Esiste sempre lo spirito del surf ?

Premetto che sono solo riflessioni di uno qualunque che forse gli manca un po’ il passato e quindi tutto quello che è scritto dopo non è né polemica e ne cattiveria… sono solo pensieri scritti … 

La domanda me la faccio spesso e la risposta rimane sempre nel limbo, perché ci sono cose che mi fanno pensare che esista ancora un qualcosa di spirituale nella nostra passione… poi però ci sono altre considerazioni che mi portano a pensare che ormai è solo uno sport … quindi voglio condividere con voi delle riflessioni e magari avere un confronto per fare più chiarezza .

Iniziamo dicendo che io vengo dal passato, ormai sono un vecchio, e questa riflessione me la sono fatta molto spesso vedendo le nuove generazioni. Vengo da un’epoca dove un surfer lo riconoscevi già dal modo di vestire, indossavamo tutti indumenti larghi, pantaloni con il cavallo basso, colori sgargianti se non fluorescenti, capelli lunghi bruciati dal sole così come la pelle, scarpe consumate, praticamente un misto tra un Hippie e un punk con un pizzico di grunge … dalla musica che ascoltavamo,infatti tutti ascoltavamo da reagge al surfpunk passando per il rock … dai posti che si frequentava, c’eravamo noi che inverno ed estate, vento o bonaccia, sole o pioggia, freddo o caldo ci si trovava sempre sul mare, ai moli oppure sulla spiaggia dello spot del gruppo … Avevamo uno spirito di appartenenza al gruppo o alla “famiglia” smisurato, eravamo orgogliosi di essere i Locals di uno spot piuttosto che un altro, eravamo come Tribù, ognuno che viveva sulla propria spiaggia, anche se ci si portava un gran rispetto tra tutti e un amicizia smisurata.

Oggi non riesco più a vedere un vero e proprio modo per identificare i ragazzini che fanno surf, si vestono a seconda delle mode del momento, con risvoltino ai pantaloni, sopracciglia fatte e capelli super curati. Ascoltano la musica del momento, non hanno una musica che le identifica in maniera particolare. E soprattutto non hanno un senso di appartenenza ad un luogo … non hanno un vero e proprio home spot … diciamo pure che le vedo un po’ anonimi. Ovviamente non è per tutti così, fortunatamente per il mio gusto, esistono ancora dei gruppetti che sono un po’ simili a noi, ma sono mosche bianche … 

Un altro punto di grossa differenza è “l’attesa”, noi che frequentavamo gli spot o i moletti, imparavamo dai vecchi pescatori a leggere la natura, a capire dalla forma delle nuvole oppure da come volavano i gabbiani, che tempo avrebbe fatto il giorno dopo, se avrebbe fatto le onde o se fosse stata bonaccia … gli anziani ci spiegavano i “vecchi detti “ sulla meteorologia, tipo che il libeccio durava sempre giorni dispari (1-3-5), oppure se i gabbiani erano in terra e non volavano voleva dire che entrava il tempaccio ( pioggia probabilmente ) .

Oggi, non c’è più nessun ragazzino che lo sa fare, tutti invasati a guardare le previsioni internet, che per l’amor del cielo ben vengano per organizzare meglio le giornate di surf, ma non deve essere l’unica fonte del sapere. Ormai si prevedono onde a 10 giorni, non c’è più il fascino della natura, o meglio il rapporto tra essa e noi … 

Internet, questo strumento che ormai è ovunque, utilissimo per un verso ma anche altrettanto deleterio per un altro, perché se è vero che ci aiuta tantissimo per anticipare le situazioni o per capire dove veramente farà le onde migliori, allo stesso tempo ha fatto “sputtanare” migliaia di secret e riempire, fino all’inverosimile, quelli più conosciuti … ora riesci a vedere come entrerà la swell in modo perfetto e quindi a prevedere anche quali saranno gli spot migliori ma proprio per questo si riempiono in maniera troppo esagerata … Internet è comodo anche per rimanere sempre aggiornati sulle novità, sulle gare e sui nuovi materiali… ma nel contempo ha creato anche dei “mostri”, cioè ha fatto diventare “grandi” persone che in realtà non lo sono … basta bombardare di foto sui social di un Air ( magari non chiuso ) o un tubo immenso ( che poi dopo lo scatto ti ha mangiato ) per essere in poco tempo messo tra i bravi … 

il surf si faceva per passione e non per essere “il più bravo” … poi c’è sempre stato quello più forte e quello un po’ peggio , ma l’importante era entrare in acqua e uscire con un sorriso stampato sulla faccia che durava anche giorni … 

