso.

Arrivammo in cima, parcheggiammo la macchina ma non c’era nulla da fare… non potevamo scendere talmente pioveva, e il vento scuoteva così forte la mia piccola Punto che per un attimo pensammo che il nostro destino fosse quello di Dorothy, e che saremmo volati via…

Ovviamente non successe, ma per una decina di minuti fu il delirio.

Poi, come sempre succede vicino all’Oceano, in un attimo fu silenzio e calma. Il cielo iniziò a tingersi di un blu intenso, e sulle cupe nubi rimaste ecco spuntare un arcobaleno sgargiante.

Finalmente potemmo scendere dalla macchina e, tenendoci per mano, avviarci verso lo strapiombo.

Era alto e spaventoso, ma a suo modo rassicurante: l’Atlantico era una settantina di metri sotto di noi, e sbatteva con violenza contro la roccia erosa dal tempo… era lontano, ma a suo modo era come se fosse lì vicino a noi…

Era così vicino, che potevamo sentire sul viso gli schizzi d’acqua che salivano fino a noi mentre le grosse onde continuavano ad infrangersi lì sotto…

Fu in quel momento, che ebbi una sorta di epifania…

In quell’attimo, mi resi conto che appartenevo all’Oceano, che ero parte della grande tribù dei Figli dell’Oceano.

E capii che quello era solo l’inizio della storia che ci avrebbe unito.

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