È vero che a livello sportivo e di preparazione siamo andati avanti anni luce ( e menomale ) perché i nostri giovani adesso competono a tutti i livelli e in qualsiasi lega … i ragazzi ora lo praticano come un vero e proprio sport, mentre per noi era più una passione, loro si allenano con esercizi specifici ( functional training), durante i momenti di patana sketano e fanno esercizi per aumentare l’equilibrio … noi facevamo nuoto, calcio o un altro sport e poi quando faceva le onde si andava in mare. A livello tecnico non ci vedono neanche, riescono a fare manovre impensabili qualche anno fa, saltano sulle onde come grilli frenetici, noi avevamo un altro passo, potevamo cavalcare onde grosse, cattive, ma non eravamo niente a livello tecnico rispetto ai giovani di adesso … 

Un’altra differenza che noto molto spesso è il “rispetto”, noi avevamo quasi paura dei più grandi, eravamo un po’ messi da parte, diciamo che ci spettavano le onde che rimanevano per due motivi, il primo era perché, come già accennato, noi avevamo un senso di rispetto per i più grandi immenso, anche se poi qualcuno era “bono a ‘na sega”, secondo perché loro erano del posto da più di noi e tutto quello che avevamo era un po’ grazie anche a loro … i ragazzini di oggi “zero rispetto” e in parte fanno bene, non ti cacano neanche se non sei uno che va forte, non c’è più quel discorso che “loro sono più grandi “, c’è da dire che fortunatamente non è per tutti uguale, e comunque hanno anche la fortuna che molti come me se remano insieme ad un giovanissimo e molto facile che mi fermo io e lo faccio partire, perché è giusto così , io ormai sono circa 30 anni che prendo onde e ora è giusto che si divertono loro, trovo anche molto piacere nel vedere un ragazzino che fa una bella surfata , mi ci rivedo … 

Però un po’ più di rispetto in senso generale forse ci vorrebbe … ma non sono certo io che ne devo insegnare , hanno un babbo e una mamma per questo … 

In conclusione secondo il mio modesto parere lo spirito del surf c’è sempre ma è solo cambiato, è andato di pari passo con i tempi… e si trasformerà ancora… dobbiamo solo accettarlo e non vivere solo di ricordi, anche se bellissimi, perché il mondo intero va così … io vorrei rimanere sempre al tempo delle crew storiche che vivevano con dei principi di fratellanza e rispetto, ma il mondo e il surf con esso stanno cambiando. 

Sicuramente tutto aveva un altro sapore e un’altra magia !

Un vecchio che dice cazzate durante una riflessione 

Scritto : Matteo Capo Nani 

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Una risposta a “Esiste sempre lo spirito del surf ?”

  1. Ora ho 20 anni…
    Da quando ne avevo 15 che vidi per la prima volta un video su youtube riguardante il surf, mi innamorai proprio di questo, del senso di appartenenza, non ho mai vissuto tutto questo ma è stato un pensiero che mi ha sempre tormentato, un sogno fin quando…
    Dalle mie parti non si surfa, pochissimi lo fanno, perchè le onde non sono frequenti.
    La mia piccola esperienza di surf, 6 mesi fa per la prima volta, mi ha fatto smettere di credere in tutto questo e farlo rimanere solo un sogno irraggiungibile.
    Ora per me il surf è solo uno sport come altri perlopiù costoso, perchè la gente che ho incontrato ha solo pensato di lucrarci sopra.
    Sarebbe stato fantastico vivere questi valori del Surf, anche solo per provare, sarebbe stato fantastico se avessi trovato qualcuno che me gli avesse insegnati.

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